Il titolo cubitale inequivocabile della prima pagina dell'Osservatore romano di sabato scorso è: Tagliare le risorse alla sanità è un oltraggio all'umanità. Riprende un'espressione indirizzata da Papa Francesco ai dirigenti della Confederazione Federsanità.

Nel discorso del Papa si leggono tre concetti chiave: La prossimità come antidoto all'autoreferenzialità che significa "farsi carico" e non discriminare tra pazienti di serie A e di serie B; l'integralità che si oppone alla frammentazione e alla parzialità, come approccio olistico alla cura; il bene comune come rimedio al perseguimento di interessi di parte. Ma è il titolo scelto dal giornale per la copertina a impressionare perché suona come una sfida se non come una provocazione, come un richiamo a tutti coloro che durante i mesi più duri della pandemia avevano giurato solennemente che bisognava attrezzare meglio la cura delle persone e oggi sembrano aver abbandonato i buoni propositi insieme alle mascherine. Chiodo schiaccia chiodo e c'è sempre qualcosa di apparentemente più urgente che fa dimenticare le urgenze di prima. Naturalmente sempre a danno delle persone più povere e più fragili. Per questo una sanità che non favorisca la gratuità e l'accesso di tutte e tutti alla cura, è un oltraggio.