L’arte di Pier Paolo Pasolini è arte pedagogica. Nella sua produzione artistica non vi è nulla che non avesse anche il compito di lasciare una traccia nell’anima dello spettatore.

Il tutto nella speranza del cambiamento. E persino la sua idea di insegnamento è molto lontana dalla semplice trasmissione di informazioni e diventa piuttosto una missione di vita, una lotta all’omologazione. Lo strumento più eccelso è quello della poesia che distilla sapienza e arte nella forza della parola e pertanto diventa essa stessa educazione. Dal 1960 al 1970 Pasolini, nelle pagine della rivista “Vie nuove”, si confronta con operai, studenti, intellettuali. Ne emerge un Paese che vuole raccontarsi. Nel prossimo fine settimana (14-15-16 marzo) in Cittadella Laudato si’ ad Assisi proveremo a ricreare le condizioni perché quel confronto prosegua. Ne abbiamo bisogno forse oggi più di ieri. “Le belle bandiere – dialogo con i lettori”, questo il titolo dell’iniziativa, si rivolge soprattutto ai giovani, alcuni dei quali si sono preparati approfondendo pagine e visioni di quel poeta del novecento che è Pier Paolo Pasolini.

 


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