C'è una quotidianità dell'informazione che non ci soddisfa perchè ha un'agenda che non sempre (quasi mai!) corrisponde alle priorità della gente e dei popoli.
C'è una verità troppo spesso nascosta tra le pieghe dei fogli di giornale o che incespica tra le parole dello speaker televisivo.
C'è un commento dei fatti che contano veramente che vogliamo rileggere con l'unico filtro che conosciamo.
Quello degli sconfitti, delle vittime, della pace, della gente...
"Avendo in corpo l'occhio del povero" - avrebbe detto don Tonino Bello.
Per questo lanciamo questa nuova rubrica "feriale", ovvero un commento breve che, come Mosaico di pace, ripesca un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova, con una sensibilità che scommettiamo condivisa.
E se così non fosse è destinata ad aprire riflessione e dibattito.
Pertanto quotidianamente proporremo un commento - breve quanto un'annotazione - su qualcosa che rischierebbe di passare altrimenti inosservato.
Sarà curato dalla redazione e specificatamente da Tonio Dell'Olio.
Speriamo incontri il gradimento e il favore di chi cerca di lasciarsi provocare per non fermarsi mai alla scorza degli avvenimenti ma di cercarne la linfa per attingere nuovi motivi di impegno.

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 La notizia della prima uscita pubblica del vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, mi commuove. Mi commuove quest'uomo disarmato che come Gesù mostra le ferite della croce ma senza avere la tentazione di ostentarle come medaglie al merito. Tutt'altro!

I preti di Trinitapoli, comune di 14mila abitanti nella provincia di Barletta-Andria-Trani, domenica scorsa, Festa del Corpo e sangue di Cristo, hanno diffuso una riflessione che sembra contemporaneamente un'esortazione e un appello.

È bastato l'abbattimento di un monumento a Bristol per scatenare la furia iconoclasta e sviluppare un dibattito sulla correttezza di decidere la rimozione di simboli con una sensibilità posticcia, ovvero maturata nel corso dei secoli. Non si può giudicare – si dice – con la sensibilità odierna ciò che oggi ci fa inorridire e che a quei tempi era assolutamente normale, plausibile e giustificato.

Tra le Favole al telefono di Gianni Rodari ce n'è una che si intitola: Case e palazzi. È una favola triste che racconta della visita a un signore anziano ricoverato in una casa di riposo.

Caro presidente Giuseppe Conte. Voglio unire la mia voce al dispiacere e alla rabbia di Paola e Claudio Regeni dal momento che persino le forze di opposizione al suo governo che pure non perdono occasione per dissentire, di fronte all'operazione egiziana, tacciono o esprimono soddisfazione.

 Mi ha sorpreso sapere che gli inglesi avessero eretto una statua a Edward Colston che era un mercante di schiavi africani. Pare ne avesse procurati circa 80mila e che in 19mila morirono durante il trasporto.

E non può che essere mondiale. E non per ambizione, per vanto o per esaltazione. Semplicemente perché è nella sua stessa "natura".

Non c'è opera creativa che non sia nello stesso tempo liberatrice. Non si può dare vita e diventare nel contempo proprietari della vita che si è aiutato a far nascere.

Sì, ha ragione Roberto Zichittella, Walter Tobagi era un giornalista che sapeva prendere appunti. Uno che la cronaca se l’annotava fino a scolpirla in un quaderno e poi nell’inchiostro della pagina di giornale del giorno dopo oppure, chissà, dopo qualche mese o qualche anno.

Ma qualcuno è in grado di spiegarmelo perché la distanza da osservare tra le persone in questo tempo di pandemia deve essere definita da tutti "distanza sociale"? No, perché io – forse ingenuamente – ho sempre pensato che la distanza sociale fosse rappresentata dall'ingiusta distribuzione del reddito e dalle ingiuste disparità di trattamento. Distanza sociale richiama distinzioni classiste o razziste.

 

A me capita spesso di incontrare dei "vecchi giovani" e – ahimè – dei "giovani vecchi". Tra quelli che mi hanno fatto innamorare della prima categoria vi è un signore con la chioma bianca racchiusa in un codino, che oggi compie 90 anni e si chiama Eddie Hawkins.

Giovanni Falcone che ci insegna la pazienza dei tempi lunghi per sconfiggere innanzitutto la smania del "tutto e subito" che, tradotto, significa "poco e approssimativo".

