C'è una quotidianità dell'informazione che non ci soddisfa perchè ha un'agenda che non sempre (quasi mai!) corrisponde alle priorità della gente e dei popoli.
C'è una verità troppo spesso nascosta tra le pieghe dei fogli di giornale o che incespica tra le parole dello speaker televisivo.
C'è un commento dei fatti che contano veramente che vogliamo rileggere con l'unico filtro che conosciamo.
Quello degli sconfitti, delle vittime, della pace, della gente...
"Avendo in corpo l'occhio del povero" - avrebbe detto don Tonino Bello.
Per questo lanciamo questa nuova rubrica "feriale", ovvero un commento breve che, come Mosaico di pace, ripesca un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova, con una sensibilità che scommettiamo condivisa.
E se così non fosse è destinata ad aprire riflessione e dibattito.
Pertanto quotidianamente proporremo un commento - breve quanto un'annotazione - su qualcosa che rischierebbe di passare altrimenti inosservato.
Sarà curato dalla redazione e specificatamente da Tonio Dell'Olio.
Speriamo incontri il gradimento e il favore di chi cerca di lasciarsi provocare per non fermarsi mai alla scorza degli avvenimenti ma di cercarne la linfa per attingere nuovi motivi di impegno.

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 L'11 settembre non è solo ricordo e memoria, dolore e sangue.

Tomaso Montanari oggi pubblica una riflessione molto interessante e opportuna dalla pagine de “Il Fatto Quotidiano”. Ne riporto solo l'inizio ma sottoscrivo tutto.

 La separazione dei poteri dello Stato è una garanzia. Da tempo le comunità umane hanno compreso che non possono essere emesse o cancellate sentenze a colpi di maggioranza.

Nell'Italia dei misteri eterni succede che passino otto anni dall'omicidio di Angelo Vassallo (5 settembre 2010) e che non vi sia ancora uno straccio di verità sui fatti e sui responsabili (esecutori e mandanti).

Tra le tantissime e variegate cose che passano sui social e che, talvolta inevitabilmente, mi raggiungono, c'è un post che in questi giorni mi trovo a citare spessissimo.

Un gruppo di detenuti del carcere di Saluzzo hanno preso l'impegno di scrivere una lettera aperta alla cittadinanza in prossimità dell'8 settembre. Hanno cominciato quest'anno e sperano di rimanervi fedeli anche se dovessero esserci altri al loro posto perché trasferiti, messi in libertà o altro.

Questa mattina ho letto la “Circolare n. prot. 0008819 del 4 luglio 2018 – Il riconoscimento della protezione internazionale e della tutela umanitaria” a firma del ministro Matteo Salvini. L'ho letta perché, lunedì scorso, la Commissione nazionale sull’asilo ha inviato un'altra circolare, a tutti i presidenti delle commissioni territoriali, chiedendo, senza mezzi termini, di ridurre drasticamente la protezione umanitaria.

di Marco Belpoliti in “la Repubblica” del 18 luglio 2018

Se gli occhi sono lo specchio dell'anima, come hanno scritto i filosofi antichi, cosa c'è nell'anima di questa donna? Molto più che paura o sconcerto. C'è l'orrore, quello di chi è stato lasciato in balia delle acque su un gommone a malapena galleggiante, e ha visto morire la propria amica e il figlio su quella zattera sconquassata dai marosi.

 

Economia circolare, economia civile, economia di comunione, economia sobria e sostenibile, economia equa e solidale, economia ecologica, economia verde (green economy), economia etica... non sono che alcuni esempi di vere e proprie scienze economiche che sono andate sviluppandosi negli ultimi anni per cercare un'alternativa credibile all'economia di mercato che continuamente ci viene servita come l'unica economia possibile.

Don Pietro Pappagallo qualcuno almeno lo ricorderà. Era il prete pugliese (nato a Terlizzi, Bari) che durante le persecuzioni delle leggi razziali trovò rifugio in Roma per centinaia di ebrei, aiutò la resistenza a organizzarsi in città, diede rifugio ad antifascisti e soldati alleati.

