C'è una quotidianità dell'informazione che non ci soddisfa perchè ha un'agenda che non sempre (quasi mai!) corrisponde alle priorità della gente e dei popoli.
C'è una verità troppo spesso nascosta tra le pieghe dei fogli di giornale o che incespica tra le parole dello speaker televisivo.
C'è un commento dei fatti che contano veramente che vogliamo rileggere con l'unico filtro che conosciamo.
Quello degli sconfitti, delle vittime, della pace, della gente...
"Avendo in corpo l'occhio del povero" - avrebbe detto don Tonino Bello.
Per questo lanciamo questa nuova rubrica "feriale", ovvero un commento breve che, come Mosaico di pace, ripesca un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova, con una sensibilità che scommettiamo condivisa.
E se così non fosse è destinata ad aprire riflessione e dibattito.
Pertanto quotidianamente proporremo un commento - breve quanto un'annotazione - su qualcosa che rischierebbe di passare altrimenti inosservato.
Sarà curato dalla redazione e specificatamente da Tonio Dell'Olio.
Speriamo incontri il gradimento e il favore di chi cerca di lasciarsi provocare per non fermarsi mai alla scorza degli avvenimenti ma di cercarne la linfa per attingere nuovi motivi di impegno.

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Per il tragico anniversario di oggi mi affido alle parole di Cecilia Strada riconoscendomi pienamente e sottoscrivendo ogni cosa.

Detto con molta franchezza non comprendo l'acredine e la rabbia con cui da più parti ci si scaglia contro Greta e i ragazzi che manifestano contro i cambiamenti climatici.

Se una nuova generazione si sveglia e protesta e ci urla dritto in faccia che abbiamo sbagliato, c'è speranza.

Voglio una fede nuda. Elevata all'essenziale che per me si chiama Gesù Cristo. Una fede che non viva la vanitosa competizione con le altre fedi ma che piuttosto le guardi con l'ammirazione del cercatore di sapienze antiche e di sguardi aperti.

Non è insolito che il cosiddetto Nobel alternativo, assegnato ogni anno come Right Livelhood Award (Esistenza giusta), mi convinca più di quello ufficiale.

Come fai a dire che l'Amazzonia non è dell'umanità ma della tua nazione? Come ti salta in mente di definire confini alla natura che “per sua natura” non ha mai conosciuto dogane? Nel bene e nel male.

Fino a qualche tempo fa sarebbe stato assolutamente impensabile. Qualche giorno fa il quotidiano in lingua inglese degli Emirati Arabi ha pubblicato la notizia che l'anno prossimo si darà inizio alla costruzione di una sinagoga che sarà inaugurata nel 2022.

La felicità di Eugenio, quando mi chiama al telefono per comunicarmi la notizia, arriva alle lacrime. Per quei pochi che non lo conoscessero o non se lo ricordassero, Eugenio Melandri oltre che essere grande amico, è stato un missionario saveriano e coraggioso direttore di Missione oggi.

Piantare un albero significa sempre riuscire a superare la resistenza della crosta per cercare un'altra profondità, vuol dire vincere rassegnazione e sfiducia verso il futuro e accogliere la sfida di lasciarsi incalzare dallo Spirito.

C'è un'Italia che attraversa i governi che si succedono, non si lascia condizionare dalle vicende politiche, né paralizzare dal clima di odio che sembra prevalere. È l'Italia della solidarietà e del volontariato, della gratuità e della fraternità creativa.

Ai più potrà sembrare una notizia minore o, comunque non così rilevante da meritare due righe. A me invece sembra che abbia tali caratteri originali da essere “notiziabile”.

“Quando l’ultimo albero è caduto, quando l’ultimo fiume si è seccato, quando viene pescato l’ultimo pesce, capirai che non puoi mangiare il denaro“. È un tweet di Joenia Wapichiana, la prima donna indigena dell'Amazzonia ad essere stata eletta al Parlamento brasiliano.

È importante ridurre le emissioni di CO2 e favorire sempre più le energie rinnovabili e pulite, così come tutti i governi - nero su bianco - dovrebbero impegnarsi a concorrere a raggiungere gli obiettivi di Cop 21 (Conferenza mondiale sul clima del 2015 a Parigi).

Nella consueta conferenza stampa del viaggio di ritorno dalla visita in Africa dei giorni scorsi, Papa Francesco ha avuto parole cristalline sullo stile della missione e non solo: “Ai missionari io dico di non fare proselitismo. Evangelizzare è testimonianza. E quella testimonianza – ha proseguito - provoca la domanda.