Si estende in ben 9 nazioni differenti attorno al Rio delle Amazzoni e ai suoi affluenti. Comprende una popolazione di circa 33 milioni di abitanti dei quali almeno tre milioni sono popoli indigeni originari.

Forse non tutti hanno capito perché la Giornata mondiale contro l'omofobia è stata fissata nella data del 17 maggio.

Poche persone al mondo riuscivano a comunicare vita come Ezio Bosso che da anni aveva un cancro a tormentarlo e, se non bastasse, è subentrata una malattia degenerativa ad affrettarne la morte.

Non è soltanto una finezza teologica ma una vera e propria prospettiva di fede, quella che fa dire a Papa Francesco quelle parole che convocano la Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità per quest'oggi.

Da qualche giorno, e per diverse circostanze, mi ritorna in mente come un'eco insistente una parola di Madre Teresa di Calcutta che amava ripetere: "Quando il perché è forte, il come si trova sempre".

Su un giornale specializzato in armi e difesa (armata), ho letto l'analisi di un "esperto" di sistemi bellici e strategie di sicurezza

Se è vero che "fa più rumore un albero che cade che un'intera foresta che cresce", è altrettanto vero che, talvolta, anche un albero bello cade in silenzio.

"Abbiamo fin troppi problemi a casa nostra che figurati se possiamo occuparci di morti africani".

Oggi Enzo Bianchi, che ci insegna a leggere la vita nella vita, ovvero nella terra, negli sguardi e nei profumi, ha twittato: "Ecco, sono fioriti i papaveri, fiori delicatissimi, da contemplare, non da raccogliere perché subito sfioriscono:

Fase 2 o non fase 2 spero sia chiaro a tutti che il problema della circolazione del virus e dei danni che produce, non è superato.

Sono molti i dubbi sull'opportunità dell'embargo cui ricorrere per indurre governi e regimi autoritari ad avviare un processo di pace o a ristabilire il diritto in una nazione.

Mons. D'Ercole, dopo aver letto la sua intervista e seguito la sua esternazione in video circa le decisioni del governo di non consentire ancora le celebrazioni liturgiche con la partecipazione di popolo, non le nascondo che sono stato tentato a più riprese di scriverle una lettera per dirle quanti chilometri dista la sua visione di chiesa dalla mia.

"Erano dodici. Morti come muoiono i dimenticati. Trascinati nell'abisso di un continente che volta le spalle. Sette sono affogati in mare. Cinque mentre venivano riportati in Libia. Erano dodici, ma non sono più un numero.

Valeria ha compiuto tre anni da qualche giorno. Anche lei da più di 40 giorni sta in casa. I suoi genitori se ne inventano una dopo l'altra per poter rendere più lieve, proficuo e bello questo tempo da trascorrere insieme.

Questo 25 aprile, più unico che insolito, senza cortei e discorsi dai palchi, dovrebbe essere celebrato in maniera riflessiva, intima, silente. Una giornata di ascolto.

Se si va in giro a cercare le cose belle che avvengono in questo tempo di emergenza, di crisi e, per molti, di dolore, di lutto e di sofferenza, ci si ritrova col paniere colmo di cose belle.

Nel canone della liturgia eucaristica (la messa) per antica tradizione si fa memoria dei defunti affidandoli alla misericordia di Dio. Mi pare un segno bello e importante per tutti.

"Regolarizzare gli immigrati che lavorano nel nostro Paese sarebbe veramente il raggiungimento di una duplice finalità.

Di don Tonino Bello ammiro la genialità spirituale e profetica incomparabile.

Con un bell'editoriale su Avvenire Leonardo Becchetti spiega come, oggi più che mai, ci si renda conto che gli immigrati servono al nostro Paese molto più di quanto noi possiamo immaginare.

I virus non vengono mai da soli. Proprio questa pandemia ci sta insegnando che questo virus diventa particolarmente letale quando incrocia condizioni già compromesse e di particolare vulnerabilità.

Di per sé dovrei scrivere "il panaro della solidarietà" perché di questo si tratta. Avrete saputo che in pieno centro storico a Napoli è comparso un panierino calato da un balcone con la scritta: "Chi può metta e chi non può prenda".

