Caro amico che mi hai fatto avere il ritaglio del giornale del 1967 in cui si parlava di un'Italia tagliata in due dal cattivo tempo e di un caldo record da 42 gradi a Roma

e hai commentato che il negazionista sono io perché nego la realtà dei fatti, ho da dirti qualcosa. Ho imparato che il meteo e il clima sono due cose molto ben distinte. Il primo si riferisce alle condizioni atmosferiche in corso e prevede scientificamente quello dei giorni futuri, il clima invece si riferisce all'andamento medio del tempo atmosferico di una regione in un certo lasso temporale. A destare preoccupazione oggi non è il termometro fissato a Roma o a Milano quanto l'andamento che fa persistere il surriscaldamento generale del pianeta e la registrazione molto più frequente di fenomeni estremi. Il tutto basato sulla raccolta scientifica continua di dati. In base a questo ad esempio conosciamo che il 2022 (molto più del 1967) è stato l'anno più caldo di sempre in Italia e il quinto nel mondo. Se a te basta un ritaglio di giornale del 1967 per stare tranquillo, a me e alle generazioni future continua a preoccupare la tendenza rapida alla tropicalizzazione generale del clima che si sta verificando nel nostro Paese con la scia di vittime, disastri e disagi. Se tu resti tranquillo, a me la coscienza e l'istinto di sopravvivenza suggeriscono di fare di tutto perché vengano rimosse le cause che provocano tutto questo. Mi scuserai se tra queste considero anche il tuo negazionismo che è figlio della tua ignoranza e prego per la tua conversione.