In Yemen è in corso una guerra che secondo alcuni osservatori potrebbe concludersi (ma non risolversi) con un bagno di sangue che forse è in atto proprio mentre scriviamo.

Dalla mia povera ricerca in internet vedo che ne danno notizia La Stampa con un inviato a Beirut (Libano), Avvenire, Il Sole 24 ore e pochi altri che riprendono lanci di agenzia (Askanews). Ed è davvero tragico! Perché i settecentomila abitanti rimasti nella città di Hodeidah rischiano di essere completamente accerchiati dalle truppe arabosaudite, colpiti da bombardamenti, di essere condotti allo stremo per fame e sete. Si tratta di una questione strategica perché lì si trova l'unico porto tramite il quale gli oppositori Houthi ricevono rifornimenti. “In oltre tre anni di guerra sono state uccise fra le dodicimila e le ventottomila persone, a seconda delle stime, e altre decine di migliaia, soprattutto bambini, sono morte prematuramente per le malattie e la malnutrizione. Un'epidemia di colera ha colpito un milione di persone”. Save the Children ci fa sapere che in quella città ci sono circa trecentomila bambini che rischiano la vita e l'inviato dell'ONU Martin Griffiths esprime tutta la sua preoccupazione perché si aggrava la crisi umanitaria e si esauriscono le speranze di una soluzione negoziale. Ma qualcuno in Italia e nel mondo ha deciso che ci sono questioni e notizie più importanti. In che mondo viviamo?