La situazione che è venuta a crearsi con la pandemia in corso non è solamente eccezionale, è inedita. In queste proporzioni e con queste modalità non si era mai vista.

Ieri l'allarme di Francesco Messina, direttore dell'Anticrimine, che diramava un dispaccio a tutti i questori perché ha informazioni secondo le quali "i clan mafiosi reclutano gli imprenditori in crisi".

Come vento e rugiada, tempesta e quiete, lacrime. Di gioia ma anche di dolore. Silenzio che non trova le parole e ascolto di una Parola altra.

Ormai forse sarà accaduto anche a qualcuno tra voi di perdere un amico o un conoscente a causa del Covid19. Oppure, spero, di no. A me la notizia è giunta questa mattina.

Il carcere per noi è una protesi lontana che con la vita quotidiana e sociale non c'entra nulla. Il carcere non esiste. Che poi è un modo di esorcizzare quella realtà e di segnare una distanza igienico-sanitaria dal nostro perimetro di perbenismo.

Un virus è talmente piccolo che nemmeno lo vedi. Anzi, a dirla tutta, è proprio questa sua inconsistenza a renderlo tanto efficace nella sua capacità di contagio. Se si vedesse, tutto sarebbe più agevole.

Una marcia nazionale per l’8 marzo e un giorno di blocco generale il 9: nessuna donna a scuola, in università, a fare la spesa, a lavorare. Così reagisce il Messico all’ondata di femminicidi che sta colpendo il Paese.

Il Paese da 60 milioni di direttori tecnici della nazionale di calcio, non esita in questo periodo a trasformarsi in una foresta di virologi, infettivologi, specialisti dell'emergenza e della protezione.

È morto ieri in Nicaragua Ernesto Cardenal. Aveva 95 anni distillati nella lotta per la giustizia e per la bellezza.

Potrà apparire come una notizia secondaria ma vi garantisco che sul piano storico, religioso, sociale e spirituale non lo è affatto. Questa sera, dopo quasi 500 anni, nella cattedrale protestante di Ginevra si torna a celebrare una messa cattolica!

Gyosho Morishita è un monaco buddista che da 38 anni vive nel territorio di Ragusa dove arrivò nel 1982 da Nagasaki per unirsi alle proteste che si opponevano all'installazione dei missili Cruise nella base USA di Comiso.

Mi è sorta, improvvisa, un'insana curiosità: sono andato a cercare in rete le immagini delle sputacchiere. Oggi non si usano più e io non ricordo di averne mai vista una.

Esattamente 75 anni fa, il 24 febbraio 1945, moriva Josef Mayr Nusser. Moriva in un vagone del carro bestiame diretto a Dachau.

Tutte le testate giornalistiche, tutte indistintamente, hanno commentato l'uscita dell'Esortazione post-sinodale Querida Amazonìa con la questione del celibato dei preti che, rispetto al dramma e alla posta in gioco della situazione amazzonica, è davvero marginale.

“E ora torniamo alle cose di casa nostra” - dice il solerte giornalista radiofonico dopo aver parlato dell'Esortazione post-sinodale “Querida Amazzonia”.

Chiunque segua da tempo le vicende dei popoli indigeni dell'Amazzonia e sente il proprio cuore battere all'unisono con la difesa di quella natura che riempie sguardi, cuori e polmoni, festeggia la giornata di oggi come una data storica.

mirMan mano che passa il tempo, siamo moralmente obbligati a chiederci quali siano state le ragioni che hanno portato al silenzio se non al negazionismo esplicito circa il massacro delle foibe.

Ci sono delle volte in cui, con orgoglio, mi ritrovo a dire: “Vedi? Lui è un mio amico”. Parlando di Davide Mattiello mi piace dire che, prima che essere il co-fondatore di Acmos e di Benvenuti in Italia a Torino, prima che aver condiviso per qualche anno l'ufficio di presidenza di Libera

“Compra un'arma Smith & Wesson fra quelle elencate qui sotto, presso uno S&W e Prima Armi ti fa il pieno. Per te in omaggio, una carta carburante ENI da 50 €”.

Se non intervengono fatti nuovi da parte del governo, ovvero provvedimenti quantomeno di sospensione, domani si rinnova automaticamente e tacitamente l'accordo Italia-Libia per la gestione dei migranti nei campi di accoglienza/prigionia libici.