“Se i signori là dentro proveranno a cambiare quota 100 e tornare alla legge Fornero non li lasceremo uscire da quel Palazzo, ci staranno giorno e notte, Natale e ferragosto. E se proveranno a riaprire i porti ci penseremo noi, assieme, a tenerli chiusi”.

Nel turbinio vertiginoso del circo mediatico, tutto sembra essere “prodotto” estemporaneamente e quotidianamente, per essere dimenticato il giorno stesso.

Con gli studenti del Corso di Musicoterapia (da 38 anni si svolge presso la Cittadella di Assisi), ieri sera abbiamo considerato quale apporto la musica potrebbe offrire alla pace.

La più anziana era una suora di 91 anni, brandiva la foto di un piccolo migrante morto.

27 anni dopo siamo più forti noi o sono più forti loro? Questa è la domanda che dovremmo riuscire a porci come un mantra.

Chissà quante volte l'abbiamo ripetuto che gli artisti - quelli veri – non si appartengono. Quando esprimono in un testo, in una scultura, in un film, in un'immagine quell'onda d'anima che non può essere più contenuta, la donano totalmente.

Sta diventando virale in queste ore la foto del bambino che, sgomberato da via Cardinal Capranica a Primavalle, porta via alcuni libri di scuola.

Sono convinto che nemmeno tutti i cittadini normalmente più vicini alle questioni politiche e attenti ai comportamenti di ministeri e amministrazioni locali, sanno cos'è il FOIA.

Io credo che il mondo non sia tenuto a galla dai grandi eventi che, come si dice, “segnano la storia”, ma soprattutto dalle piccole cose di tutti i giorni che rivelano che non abbiamo smarrito l'umanità.

L'annuncio è stato dato qualche giorno fa ad Abu Dhabi capitale degli Emirati Arabi Uniti e quindi sarebbe superfluo, se non inutile, parlarne a 15 giorni di distanza, se non fosse per il fatto che la notizia non è stata divulgata abbastanza.

Nelle pieghe delle storie di mafia puntualmente scopri che si nasconde qualche capitolo importante che avresti dovuto conoscere e che la polvere degli scaffali della memoria hanno occultato.

È un vero peccato che il mondo variegato dell'informazione (agenzie, radio, online...) ieri, come colpite da un morbo di amnesia collettiva, si siano dimenticate di dare notizia di 250 esperti del mondo scientifico italiano che hanno scritto ai presidenti della repubblica, del senato, della camera e del consiglio, una lettera dal titolo: "Il riscaldamento globale è di origine antropica".

Nel giorno in cui dovremmo decretare un lutto per l'umanità per ricordare la morte di 40 persone migranti dell'Africa, in una prigione clandestina (quella sì) in Libia, commentiamo con le parole che Papa Francesco ha usato per un video in vista della Giornata dei migranti del 29 settembre prossimo dal titolo: Non si tratta solo di migranti – Si tratta di non escludere nessuno.

La Sala Stampa della Santa Sede nella mattinata di oggi ha diffuso un avviso ai giornalisti. Lo trascrivo di seguito perché chiunque possa rendersi conto che, anche di fronte al rischio di impopolarità e di discredito, non si deve venir meno dall'impegno di stare dalla parte degli ultimi che deriva sì dal Vangelo ma anche dal nostro semplice essere umani.

Negli occhi mi resta quel cordone ombelicale ancora attaccato al corpicino della neonata. Era sul bordo di una strada nella notte tra il 6 e il 7 giugno, a Cummings in Georgia (Stati Uniti) e l'hanno sentita piangere.

Di fronte alle coste di Lampedusa le parole annaspano affannate e stanche perché sembrano aver esaurito la grammatica del buon senso e della solidarietà.

In questi giorni il Parlamento italiano si gioca la possibilità di fare una bella figura davanti alla storia oltre che di fronte alla coscienza di ogni deputato. Si discute, infatti, una mozione sulla guerra in atto da quattro anni in Yemen

Gicic, il gruppo interforze di contrasto all'immigrazione clandestina di Siracusa era una cosa seria. Molto seria.

Dal 16 al 18 giugno a Dakar si sino incontrate più di 500 persone di ONG, associazioni di vittime e istituzioni internazionali per discutere delle mutilazioni genitali ai danni delle donne e delle “spose bambine” ovvero dei matrimoni precoci.