Anna Cisint è la sindaco leghista di Monfalcone, in provincia di Gorizia, che ha emesso un'ordinanza secondo la quale la presenza dei bambini stranieri nelle scuole dell'infanzia della città non deve superare il 45%.

 Congo, Mali, Camerun, Senegal, Togo, Angola, Guinea, Mauritania, Algeria, Marocco. Sono le nazionalità rappresentate ieri nella sfida mondiale tra Francia e Belgio, dove la maggior parte dei calciatori avevano la pelle nera.

 Un digiuno per dire con i nostri stessi corpi la sorte di tante persone in carne e ossa che sono costrette a fuggire dai propri paesi e ad andare incontro alla tortura del deserto, delle mafie libiche e del mare.

Oggi ricorre il decimo anniversario dell'inaugurazione di quel monumento alla pace e alla speranza e all'accoglienza e all'abbraccio che è la “Porta d'Europa” di Mimmo Palladino, collocata in area Cavallino bianco, in vista mare, sull'isola di Lampedusa.

Rispetto a tutto il clamore mediatico che si è creato attorno all'accoglienza mancata – veri e propri respingimenti – che rappresenta una vergogna non per la civiltà europea, per le sue radici cristiane e per chissà quale altro nobile e solenne movente, ma semplicemente per l'umanità, c'è chi fa.

Spero che al linguaggio di Salvini nessuno si abitui né si rassegni. La differenza è che adesso non parla più soltanto come un leader di partito nell'agone della campagna elettorale, ma da ministro della Repubblica.

 In Yemen è in corso una guerra che secondo alcuni osservatori potrebbe concludersi (ma non risolversi) con un bagno di sangue che forse è in atto proprio mentre scriviamo.

Nel girone delle atrocità possibili, non so quale posto occupi la separazione forzata di un bambino dai propri genitori, ma immagino che si contenda la cima della classifica. Eppure, è ciò che avviene “legalmente” al confine tra Messico e USA.

Nel discorso che papa Francesco ha rivolto ai “dirigenti delle principali imprese del settore petrolifero, del gas naturale e di altre attività imprenditoriali collegate all'energia” ha mostrato con tutta evidenza cos'è la parresia, ovvero il parlare con franchezza ispirata, senza compromessi e senza sconti.

 Luciana Alpi è da annoverare tra le madri-coraggio. Come quelle di Plaza de Mayo in Argentina, come le tante che ho conosciuto percorrendo l’America Latina, come le mamme dei tanti uccisi dalle mafie.

 Questa mattina, presso il tribunale di Roma, il giudice Andrea Fanelli dovrà decidere se continuare a indagare sulla morte di Iaria Alpi e Miran Hrovatin o accettare la richiesta di archiviazione della Procura.

Nel discorso che papa Francesco ha rivolto ai “dirigenti delle principali imprese del settore petrolifero, del gas naturale e di altre attività imprenditoriali collegate all'energia” ha mostrato con tutta evidenza cos'è la parresia, ovvero il parlare con franchezza ispirata, senza compromessi e senza sconti.

 Tento di dire, di balbettare... forse non c'è gioia più grande per una persona ridotta a numero di matricola, all'età di 14 anni, in un campo di concentramento, che riscoprire nome, volto, identità, dignità. Vedere oltre le umiliazioni, oltre quel 75190 tatuato indelebilmente sul braccio e nella memoria: “Mi hanno chiuso le porte della scuola e mi hanno aperto quelle del Senato” - ha detto in un'intervista a Marco Damilano su L'Espresso.

 Ci sono degli amici di cui vado fiero. Tra questi vi è un prete triestino al quale il quotidiano Avvenire ha dedicato un lungo articolo per ricordare i 40 anni della legge Basaglia. Riprendo qui solo l'inizio dell'articolo. È don Mario Vatta.