Non riesco a leggere o ad ascoltare il discorso pronunciato da Liliana Segre nell'aula del Parlamento Europeo senza commuovermi.

L'Unione delle Comunità Ebraiche in Italia da tempo aveva aderito al progetto dei corridoi umanitari: portare in Italia profughi in fuga dalle guerre o dalla fame (finora 2.700 persone) a zero euro per lo Stato.

“Il ricordo è un fatto personale – dice Giorgio del Liceo scientifico di Ruvo di Puglia – la memoria invece è un fatto collettivo”.

È il giorno in cui Oxfam, come ogni anno, ci raggiunge con i numeri amari delle disuguaglianze e dimostra al cospetto del mondo che la ricchezza c'è

Le immagini registrate da una telecamera nascosta e poi trasmesse in televisione del magistrato che sfoglia e conta mazzette da 100 euro frutto di corruzione per aggiustare processi è un monito che scoraggia alla corruzione o un miraggio che stuzzica l'appetito?

A volte capita di sentire montare dalle viscere la vergogna di appartenere a una comunità, anche se francamente non ricordo di aver mai provato il pudore di confessare un'appartenenza o un'identità.

Nei prossimi giorni qui in Cittadella di Assisi (www.cittadella.org) ci sarà un'iniziativa della scuola di Arteterapia dal titolo “Vivere l'imperfezione. Artiterapie e 'alcune tenere imprecisioni'”.

Dov'è la verità? Si gioca con le vite umane e con il rischio di una guerra devastante e distruttrice. Come è possibile farlo senza scrupoli?

Non riesco nemmeno a decidere se è più pericolosa l'escalation innescata dalla tragica stupidità di Trump in Iraq/Iran o la devastazione degli incendi che sta divorando l'Australia.

C'è una ricchezza di esperienza di agricoltura sociale in Italia che fa respirare tanta speranza per l'oggi e per il domani.

La terra è scuola di vita. Dalla sua cura e dalla sua stessa vita potremmo distillare insegnamenti e progetti che ci possono orientare meglio nella nostra esistenza e persino aiutarci a “restare umani”.

Qualche giorno fa a Bologna ho partecipato alla presentazione della passata di pomodoro No Cap che sta per No Caporalato.

L'impegno per negoziare scelte di governo sulle misure che abbassino i rischi derivati dai cambiamenti climatici, è sempre possibile. Anche al di là dei vertici COP come il venticinquesimo che si è appena concluso a Madrid.

Devono essere sposate, avere meno di 40 anni e con figli minori di 14 anni a carico. Questi sono i requisiti delle circa 20mila donne marocchine alle quali anche quest'anno è stato consentito l'ingresso in Europa per la raccolta delle fragole nella provincia di Huelva in Spagna.

Sono anni che contestiamo lo sfruttamento dei lavoratori del sud del mondo sottopagati per produrre le materie prime di tutto ciò che nel nord si consuma avidamente.

Cosa non si fa per vendere qualche copia in più. Nel tempo della crisi dei giornali cartacei sembra che il quotidiano che parla bergamasco voglia vincere una gara senza scrupoli e senza esclusione di colpi

Esubero – da vocabolario – è il sovrappiù di cui si può (e in alcuni casi si deve) fare a meno. È la dichiarazione di inutilità che è, come dire, di fallimento.

“Nuova vittoria dei buonisti: dichiarati illegali i respingimenti”. È questo il titolo de Il Giornale a commento della storica sentenza del tribunale di Roma a seguito del ricorso presentato da 14 migranti eritrei

Le condizioni in cui vive la popolazione del Burkina Faso sono del tutto ignote alla stragrande maggioranza della gente che abita il nord del mondo.

Anche se in controtendenza, io francamente non mi sento di dare torto al sindaco di Schio che in questi giorni ha difeso la decisione della maggioranza del suo Consiglio comunale di non installare le 'pietre di inciampo'

Riprendo il “Buongiorno” di Mattia Feltri pubblicato ieri su La Stampa condividendolo dalla prima all'ultima riga e cercando di dargli ancora maggiore risonanza. Chissà che la sua destinataria lo legga. E ne capisca lo spirito.

Se riuscite ancora a piangere non sprecate lacrime per i vostri dispiaceri e mettete in fila il peso del dolore.