Se avessi visto solo il volto di Tesfalidet Tesfom detto Segen, senza il contesto, avrei detto: è un'immagine di repertorio di un sopravvissuto a un campo di sterminio nazista.

di Giuseppe Ungaretti

 

Ogni mio momento

io l’ho vissuto

un’altra volta

in un’epoca fonda

fuori di me

Spesso per far comprendere la realtà delle migrazioni con i suoi disagi, le sue miserie e le sue speranze, ritorniamo con la memoria storica a quando gli emigrati eravamo noi.

È tornata ad apparire sui social una vecchia cartolina di cui già lo scorso anno si era parlato. Lascio pertanto la parola a Mimmo Muolo che in Avvenire del 12 giugno 2018 scriveva così:

Secondo le autorità dell'Arabia Saudita, Murtaja Qureiris è un pericoloso terrorista. Di fatto ha compiuto da poco 18 anni e da cinque è in carcere. La prima volta che era stato arrestato aveva 10 anni e con alcuni amici in bicicletta s'era messo a gridare: “Le persone pretendono i diritti umani”.

E chi se ne frega se nel frattempo avevi stretto amicizie e avevi creato le condizioni migliori per l'integrazione? E cosa vuoi che ci importi se Caltanisetta non è Bologna? Un posto vale l'altro.

Siccome siamo fin troppo abituati a macinare subito tutto e soprattutto a dimenticare in fretta, mi sembra che la sentenza del giudice Piero Grillo del Tribunale di Trapani sia passata come notizia secondaria senza meritare apparente attenzione. Eppure è da scuola perché mette il dito in una piaga aperta che dovrebbe farci chiedere perdono davanti alla storia.

Mons. Luigi Bettazzi va verso i 96 anni, 53 dei quali trascorsi a Ivrea. Per questo La Stampa ha pensato di raccogliere la sua opinione circa i recenti fatti di cronaca che hanno visto un commerciante sparare e uccidere un ladro.

Mentre il ministro dell'interno (o il capo del partito della Lega) parlava a Foligno a sostegno del candidato sindaco della destra in vista del ballottaggio, alcuni ragazzi si sono presentati con una semplice maglietta bianca sulla quale c'era scritto: Se stessi affogando salverei anche te.

Li chiamano “malati con la valigia”. Sono cittadini costretti a intraprendere un viaggio per un ricovero ospedaliero o per sottoporsi a esami clinici specialistici. Migrazioni interne con soggiorni che possono durare settimane e anche mesi.

Per far fronte alla carenza di medici in corsia, il Molise le aveva tentate tutte, compreso il richiamo in servizio dei medici pensionati. Da oggi la più piccola regione d'Italia ricorrerà al personale medico dell'esercito!

Nel duro attacco di Giorgia Meloni al Presidente della Repubblica per aver conferito l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica ad Asmae Dachan, si concentra tutto il pressapochismo e la falsità dell'argomentazione (per così dire) politica dei nostri giorni, nonché il tentativo di cavalcare ataviche paure irrazionali per trarne qualche vantaggio di consenso.

Quando la Costituzione Italiana fa riferimento alla guerra è solo per “ripudiarla”. Non per prenderne le distanze e nemmeno per dissertare sulla tragica stupidità di uno strumento obsoleto come il conflitto armato per dirimere le questioni.

Senza disturbare chissà quali grandi principi evangelici o democratici, basterebbe la giurisprudenza dei trattati internazionali e degli articoli della Costituzione (vedi art. 10) a dire che quei poveri cristi che scappano dalla Libia non possono essere respinti ma devono essere accolti.

Senatore Pillon ho letto il suo post su Vittorio Zucconi: “Ho appreso la notizia della morte di Vittorio Zucconi. Prego per lui, perché al di là delle inutili e faziose celebrazioni di Repubblica, si salvi l’anima.

Ci sono situazioni e momenti in cui non riesco a ricomporre i pensieri e a trovare le parole per esprimerli. Sono quelle le occasioni in cui ricorro a chi è capace di pensieri più profondi, in grado di cogliere la filigrana delle situazioni e di dare voce all'anima del mondo.

Tra l’esito delle elezioni del Parlamento europeo e il dramma dei 1800 lavoratori e lavoratrici di Mercatone Uno che è miseramente fallito, non ho alcun dubbio: darei la prima pagina ai secondi.

Felice congiuntura. Oggi ricorre il quarto anniversario della pubblicazione dell'Enciclica Laudato si' e tantissimi giovani in tutto il mondo sono per strada a scioperare per il clima.

