La notizia è passata sotto silenzio come se non ci riguardasse. Abbiamo continuato a vivere, mangiare, viaggiare, parlare e consumare – soprattutto a consumare – come se nulla fosse accaduto. Eppure il 3 maggio scorso l‘Italia ha tagliato il traguardo negativo del suo “overshoot day”, ovvero ha esaurito il “budget ecologico” dell’intero anno.
Dal 4 maggio in poi viviamo in deficit ecologico: utilizziamo capitale naturale e accumuliamo un debito che si traduce in crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi. Rispetto allo scorso anno abbiamo anticipato di tre giorni! Si calcola che se tutto il mondo avesse lo stesso stile di vita di noi italiani, ci vorrebbero tre pianeti. Anche solo rispetto agli anni novanta, sciupiamo più energia, viaggiamo di più, abitiamo case che consumano suolo, sono cambiate le nostre diete che utilizzano più packaging, trasporti, refrigerazione, lavorazioni industriali. Si tratta di un disastro che non crea danni all’ambiente ma a noi. E fino a quando non capiremo questo, continueremo a vivere e comportarci esattamente come facciamo adesso. Abbiamo bisogno di imboccare un’altra strada con un diverso stile di vita e una politica nuova. La chiamano transizione ma papa Francesco con Alex Langer ci hanno insegnato che è “conversione ecologica” ed “ecologia integrale”.