Le parole di papa Francesco pronunciate a Hiroshima contro l'uso e il possesso di armi nucleari hanno fatto giustamente il giro del mondo e hanno fatto comprendere in maniera inequivocabile qual è la valutazione della chiesa sul nucleare militare.

Nonostante la persistenza di teorie negazioniste e di illusorie prospettive fideiste nella scienza e nella tecnica, sono tanti i movimenti, le associazioni, i gruppi spontanei che, in vario modo, si sono organizzati per fare pressioni o intraprendere iniziative per arginare i disastri del surriscaldamento del pianeta.

La politica internazionale unilaterale che gli Usa di Trump stanno mettendo in atto è pericolosa.

La foto che fissa il momento in cui un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri bacia la mano a Ilaria Cucchi è uno scrigno di significati belli e profondi

Sono francamente esterrefatto della polemica che si è scatenata attorno alle affermazioni del nostro direttore (Mosaico di pace) Alex Zanotelli.

Ad approfondire attentamente le piste su cui Ján Kuciak stava indagando giornalisticamente in Slovacchia, si scopre un verminaio composto da delinquenza organizzata e istituzioni.

Vittime del lavoro nero o della delinquenza più o meno organizzata. Questo sono le migliaia di migranti-fantasmi che i Decreti “sicurezza” quotidianamente abbandona per strada.

Mi piace leggere i dolorosi fatti dell'ex Ilva di Taranto non come una crisi drammatica che rischia di segnare il tracollo di un'intera economia, ma piuttosto come le doglie di un parto.

Si può pensarla diversamente sul piano politico e ideologico, non essere d'accordo e dissentire, ma alla base ci deve essere il rispetto per l'avversario così come lo si pretende per sé e per la propria parte politica.

Non so se è l'ultima spiaggia, ma sicuramente è una prova decisiva perché i cittadini e i cittadini-elettori comprendano la differenza tra destra e sinistra,

Altro che “porto delle nebbie”! Le verità sui misteri d'Italia sono ancora di là da venire.

Ed è finito il tempo delle parole. Sola sopravvive la memoria. Un tempo in cui non hai mai smesso di “lavorare la terra”.

La puntata di Report su “La fabbrica della paura” ci dà conto di alcune verità emerse sulla trattativa che puntava ad alimentare le casse della Lega e di alcuni suoi esponenti con tangenti sulla compravendita di partite di petrolio russo.

Ci sono luoghi che hanno un significato speciale e diventano un riferimento nella vita di persone e istituzioni.

Trovo l'espressione “non si può raccontare” che ricorre a coronamento delle situazioni disperanti, quanto mai significativa e illuminante.

Le scritte ingiuriose sono apparse mercoledì mattina su una delle chiese più conosciute di Bergamo, quella dedicata alla Beata Vergine dello Spasimo (conosciuta comunemente come la chiesetta di Santa Lucia) in via XX Settembre, in centro.

E adesso tutti a piangere sul latte versato anche se si tratta piuttosto di “sangue versato”, quello dei curdi.

Hamdan Al Zeqri ha 33 anni e oggi discute la sua tesi di laurea in Scienze religiose, ovvero conclude il suo ciclo di studi in teologia cattolica.

Il provvedimento di sospendere la vendita di armi alla Turchia da parte di molte nazioni europee e, buoni ultimi, anche da parte del governo italiano, è un segnale importante. Ma è solo un segnale.

Ma quando riusciremo a espellere definitivamente la guerra dal nostro orizzonte?

Il volto e il sorriso di Manuel Bertuzzo va ben oltre le sue stesse parole.

Un esempio coraggioso da seguire è quello del sindaco di Rivalta, nel torinese, che, sfidando il decreto Sicurezza che impedisce il riconoscimento di una residenza anagrafica ai richiedenti asilo, ha iscritto all’anagrafe comunale un rifugiato.

Mi si stringe il cuore e contemporaneamente cresce la rabbia. Non la semplice indignazione ma la rabbia.

C'eravamo lasciati con la speranza di un miracolo. Abbiamo ascoltato il discorso del Presidente del Consiglio: “Dobbiamo impegnarci con la massima determinazione a realizzare un Paese più giusto, un Paese più solidale – ha detto.

Nella festa di San Francesco che è anche patrono d'Italia, è previsto il tradizionale discorso del rappresentante del governo dalla loggia della piazza della Basilica di Assisi.