Oggi è la Giornata della Legalità. Ricorre il 27° anniversario della strage di Capaci. Si compiono i rituali di corone dello Stato depositate nei luoghi più significativi di Palermo, di corazzieri e forze dell'ordine ritti in alta uniforme a ricordare i loro colleghi trucidati, si moltiplicheranno i discorsi ufficiali a difesa della sicurezza dei cittadini a cui partecipano gli studenti della nave della legalità partita come ogni anno la sera prima da Civitavecchia.

La nave saudita Bahri Yanbu attende di attraccare nel porto di Genova per caricare armamenti e strumenti bellici ausiliari prodotti in Italia ma destinati all'Arabia Saudita che ne ha estrema necessità dal momento che, quella nazione, è impegnata in una guerra cruenta e sanguinosa contro lo Yemen.

Nel tempo della globalizzazione, essere sovranisti non è soltanto una miope illusione prospettica, è soprattutto un errore disastroso destinato a ripercuotersi drammaticamente su tutta la comunità e sulle future generazioni.

Talvolta mi succede di incontrare tecnici o politici che hanno ricoperto importanti incarichi di governo nel corso degli anni nel nostro Paese.

 L'editoriale di Glauco Giostra di domenica 12 maggio scorso su Avvenire mi piace troppo. Lo condivido e sottoscrivo dall'inizio alla fine e non saprei dire meglio le cose che dice. Per questo ne riprendo almeno uno stralcio.

Ho sete di buone notizie che nutrano la speranza e mi facciano guardare con fiducia verso il futuro. Ho sete di cose semplici che abbraccino il bene portandosi sulle spalle il peso del mondo.

È datata primo maggio la lettera con cui papa Francesco convoca ad Assisi l'anno prossimo dal 26 al 28 marzo l'evento Economy of Francesco. Ed è facile intuire che non si tratta affatto di una data casuale.

Cadere nella trappola di misurarsi in una competizione di prova muscolare di solidarietà è la peggiore delle tentazioni possibili.

A questo punto mi convinco che non è che non riusciamo a scrollarci di dosso l'abito della corruzione è che piuttosto non ce la facciamo (o forse nemmeno ci stiamo provando) a disincagliarla da dentro.

L'ennesima occasione perduta di buona politica. Dalle cronache parlamentari sappiamo che ieri a Montecitorio si discuteva l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sul caso Regeni.

 Sì, è vero. La vigilia e la celebrazione del 25 aprile è stata turbata da episodi che fino a qualche tempo fa non avremmo nemmeno immaginato. Rigurgiti di nazifascismo che pensavamo sepolti nel tempo e dal buon senso.

La cosa peggiore che potrebbe accaderci di fronte all'orrore che suscitano le immagini e le notizie che provengono dallo Sri Lanka è di poter solo pensare di rispondere a quell'eruzione di violenza con altra violenza.

Tutte le parole che vorrei provare a pronunciare con la tastiera mi si congelano sulle dita. Non riesco a commentare le ragioni del dolore, della morte, della distruzione abbattutesi sui cristiani inermi dello Sri Lanka senza pensare al sangue versato.

Isabelle Kean, è fin troppo facile intuirlo, è la madre di Moise Kean, il giovane fenomeno juventino che riesce a non fare sentire la mancanza di Ronaldo e a far vincere la Nazionale italiana coi suoi goal.

E se cominciassimo questa settimana abbandonandoci così, semplicemente, a una poesia di Gianni Rodari?

I gesti prima delle parole ovvero i gesti a suggellare la verità delle parole. Come diceva don Tonino Bello: “Di fronte a coloro che ostentano i segni del potere dobbiamo opporre il potere dei segni”.

L'amico Pigì, lettore maniacale de La Stampa, mi indica una notizia “che – dice – starebbe proprio bene tra i tuoi mosaici quotidiani”.

 Ieri sera ho incontrato e abbracciato Eugenia Bonetti, suora della Consolata che ha dedicato tutta la propria vita a far risorgere a nuova vita le donne vittime di tratta.

Non lo so voi, ma io dall'incontro con le persone ho sempre, inappuntabilmente, qualcosa da imparare. Se poi si tratta di gente che abita lontano o arriva dall'altra parte dell'oceano o del Mare che diciamo Nostro, si scatena dapprima la curiosità, poi il desiderio della comparazione e infine la scienza che dà luogo all'apprendimento.

Gli si crea subito una folla intorno, ma lui non si fa intimidire. Nella voce, che trema appena, c'è la consapevolezza di stare andando controcorrente, una corrente fascista e carica di odio che non lo attacca subito forse solo perché stupito della sua giovane età, e del suo coraggio.

