È particolarmente coraggiosa la presa di posizione presentata ieri in Vaticano dai presidenti delle Conferenze episcopali di America latina (Celam), Africa (Secam) e Asia (Fabc).

Già il titolo dice molto: "Un llamado por la justicia climática y la casa común: conversión ecológica, transformación y resistencia a las falsas soluciones", ovvero un grido, un appello, per affermare la giustizia climatica e la casa comune che richiede conversione ecologica, trasformazione e resistenza di fronte alle false soluzioni. Un modo per dire senza infingimenti diplomatici ed edulcorazioni ipocrite ai potenti della terra che il vero debito ce l’hanno i Paesi del nord ricco del mondo verso le popolazioni del sud. Ed è un debito sociale ed ecologico poiché sono “i principali responsabili dell’estrazione di risorse naturali e dell’emissione di gas serra”. Una dura accusa contro gli speculatori delle multinazionali, il sistema politico che copre la loro rapina quotidiana e i negazionisti che tentano di giustificare in ogni altro modo il disastro ambientale in corso che miete vittime. “Anche se ci sono ideologie politiche che si contrappongono ai dati della scienza sui cambiamenti climatici – ha sottolineato il card. Spengler arcivescovo di Porto Alegre e presidente del Celam –, noi dobbiamo avere il coraggio di annunciare profeticamente quello che occorre fare”.


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