“Dove finiscono i diritti quando inizia il deserto?”. È la domanda che ci consegnano il fermo e l'arresto in Libia di Domenico Centrone e Dina Alberizia, impegnati nella Global Sumud Flotilla di terra, una missione civile, internazionale e nonviolenta nata per testimoniare solidarietà al popolo palestinese e chiedere il rispetto del diritto umanitario.
Non portavano armi, non minacciavano nessuno. Portavano una presenza, una scelta di pace, una voce. Colpisce la semplicità disarmante dell'appello lanciato dai genitori di Domenico Centrone. Nessuna invettiva, nessuna richiesta straordinaria. Chiedono soltanto di avere notizie certe del figlio e che possa tornare libero. Per questo chiediamo al Governo italiano di intervenire con urgenza presso le autorità libiche, intensificando ogni iniziativa diplomatica e attivandosi anche presso le istituzioni europee per garantire i diritti fondamentali delle persone detenute, ottenere la liberazione di tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla e assicurare il loro rapido e sicuro rientro presso le rispettive famiglie. Difendere loro significa difendere il diritto alla libera circolazione, alla solidarietà internazionale e all'azione nonviolenta. Invitiamo tutti a firmare l'appello. Quando viene fermata una persona che sceglie la pace, a essere messa in discussione è la libertà di tutti.