 Ma cosa siamo diventati? E soprattutto, perché? Non eravamo mai stati così. Nemmeno nei tempi più bui. Manifestare contro l'arrivo dei rom in un centro di accoglienza a Torre Maura e arrivare a rovesciare il pane, il pane, che era destinato loro e poi calpestarlo e inveire e gridare: “Che muoiano tutti di fame” non può essere semplicemente l'effetto di un virus dis-umano contagioso.

Tra qualche giorno (5 aprile) a Padova ha inizio Global Healt – Il festival della salute globale. A differenza dell'incontro mondiale sulla famiglia naturale/tradizionale/uomo-donna-bambini, nessuno ne parla.

C'era un letterato britannico che diceva che per misurare il grado di civiltà di un Paese bastava valutare se le scuole assomigliano di più a un carcere o se le carceri sono più simili a una scuola.

Non abbiamo ancora notizie precise e attendibili sull'attentatore della sinagoga di Pittsburgh in Pennsylvania. È un matto? Un fanatico? Un negazionista esasperato e fondamentalista?

Liliana Segre, senatrice a vita e testimone dell'orrore dei campi di concentramento nazisti, ieri al Senato ha presentato una proposta di legge che istituisca una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, di cui lei è prima firmataria.

Non chiedetemi quale divertimento ci possa essere nel darsi appuntamenti tra sconosciuti con l'esclusivo intento di picchiarsi. Non saprei rispondere. Eppure le cronache ci riferiscono che questo è quanto è venuto alla luce, qualche giorno fa, a Piacenza, con la segnalazione di ben 63 adolescenti che sono incorsi in questo tipo di reato.

Non so se è il simbolo della rivolta di popoli o il semplice sussulto di una coscienza popolare che sente di essere titolare del diritto alla vita per sé e per i propri figli, ma la marcia che, partita con poche centinaia di persone da San Pedro Sula in Honduras strada facendo è diventata un fiume in piena con migliaia di uomini, donne e bambini provenienti anche da El Salvador e dal Guatemala, è copertina eloquente per raccontare i nostri giorni.

Torino, Città della salute. Nove dipendenti si sono resi protagonisti anonimi di un gesto di solidarietà che, nell'Italia degli egosimi e delle chiusure a riccio sull'orticello della propria esistenza, può fare scuola.

Nel giugno scorso e in perfetta sincronia Il manifesto, il Guardian e il Tagesspiegel di Berlino pubblicarono un inserto gratuito di 56 pagine con i nomi dei 34.361 morti durante il viaggio per raggiungere le coste europee negli ultimi 15 anni.

Devo ammetterlo: non sono ancora riuscito a leggere nel dettaglio il Documento di economia e finanza varato dal Governo e approvato dal Parlamento. Ho solo letto i commenti e ascoltato le diverse opinioni. Non vi nascondo un aspetto che mi amareggia e su cui finora non ho intercettato alcuna nota critica.

 Parla scandendo bene le parole e facendo le pause giuste, Sudheendra Kulkarni, indiano presidente della “Observer Research Foundation”.

 Quando pensavo d’aver già ascoltato tutto l’ascoltabile in termini di migrazioni, incontro Nour Essa, una giovane donna siriana fuggita dalla guerra tre anni fa insieme al marito e al suo bambino che all’epoca aveva un anno e mezzo.

 Nell'epoca in cui – come andiamo ripetendo da tempo – gli slogan sembrano avere la meglio sui principi e sui valori, sulla riflessione argomentata e la documentazione seria, forse la comunicazione migliore è quella dei segni.

 A preoccupare non sono tanto le irriverenze istituzionali di questo o quell'altro rappresentante delle istituzioni, né quelle spacconate da bar che ricordano il “guappo di cartone” o il bullo del quale si ride di gusto alle spalle.

Per quanto mi riguarda, il cinema potrebbe essere ancora il cinema muto delle origini perché il cinema parla essenzialmente per immagini.

Personalmente non sempre comprendo - e tantomeno condivido – le scelte operate dai “saggi” che annualmente scelgono a chi assegnare il Nobel per la pace. Ma tanto lo scorso anno con Ican, la coalizione per la messa al bando delle armi nucleari in tutto il mondo, quanto quest'anno con Nadia Murad e Denis Mukwege, mi ci riconosco pienamente.

