Dire che Emanuele Scieri, il parà di leva trovato cadavere nella caserma Gamerra di Pisa il 16 agosto 1999, sia rimasto vittima del cosiddetto "nonnismo" è solo una verità parziale.

I due ex caporali della Folgore, Alessandro Panella e Luigi Zabara, condannati rispettivamente a 26 e 18 anni, sono vittime a loro volta di una cultura del potere e della violenza che è sempre in agguato. Per questo bisognava riconoscere al ministero della difesa una pena ancora più alta della semplice sanzione pecuniaria cui è stato condannato. Non si tratta di semplice mancata vigilanza ma di distrazione da un compito più alto che riguarda la possibilità di educare al rispetto della vita e al senso civico, coloro che passano attraverso le caserme. Il giovane Scieri era stato preso di mira solo perché laureato e l'accanimento contro di lui si volse in tragedia al primo giorno di sua permanenza tra le mura della caserma della Folgore. Ci sono voluti 24 anni per accertare queste verità perché quella mentalità prevede anche una rigida omertà che non ammette alcuna "infamità". Ma questa è tutta roba da delinquenti e mafiosi, non da persone alle quali – almeno teoricamente – consegniamo la sicurezza dei confini e la difesa della patria. È per questo che il sistema-ministero è responsabile almeno quanto i due condannati e l'ha fatta franca ancora una volta. Se credessi nella difesa armata, oggi mi sentirei ancora più insicuro e vulnerabile.


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