 

“Non erano terroristi, erano studenti” così gridavano le donne che, il 30 maggio scorso, hanno partecipato alla marcia delle mamme in occasione della “festa della madre” nella capitale del Nicaragua.

 Si celebra quest'oggi il processo a Martine Landry, la militante francese di Amnesty International che nel gennaio scorso fu denunciata per aver aiutato due migranti a entrare in Francia.

Come sempre si tratta di storie minori. Minori e sconosciute. Ma non per questo meno gravi. Claudia Patricia Gómez Gonzales, aveva 20 anni e voleva studiare legge. Ma la famiglia del piccolo villaggio di San Juan Ostuncalco, in Guatemala, non ne poteva sostenere la spesa e così a Claudia non è restata altra alternativa che tentare il terno al lotto dell'emigrazione clandestina verso gli USA, dove poter trovare lavoro e mantenersi all'università.

 Mentre ricorre oggi il 44° anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia (e faremmo bene a non dimenticarlo mai) e gli occhi di tutti sono rivolti al Colle più alto per ringraziarlo o per oltraggiarlo, è in Colombia che si celebra una vera novità.

Non sono solo i più anziani a ricordare quelle immagini drammatiche di un lungo pezzo d'asfalto sollevato da un'esplosione da guerra, da bombardamento, lì nei pressi dell'Isola delle Femmine, vicino all'uscita di Capaci.

Confesso: personalmente non sono riuscito a fare un'analisi seria e dettagliata del "contratto di governo" che è stato varato dall'alleanza Salvini-Di Maio.

Dopo aver visto Loro 1 e Loro 2, di Paolo Sorrentino, sembra inevitabile considerare che nelle parabole paradossali e cariche di fantasia del regista vi siano molte esagerazioni e che, piuttosto che riflettere su Berlusconi, vi sia il proposito deliberatamente ammiccato dal titolo, di far riflettere su se stessi.

Sono avvenute ieri le esequie del giornalista messicano Carlos Huerta Gutiérrez, della radio e tv dello Stato meridionale di Tabasco. Si è trattato di una vera e propria esecuzione, un agguato in piena regola come per gli altri tre giornalisti uccisi in Messico dall'inizio dell'anno.

 È la bellezza che salverà il mondo. Lo ripetiamo con Dostoevskij, Todorov, don Tonino Bello... Perché nutrire lo sguardo e il cuore di arte e di poesia - contrariamente a quanto si è detto – dà da mangiare.

 Ha ragione Brunetto Salvarani: "Papa Francesco, un Papa cristiano, in 12 mesi a Bozzolo, Barbiana, Alessano, Nomadelfia, Loppiano, non risarcimento, ma restituzione a una memoria ecclesiale condivisa di figure chiave sul confine tra radicalità evangelica e grammatica dell'umano".

Come frutto della campagna in atto "Italia ripensaci" che raccoglie adesioni per chiedere all'Italia di aderire al Trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari, nei giorni scorsi anche il Consiglio comunale di Milano ha chiesto con una sua propria mozione al Governo Italiano di "sottoscrivere e ratificare il Trattato dell'ONU affinché gli scopi e i principi della Carta di fondazione delle Nazioni Unite veda quanti più Paesi decisi a non abdicare al ruolo di custodi della pace, dell'ambiente e dell'umanità”.

Bisogna riconoscere la scelta significativa del quotidiano “Avvenire” che oggi – nel quarantesimo anniversario - nella stessa pagina fa memoria tanto dell'esecuzione capitale di Aldo Moro decretata dalle BR (e forse non solo da loro) quanto del tragico omicidio di Peppino Impastato ad opera di Cosa Nostra (e forse non solo da essa).