Aria di pace tra Perugia e Assisi. Un profumo sofferto che si espande nell'aria a ricordare tutti gli angoli del mondo in cui il conflitto diventa violenza e la violenza arriva al punto di mietere vittime e voci perché il più delle volte si tratta di guerre dimenticate, di urli soffocati, di boati silenziati.

La misura cautelare dell'arresto di una persona incriminata di un reato specifico è una scelta estrema e, comunque, dev'essere molto ben motivata perché si tratta della limitazione della libertà.

 La vicenda giudiziaria che ha interessato Mimmo Lucano, sindaco di Riace, non toglie nulla al significato e alla profondità di ciò che in quel piccolo paese calabrese si è sperimentato negli ultimi venti anni.

 Una donna sindaco non è una notizia. Ma se questa viene eletta a Dakar, la capitale del Senegal, dove il 92% della popolazione si dichiara musulmana, allora la notizia c'è eccome.

L’orrore sembra non conoscere alcun limite in Messico. Pensavo di aver conosciuto ormai tutte le attività criminali cui da anni sono dediti i cartelli (traffico di droga e di persone, traffico di organi, tratta di donne per lo sfruttamento sessuale, sequestri di persona, estorsioni…) ma Erika Llanos, attivista sociale messicana, riferisce che negli ultimi anni i narcotrafficanti si sono dedicati anche al rapimento di bambine da vendere nel mercato sempre più lucroso della pedofilia.

Jan Kuciak è il giovane giornalista investigativo slovacco che, insieme alla fidanzata Marina Kusnirova, fu assassinato il 21 febbraio scorso. Negli ultimi giorni ci sono stati alcuni arresti che sembrano lasciar sperare nella possibilità che sia fatta piena luce sulla vicenda e che – come si dice - la giustizia faccia bene il suo corso.

Sono passati quattro anni da quando il 26 settembre 2014, 43 studenti della Scuola Normale di Ayotzinapa, in Messico, scomparvero a Iguala, nello Stato di Guerrero, mentre in autobus tornavano da una manifestazione cui partecipavano annualmente.

 Ieri sera mi è giunto un messaggio in relazione a Mosaico dei giorni di ieri. Voglio condividerlo per intero.

Quando il 18 agosto 1938, in Piazza Unità d'Italia, a Trieste, Mussolini diede l'annuncio ufficiale dell'entrata in Italia delle leggi razziali, la folla applaudiva. Applaudiva ma non aveva ragione.

Per “aiutarli a casa loro” è indispensabile almeno coltivare buoni rapporti con i rispettivi governi delle nazioni di provenienza dei migranti. Il ministro degli interni italiano, invece, non solo si è lasciato sfuggire un apprezzamento sconveniente, in una sede autorevole, definendo i migranti come dei moderni schiavi, nel corso dell'incontro dei ministri degli interni dei paesi dell'Unione europea ma, di fronte alle proteste dell'intera Unione africana (Ua), ha teso a ironizzare, parlando di cattiva traduzione in francese.

A lui mi ispiro per il mio lavoro. L'uomo che sono diventato lo devo alla ferita di quel sedicenne inconsapevole, ingenuo, egoista, che aprì gli occhi su un modo di impegnarsi nella vita che non poteva essere fatto solo di sogni e parole, ma doveva farsi carne. 25 anni dopo voglio ricordare quell'uomo minuto, sembrava che il vento potesse farlo volar via, ma gigantesco nella fede in Dio e quindi nella fede nell'uomo.

Nonostante i molti impegni pastorali non smise mai di insegnare religione. Proprio quell'estate, forse temendo qualcosa, aveva chiesto una diminuzione d'orario, ma il preside che teneva a lui quanto i ragazzi, lo aveva convinto a non farlo. Ho conosciuto il suo volto, sempre sorridente anche se provato, da cui non traspariva la lotta impari che stava combattendo silenziosamente.

Sabato prossimo 15 settembre, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua morte (e anche della sua nascita), Padre Pino Puglisi riceverà la visita di Papa Francesco. Occasione storica importantissima e straripante di significati. Vi propongo di vivere l'attesa della visita con le riflessioni di Alessandro D'Avenia, giovane scrittore che ha conosciuto Puglisi da vicino. La sua è una testimonianza che ha trovato spazio anche in un romanzo, Ciò che inferno non è. Pubblicheremo pertanto il suo articolo a puntate fino a sabato 15 settembre.

"È tutta una mafia" mi dice il barista, mentre mi porge la tazzina del caffè. In realtà sta rispondendo a un altro cliente, col quale commenta il diverso trattamento riservato a chi apre un nuovo esercizio commerciale.