Quella delle ragazze della pallavolo è – senza dubbio alcuno – la vittoria più bella. Coraggio, umiltà, passione e dedizione al lavoro sono gli ingredienti di questo gruppo motivato, unito e magistralmente diretto dal genio di Julio Velasco, un argentino dal cuore nobile.

Come ha commentato Furio Zara alla Domenica sportiva: “Velasco non è speciale perché vince ma vince perché è speciale”. E a ripercorrere il suo impegno agonistico come allenatore di Volley si resta sbalorditi dal medagliere da recordman che ne fa il numero uno in Italia. Ma a stupirci è anche la capacità di quest’uomo di saper coniugare professionalità e impegno civile. Personalmente l’ho incrociato sulle strade di questo secondo versante e – anche lì – si rivela un maestro geniale perché è sempre capace di impegnare la sua parola e le sue scelte senza sconti e senza quell’ipocrita diplomazia sfuocata che finisce col tradire la verità. Sicuramente è il frutto della sua terribile esperienza della dittatura argentina che ha sofferto sulla pelle ma sta di fatto che, inconsapevolmente o coscientemente, Velasco segue il Vangelo che dice: “sia il tuo parlare sì si, no no”. Questo lo rende scomodo ma autentico al punto da tingere di azzurro il cielo della pallavolo mondiale senza omologare i colori della pelle di quelle grandissime ragazze.  


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