I roghi che stanno bruciando dalla Campania a Messina, fino a interessare le Isole Tremiti in questi giorni condannano all’inferno migliaia di cittadini inconsapevoli e onesti.

Mentre le ipotesi e le analisi sulle cause, sugli autori degli incendi e sulle modalità di intervento si moltiplicano e si susseguono, di fatto c’è gente costretta a respirare aria irrespirabile, altra che abbandona le case, altra che perde campi e lavoro. Alle pendici del Vesuvio, intorno a Ercolano, ad essere dati alle fiamme sono terreni che custodivano rifiuti pericolosi e dannosi per la salute e per l’ambiente e che ora liberano nell’aria diossina e sostanze destinate a produrre conseguenze nefaste negli anni a venire. Una condanna. Gli abitanti di quelle zone chiedono semplicemente di intervenire, quanto meno di provare a ridurre il danno, di non sentirsi orfani di uno Stato che ha decretato la propria resa di fronte a una situazione che non riesce a fronteggiare e a organizzazioni criminali a cui non riesce a rispondere. Per questo attendono un cenno di esistenza in vita da parte delle istituzioni che hanno esattamente quel compito: proteggere i propri cittadini.