Nei giorni scorsi, a Iglesias, in Sardegna, ci sono state due giornate di mobilitazione e riflessione sul disarmo. Ricorderete che a Domusnovas si costruiscono le bombe per conto di RWM, un'azienda tedesca, che vengono vendute all'Arabia Saudita e uccidono civili in Yemen. Tra le altre cose, ho trovato particolarmente “disarmanti”, per semplicità ed efficacia, le parole che il vescovo Giovanni Paolo Zedda ha indirizzato all'iniziativa, dopo averle concordate col Consiglio presbiterale.

Mi raggiunge la notizia della morte di Ermanno Olmi. Lascio da parte quel che avevo immaginato di scrivere per oggi per dedicarmi a tentare di dire una parola su quest'uomo tanto ispirato e autentico.

 Il 26 aprile 1919 nasceva Adriana Zarri, una donna che, dall'osservatorio privilegiato del suo eremo, ci ha aperto alla comprensione delle cose di Dio.  

Vent'anni fa, in Guatemala, veniva ucciso Mons. Juan Gerardi, vescovo ausiliare della capitale e coordinatore del monumentale lavoro di recupero della memoria storica degli anni dei massacri in quel Paese.

 Ormai alla vigilia della storica visita di papa Francesco in Puglia che intende rendere grazie a Dio per averci donato don Tonino Bello, si nota un'adesione vasta ed entusiasta. A quanto pare, saranno decine di migliaia le persone che prenderanno parte agli appuntamenti e soprattutto alla celebrazione eucaristica nello stesso luogo in cui, 25 anni fa, furono celebrate le esequie.

 Poiché non riuscirei a dire parole migliori, ovvero a fare un'analisi più lucida di quello che avviene in Siria, mi limito a riportare di seguito alcune dichiarazioni di mons. Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco-cattolico di Aleppo, diffuse ieri dal SIR (Servizio di Informazione Religiosa). 

C'è molta enfasi sul tema delle periferie. Tanto sulle loro condizioni di vita quanto sui valori che si vivono stando più lontani dai centri e dai centri di potere. È una lettura metaforica o simbolica delle periferie come “luogo di scarto”, unità di misura di ogni forma di emarginazione, sistema di degrado indotto da politiche abitative, sociali, economiche sbagliate.

 Storie minori. Solo in apparenza. Perché poi sono quelle che danno ossigeno ai giorni. Gianluca Crittino è un bambino di 8 anni che, qualche giorno fa, è stato premiato, a Vercelli, nel corso della festa della Polizia di Stato.

 Alzi la mano chi, nella recente campagna elettorale, ha sentito parlare qualcuno dei leader candidati a Palazzo Chigi o un deputato in pectore di “sicurezza sul lavoro”.

"Immagini sconvolgenti, l'umanità è morta oggi in Siria". Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, piange al telefono con l'ANSA mentre davanti ai suoi occhi scorrono le terribili foto di ciò che un raid aereo nella provincia di Idlib ha lasciato dietro di sé.

 Questa mattina ho visto un video che circola tra i social. È l'interno di una casa siriana o di un rifugio di una città presa di mira dagli attacchi con armi chimiche.

 "Stamattina il figlio di una mia paziente di 5 anni mi ha dato questo biglietto per ringraziarmi delle cure alla sua mamma e dentro c’erano i suoi risparmi che ha voluto donarmi per la ricerca sul cancro ...mi veniva da piangere !!!!".

Quando durante il colloquio di lavoro ti hanno chiesto se non avevi forse intenzione di avere dei figli. Quando a parità di mansioni la tua busta paga era più sottile di quella del collega maschio. Quando non sta bene che una donna...

 A scanso di equivoci vogliamo dirlo il giorno prima. Non sia una giornata melense e retorica quella di domani. Dolce sì, ma nella scia della tenerezza.

 Le mafie italiane in Slovacchia come in tanti altri Paesi europei e non europei sono presenti ormai da tanti tanti anni. Sono mafie silenti. Sono lì soprattutto per mettere a segno  affari lucrosi.

