Se ne parla sì, ma quasi a mezza voce, quasi con pudore. Claudio Graziano, il generale che fu Capo di Stato maggiore in Italia e fino al primo giugno è presidente del Comitato militare dell'Unione europea, è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Fincantieri.

Graziano è il vertice dei vertici militari che, ancora prima di smettere la divisa, le sue decorazioni e le sue funzioni, si mette al servizio della produzione militare. Sarebbe più esatto dire che mette al servizio della produzione e della vendita di armi la sua potente conoscenza della rete militare europea e mondiale. Una sorta di rappresentante di commercio invidiato da tutti. E, si badi bene, nessuno ha sollevato conflitti di interesse o questione di stile o, meglio, di opportunità. Semplicemente per tutti è normale che una multinazionale che costruisce tanto navi da crociera e yacht, quanto navi da guerra e sommergibili, scelga un militare d'altissimo rango in congedo come suo presidente. Non sembra difficile prevedere come si orienterà la produzione della multinazionale delle navi. Ancora una volta non si tratta di un investimento di pace. La guerra ancora in corso alle porte d'Europa ha aperto nuove potenzialità "commerciali".