Spero che al linguaggio di Salvini nessuno si abitui né si rassegni. La differenza è che adesso non parla più soltanto come un leader di partito nell'agone della campagna elettorale, ma da ministro della Repubblica.

Questo significa che una parola, un'espressione, un'accentuazione, corrono il rischio di ammaccare i rapporti con un altro Stato, di causare fibrillazioni di borsa, di incoraggiare sentimenti e gesti estremi. E allora è assolutamente legittimo che Salvini abbia un pensiero su immigrazione, povertà, rom e altro purchè coerente con il dettato costituzionale, ma quando dice che “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa" esprime almeno un “purtroppo” in eccesso. I rom, infatti, te li devi tenere a casa come tutti gli altri cittadini italiani. Se entriamo nella logica del “purtroppo”, altri saranno legittimati ad affermare che “altre categorie di persone purtroppo te li devi tenere a casa” e che “Tizio, Caio o Salvini purtroppo te li devi tenere a casa”. E non è bello.