 Hanno suscitato indignazione gli annunci su Twitter in Arabia Saudita di famiglie che propongono di “vendere” le domestiche straniere ad altri. Gli annunci sono corredati anche da foto e una serie di dettagli: età, nazione di provenienza, lingue parlate e anni di esperienza. Non mancano il compenso mensile, la cui media è attorno ai 400 euro, e la motivazione della “vendita”.

 

Milex, l'Osservatorio sulle spese militari, ci fa sapere che in questi giorni, mentre le camere sono sciolte, la ministro della difesa Pinotti ha inviato al Parlamento uno “schema di decreto ministeriale” che prevede una spesa complessiva di 766 milioni (ho controllato, non si tratta di un errore!) fino al 2032 per l'acquisto di “aeromobili a pilotaggio remoto” (droni,) 20 a quanto pare.

 Gabriella Nobile è una donna milanese, madre adottiva di due bambini africani e che in questi giorni ha scritto una lettera aperta a Matteo Salvini. Postata sui social, la lettera sta ricevendo tantissimi consensi.

Per quanto io mi sforzi e cerchi di dare una spiegazione all'ostinazione dei politici statunitensi nel voler permanere nella situazione legislativa che consente l'acquisto e l'uso pressoché indiscriminato di armi da fuoco, non riesco a giustificarla dinanzi alle stragi che continuano a colpire cittadini inermi e, spesso, proprio i più giovani.

Nella didattica e nella pedagogia considerate obsolete e superate, quando un maestro o una maestra voleva far correggere un errore a uno scolaro o fare in modo che la forma corretta restasse impressa nella sua mente, gli assegnava il compito di scrivere cinque pagine di quella parola. Peggio il caso in cui l’operazione veniva richiesta alla lavagna, alla presenza di tutti i compagni di classe.

Negli Usa tutte le donazioni per la campagna elettorale di un presidente devono essere dettagliatamente e scrupolosamente documentate e rese pubbliche. Da quel registro sappiamo che la lobby delle armi ha sostenuto l'elezione di Donald Trump con una donazione complessiva di 30 milioni di dollari.

“So come mi chiamano ma non come mi chiamo, / il nome l'ho smarrito senza sporgere reclamo, / dimoro in una stanza come merce in magazzino: / buongiorno a tutti, sono clandestino. / Dev'esserci un equivoco, qualcosa di sbagliato, / mi dicono che avrei commesso un crimine, un reato, / allora mi domando se son ladro o assassino, / poi scopro di esser solo clandestino. / Se c'è un po' di giustizia, se c'è vera uguaglianza, / avrò ben presto anch'io diritto di cittadinanza, / ma forse è un sogno matto, forse un sogno ballerino, / il sogno, almeno, non è clandestino”.

La scuola pubblica in Italia, pur con tutti i suoi limiti, così come è stata pensata e attuata, si presenta come una palestra di pluralismo, un microcosmo delle contraddizioni della società, un vero e proprio laboratorio di vita. Una scuola aperta. Specchio della stessa comunità in cui vive e di cui è espressione. Per questo risultano offensive, fuorvianti e contrarie agli stessi principi della scuola pubblica della Costituzione (art. 3) le pubblicità ingannevoli che circolano ormai in alcune scuole italiane.

Per molti africani spinti dalla fame, dalla guerra o dalla mancanza di libertà o da tutte e tre queste maledizioni insieme, anche Israele è un paradiso terrestre. È successo così che nel corso degli anni, attraverso il deserto egiziano abbiano superato il confine del Sinai per cercare fortuna o semplicemente vita in Israele. Ma adesso Israele li rifiuta, li ricaccia indietro verso quel destino avverso da cui provengono.

“Sulle strade italiane ci sono centomila prostitute, 70-80mila sono africane, le altre provengono da Est Europa, America Latina e Cina. Sono tutte vittime di un sistema che riduce in schiavitù le donne, che vengono violate fisicamente e psicologicamente” dice Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, da anni in prima linea contro la piaga della tratta.

