Che le chiese locali e i loro pastori si riunissero in preghiera per implorare il dono della guarigione per Papa Francesco era prevedibile.

Ma che anche i musulmani gli esprimessero la propria vicinanza in forma ufficiale e pubblica, non rientra pienamente nel “protocollo”. Circa le relazioni tra le diverse fedi e grazie a un processo avviato da anni, forse da quel 27 ottobre 1986 che inaugurò lo “spirito di Assisi”, i tempi sono cambiati. E così leggiamo oggi la lettera indirizzata a Francesco dall’UCOII – Unione delle comunità e organizzazioni islamiche d’Italia. Nel testo viene sottolineata l'importanza del ruolo di Papa Francesco nel promuovere pace, giustizia e dialogo tra le diverse fedi e culture, specialmente in un momento storico così delicato. La lettera evidenzia come “la voce del Papa rappresenti un faro di speranza e un simbolo di fratellanza per molti, e come l'Unione si unisca in preghiera affinché possa rimettersi in forma al più presto”. Un gesto per nulla scontato e previsto che apre un filo di luce nelle nebbie del clima internazionale dal quale provengono tanti brutti segnali.


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