Nella Chiesa ci sono leggi che vengono utilizzate molto raramente. Ce n’è una, ad esempio, che consente al vescovo di una diocesi di dispensare i fedeli, o una categoria, dall’obbligo della partecipazione alla messa domenicale.

In genere si applica di fronte a un pericolo reale e grave come la guerra o la pandemia, ma Mons. Alberto Rojas, vescovo di San Bernardino in California, ha emesso un decreto per dispensare i fedeli latinos dalla Messa perché rischierebbero di essere fermati dalla polizia antimmigrazione di Trump e “deportati”. In realtà quell’atto è una denuncia aperta ed evangelica che chiede rispetto per la dignità delle persone e la garanzia del diritto alla mobilità. Insomma Rojas, vescovo messicano naturalizzato statunitense, ha utilizzato la sua prerogativa per dire che la libertà val bene una messa e per denunciare tanto la pandemia scatenata dall’egoismo suprematista quanto la guerra razziale combattuta contro i più deboli della società a stelle e strisce. Un vescovo coraggioso che già il 23 giugno scorso aveva denunciato per iscritto gli “arresti indiscriminati di fratelli e sorelle eseguiti all’uscita di casa, sul posto di lavoro o in altri luoghi pubblici” come di fatto era successo anche in un salone parrocchiale dove i fedeli erano riuniti. “Questi atti – ha proseguito il vescovo – non rispettano né il diritto al giusto processo né la dignità di figli di Dio”. 


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