Dopo l'annuncio della visita di Papa Francesco ad Alessano e Molfetta del prossimo 20 aprile, noto con immenso piacere che molte persone di cui non avrei detto, se ne compiacciono, manifestano adesione o ne sono addirittura entusiasti. Confesso che devo operare più di qualche forzatura sulla mia indole e sulle mie inclinazioni per considerare tutto questo una conversione (o almeno  un ripensamento) e non cedere alla tentazione di pensare che si tratti di opportunismo.

Se non rischiasse di iscriversi alla serie del noir e, soprattutto, se non ci fossero di mezzo le giovani esistenze di due ragazze, il paragone tra le vicende di Pamela di Macerata e di Jessica di Milano sarebbe dovuto. A scatenare la furia omicida e razzista di Traini, a suo dire, sarebbe stata la volontà di fare giustizia dell'efferato assassinio di una ragazza che, dalle prime indagini, sarebbe rimasta vittima della volontà omicida di un giovane nigeriano.

Nell’ultimo fine settimana sembra siano andate in onda due Italie diverse. Una raccontata ampiamente dai giornali che diceva di un ubriaco di ideologia, un fanatico armato che andava in giro a Macerata a sparare contro chiunque avesse la pelle più scura della sua. Sulle stesse pagine c’erano le dichiarazioni riciclate di esponenti di una politica stanca che sta superando se stessa nello scoraggiare la partecipazione democratica dei cittadini.

Non posso nascondere che mi ha destato molta impressione constatare che il giorno del “disastro ferroviario” di Pioltello la notizia era ampiamente presentata e commentata con foto in prima pagina di tutti i giornali cartacei, di tutte le testate televisive e dei siti informativi in rete, ma che il giorno dopo si faceva fatica a rintracciarne ancora la presenza, a raccoglierne qualche sviluppo. Giusto come cronaca riferisco che nelle pagine de La Repubblica la notizia era scivolata a pagina 16.

Si svolgerà a Roma, dal 2 al 4 febbraio, la quarta edizione di Contromafie, gli Stati generali dell’antimafia: tre giorni di confronto, progettualità e proposte, per osare un tempo nuovo con un rinnovamento dei percorsi, dei linguaggi e degli strumenti nella lotta alle mafie e alla corruzione.

Sono passati quattro anni da quel 24 gennaio 2015 in cui Shaima Al-Sabbagh, 32 anni, mamma di un bambino di 5 anni, attivista del partito egiziano "Alleanza popolare socialista" veniva selvaggiamente uccisa dalla polizia egiziana che, naturalmente, all'indomani dell'accaduto, negava ogni accusa.

“Noi testimoni della Shoah stiamo morendo tutti, ormai siamo rimasti pochissimi, le dita di una mano, e quando saremo morti proprio tutti, il mare si chiuderà completamente sopra di noi nell'indifferenza e nella dimenticanza. Come si sta adesso facendo con quei corpi che annegano per cercare la libertà e nessuno più di tanto se ne occupa.

 Zerocalcare la definisce “memoria a cucù”. Quella che il 27 gennaio ricorda la Shoà degli ebrei e dimentica tutte le altre vittime, tanto della stessa fase storica e con gli stessi responsabili, quanto di altre epoche. E senza nemmeno lontanamente correre il rischio di svilire la memoria dell'eccidio degli ebrei da parte dei nazisti e dei fascisti, che significa solidarietà e monito, educazione e prevenzione, alcune considerazioni ritengo siano obbligatorie.

A leggere l'annuale rapporto di Oxfam International si resta prima allibiti e quasi increduli e poi – per dirla pulita – indignati.

 Solo apparentemente il tema sembra di poco conto. Si tratta della subcultura che viene comunicata attraverso alcuni generi musicali. Personalmente li ho incontrati a Napoli con i neomelodici, in America Latina e in particolare in Messico con i narcocorridos.

