Vorrei essere capace di parole nuove per dire l’ammirazione per Pepe Mujica. Per lui e per la politica che lui stesso ha incarnato e testimoniato.

Per la sua capacità di pensare profondo sulla società, sui soldi, sulle strade e sulle nuove generazioni. Per il suo amore senza confini per la vita. A rendere vere e vive le sue parole e i suoi gesti azzardati e profetici, c’erano le cicatrici delle torture sulla pelle, quei sei colpi di pistola che lo avevano raggiunto senza riuscire a tappargli né la bocca, né il cervello e tantomeno il cuore. La foto di Pepe Mujica dovrebbe essere fissata sui muri delle sezioni dei partiti a servizio del popolo e postata sui siti web la cui soglia varchiamo quotidianamente. Come monito, come faro, come profumo di verità. A ricordare a ciascuno di quelle e quelli che vogliono impegnarsi per migliorare le condizioni di vita delle altre e degli altri, la coerenza delle scelte anche personali e lo spendersi con passione e senza misura. Quasi a salvaguardia della tentazione di trarre profitto, di usare, di piegare a proprio vantaggio anche solo un alito di vento che è destinato a fare gravida la vela del cammino di un popolo.


Mosaico di pace, rivista promossa da Pax Christi Italia e fondata da don Tonino Bello, si mantiene in vita solo grazie agli abbonamenti e alle donazioni.
Se non sei abbonato, ti invitiamo a valutare una delle nostre proposte:
https://www.mosaicodipace.it/index.php/abbonamenti
e, in ogni caso, ogni piccola donazione è un respiro in più per il nostro lavoro:
https://www.mosaicodipace.it/index.php/altri-acquisti-e-donazioni