Per i giovani universitari di Gaza che attendono il visto per partire per l’Italia dopo che si sono aggiudicati una borsa di studio, si tratta di uno stillicidio quotidiano.
Secondo il video diventato virale nel quale un docente esorta le autorità italiane a darsi da fare per riaprire quella possibilità tramite le nostre ambasciate in Israele e nei paesi di transito, quei giovani sono pronti e stanno vivendo un’attesa spasmodica. Sono 38 solo per la Statale di Milano ma anche altri atenei hanno ormai da tempo le carte a posto. Sono studenti motivati e meritevoli, le cui borse coprono spese e piani formativi, ma che oggi vedono svanire l’occasione di proseguire gli studi perché i corridoi non sono più operativi e le istituzioni rimangono in silenzio rispetto alle loro richieste. Senza una rapida soluzione, gli studenti a Gaza rischiano non solo di perdere questa opportunità formativa, ma anche di vedere scadere i termini per l’iscrizione ai corsi e di dover rinunciare a progetti di vita che avevano costruito con dedizione e speranza. Non è solo solidarietà. È rispetto del diritto allo studio.