Mi ha impressionato parecchio la lettera di Alessandra Clemente, segnalatami da un amico, su Repubblica di qualche giorno fa. Alessandra è la figlia di Silvia Ruotolo, uccisa dalla Camorra per strada nel 1997, vittima innocente, nel corso di uno scontro a fuoco tra due bande rivali, ed è al secondo mandato come assessore del Comune di Napoli per le politiche giovanili.

Se n'è andato – come si dice in questi casi – il "partigiano pacifista". Aldo Sola avrebbe compiuto 104 anni tra qualche giorno (7 febbraio) e pochi giorni fa se n'era andata anche sua moglie Mara.

Zainab Ansari è il nome della bambina di 6 anni che la settimana scorsa è stata trovata morta, in una discarica di Kasur nella provincia del Punjab, in Pakistan, dopo che ne era stata denunciata la sua scomparsa nei giorni precedenti.

In pochi se ne sono accorti, ma ieri papa Francesco ha operato un'altra apertura concreta e questa volta a favore del suo Paese, l'Argentina. A favore delle vittime del regime militare troppo spesso e troppo sbrigativamente dimenticate da tanti.

Un bel modo di cominciare l'anno nuovo! (dall'articolo di Nando Dalla Chiesa su Il fatto quotidiano di oggi 8 gennaio 2018 )

Se escludiamo le icone orientali, quella di Giotto è l'unica rappresentazione del Natale con due bambini. Potrebbe essere giudicata blasfema o quanto meno inopportuna ancora oggi, a distanza di tanti secoli.

 E se invece che invitare tutti ad essere più buoni a Natale si esortasse a essere più onesti? E se invece di quest'arco temporale così ristretto si riuscisse a compiere uno sforzo un tantino più comprensivo dei giorni di un anno?

Di seguito riporto la notizia così come si poteva leggere due giorni fa sul quotidiano Libero sotto il titolo: “Silvio Berlusconi scrive una preghiera per i poveri - tutti i forzisti dovranno recitarla”.

Un'altra missione militare italiana all'estero! Ieri il governo italiano dopo aver partecipato al vertice del G5 Sahel con le nazioni africane che ne fanno parte, ha deciso l'invio in Niger di 470 militari e 150 veicoli italiani.

 “Rimuovere i limiti prestabiliti al bilancio in tema di spesa militare. È quanto ha formalmente chiesto il presidente Donald Trump al Congresso, dopo aver firmato ieri, alla Casa Bianca, il National defense authorization act per il 2018.

Fu singolare la maniera in cui incontrai Mons. Riboldi per la prima volta. Era stato già nominato vescovo di Acerra e, per questo aveva lasciato (ma mai abbandonato) il Belice.

Antonio Papisca è stato un appassionato studioso dei diritti umani, ma non come si studia un microrganismo al microscopio, credendoci piuttosto fino in fondo, dando vita a iniziative, istituzioni e opportunità per promuoverne la cultura, la mentalità e la pratica in ogni parte del mondo. Ebbene, Antonio Papisca, a proposito dello status di Gerusalemme, ripeteva che l’ideale sarebbe di trasferire lì il quartier generale delle Nazioni Unite.

Dal 1999 le Nazioni Unite hanno deciso che il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Finalmente la nuova Repubblica, intesa come il giornale quotidiano. Nuovo il carattere, nuova la grafica, il respiro delle pagine e la maniera con cui gli articoli vengono distribuiti.

 

Ieri sera due amici immigrati in attesa di riconoscimento di asilo dopo più di un anno di convivenza presso la Cittadella di Assisi, per la prima volta, mi hanno spontaneamente raccontato delle violenze subite in Libia.

Totò Riina non era il male assoluto ma semplicemente un interprete che suonava su quello spartito. Per questo la sua morte non suscita pietà e forse nemmeno la chiede.

 Non è polemica la mia. Anche perché capisco bene il valore di una sconfitta della nazionale di calcio del proprio Paese che, per questo, non potrà partecipare al Campionato Mondiale per la prima volta dopo 60 anni.

Sono ancora confuso (quasi tramortito) per poter commentare correttamente ciò che è avvenuto in Polonia. So dire solo che è grave. Molto grave. Per quel Paese, ma anche per l'intera Europa e per l'umanità.

 Dobbiamo dirlo chiaro e tondo: in certi ambienti è sempre parso pressoché normale che un datore di lavoro, un uomo potente, una persona che aveva la possibilità di aprirti una strada o “concederti” un posto di lavoro, ci provasse.

A un superficiale e rapido controllo della rassegna stampa odierna, si coglie che la vicenda che ha riguardato la memoria di Anna Frank è scivolata silenziosa nelle pagine interne dei quotidiani o è scomparsa del tutto.

Ivan Jurkovič è l’osservatore permanente della Santa Sede presso le agenzie ONU presenti a Ginevra. Secondo le notizie diffuse da Radio vaticana, ieri è intervenuto nel corso della 106ma sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro (ILO). “L’emergenza disoccupazione – ha detto il presule – è frutto dell’incapacità dell'economia mondiale di creare un numero sufficiente di posti di lavoro, non solo nei Paesi sviluppati, ma anche nei mercati emergenti.

 La verità è che la presentazione fatta ieri al Dipartimento di Sociologia di Roma Tre del libro di Rosario Giuè, Vescovi e potere mafioso, è stato solo un pretesto per riflettere ancora insieme sul rapporto tra mafie e religioni e, nel caso italiano, in particolare tra mafie e Chiesa cattolica.

Libera si è costituita in numerosi processi contro la criminalità organizzata, le mafie.

 Avevo conosciuto l'espressione in dialetto sardo dopo il sisma che lo scorso anno aveva interessato alcune comunità umbre. Dalla Sardegna arrivarono alcuni pastori con più di mille pecore da donare agli allevatori che avevano perso il bestiame durante o a causa del terremoto.

E sì, con Alberto L'Abate la nonviolenza italiana perde un polmone. Perché ben oltre il suo rigoroso impegno di studio e insegnamento universitario di sociologia dell'organizzazione, Alberto si è lasciato letteralmente assorbire da mille incontri, convegni, iniziative, ... abbracci in giro per l'Italia. Distribuiva suggerimenti, distillava analisi, confrontava ipotesi.

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A volte le questioni si capiscono meglio se ci sono i numeri. Perché sui numeri non si può barare. Certo, si possono interpretare ma, quando sono veri almeno restano lì, nella loro immutabile verità. Uno di questi numeri è 400.

Continuano a morire nel Mediterraneo quelli che cercano speranza. Continuano a morire anche dopo l'accordo con i libici che li costringerebbe a soffrire o morire su terra ferma.

 

La Federazione Italiana della Stampa e l'associazione Articolo 21 hanno presentato qualche giorno fa un'iniziativa che intende affiancare la famiglia Regeni nella ricerca di verità sulla morte violenta del proprio figlio.

In questa giornata è sicuramente più giusto lasciare la parola a chi ha saputo cantare l'anima dei giorni e dei popoli latinoamericani e che si è chiesto se quella che noi abbiamo definito “scoperta-dell'America” non fosse stata piuttosto un'amara scoperta per i nativi di quelle terre lontane e per noi fino ad allora sconosciute. La parola, pertanto, a Eduardo Galeano.

Oggi il quotidiano Il manifesto pubblica un articolo di Léonce Ndikumana, docente di economia e direttore del Programma per la politica di sviluppo dell’Africa presso l’Istituto di ricerca di economia politica all’università del Massachusetts nonché membro della Commissione indipendente per la riforma della tassazione delle imprese multinazionali (Icrict).