C'è una quotidianità dell'informazione che non ci soddisfa perchè ha un'agenda che non sempre (quasi mai!) corrisponde alle priorità della gente e dei popoli.
C'è una verità troppo spesso nascosta tra le pieghe dei fogli di giornale o che incespica tra le parole dello speaker televisivo.
C'è un commento dei fatti che contano veramente che vogliamo rileggere con l'unico filtro che conosciamo.
Quello degli sconfitti, delle vittime, della pace, della gente...
"Avendo in corpo l'occhio del povero" - avrebbe detto don Tonino Bello.
Per questo lanciamo questa nuova rubrica "feriale", ovvero un commento breve che, come Mosaico di pace, ripesca un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova, con una sensibilità che scommettiamo condivisa.
E se così non fosse è destinata ad aprire riflessione e dibattito.
Pertanto quotidianamente proporremo un commento - breve quanto un'annotazione - su qualcosa che rischierebbe di passare altrimenti inosservato.
Sarà curato dalla redazione e specificatamente da Tonio Dell'Olio.
Speriamo incontri il gradimento e il favore di chi cerca di lasciarsi provocare per non fermarsi mai alla scorza degli avvenimenti ma di cercarne la linfa per attingere nuovi motivi di impegno.

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Nell’ultimo fine settimana sembra siano andate in onda due Italie diverse. Una raccontata ampiamente dai giornali che diceva di un ubriaco di ideologia, un fanatico armato che andava in giro a Macerata a sparare contro chiunque avesse la pelle più scura della sua. Sulle stesse pagine c’erano le dichiarazioni riciclate di esponenti di una politica stanca che sta superando se stessa nello scoraggiare la partecipazione democratica dei cittadini.

Non posso nascondere che mi ha destato molta impressione constatare che il giorno del “disastro ferroviario” di Pioltello la notizia era ampiamente presentata e commentata con foto in prima pagina di tutti i giornali cartacei, di tutte le testate televisive e dei siti informativi in rete, ma che il giorno dopo si faceva fatica a rintracciarne ancora la presenza, a raccoglierne qualche sviluppo. Giusto come cronaca riferisco che nelle pagine de La Repubblica la notizia era scivolata a pagina 16.

Si svolgerà a Roma, dal 2 al 4 febbraio, la quarta edizione di Contromafie, gli Stati generali dell’antimafia: tre giorni di confronto, progettualità e proposte, per osare un tempo nuovo con un rinnovamento dei percorsi, dei linguaggi e degli strumenti nella lotta alle mafie e alla corruzione.

Sono passati quattro anni da quel 24 gennaio 2015 in cui Shaima Al-Sabbagh, 32 anni, mamma di un bambino di 5 anni, attivista del partito egiziano "Alleanza popolare socialista" veniva selvaggiamente uccisa dalla polizia egiziana che, naturalmente, all'indomani dell'accaduto, negava ogni accusa.

“Noi testimoni della Shoah stiamo morendo tutti, ormai siamo rimasti pochissimi, le dita di una mano, e quando saremo morti proprio tutti, il mare si chiuderà completamente sopra di noi nell'indifferenza e nella dimenticanza. Come si sta adesso facendo con quei corpi che annegano per cercare la libertà e nessuno più di tanto se ne occupa.

 Zerocalcare la definisce “memoria a cucù”. Quella che il 27 gennaio ricorda la Shoà degli ebrei e dimentica tutte le altre vittime, tanto della stessa fase storica e con gli stessi responsabili, quanto di altre epoche. E senza nemmeno lontanamente correre il rischio di svilire la memoria dell'eccidio degli ebrei da parte dei nazisti e dei fascisti, che significa solidarietà e monito, educazione e prevenzione, alcune considerazioni ritengo siano obbligatorie.

A leggere l'annuale rapporto di Oxfam International si resta prima allibiti e quasi increduli e poi – per dirla pulita – indignati.

 Solo apparentemente il tema sembra di poco conto. Si tratta della subcultura che viene comunicata attraverso alcuni generi musicali. Personalmente li ho incontrati a Napoli con i neomelodici, in America Latina e in particolare in Messico con i narcocorridos.

Mi ha impressionato parecchio la lettera di Alessandra Clemente, segnalatami da un amico, su Repubblica di qualche giorno fa. Alessandra è la figlia di Silvia Ruotolo, uccisa dalla Camorra per strada nel 1997, vittima innocente, nel corso di uno scontro a fuoco tra due bande rivali, ed è al secondo mandato come assessore del Comune di Napoli per le politiche giovanili.

Se n'è andato – come si dice in questi casi – il "partigiano pacifista". Aldo Sola avrebbe compiuto 104 anni tra qualche giorno (7 febbraio) e pochi giorni fa se n'era andata anche sua moglie Mara.

Zainab Ansari è il nome della bambina di 6 anni che la settimana scorsa è stata trovata morta, in una discarica di Kasur nella provincia del Punjab, in Pakistan, dopo che ne era stata denunciata la sua scomparsa nei giorni precedenti.

In pochi se ne sono accorti, ma ieri papa Francesco ha operato un'altra apertura concreta e questa volta a favore del suo Paese, l'Argentina. A favore delle vittime del regime militare troppo spesso e troppo sbrigativamente dimenticate da tanti.

Un bel modo di cominciare l'anno nuovo! (dall'articolo di Nando Dalla Chiesa su Il fatto quotidiano di oggi 8 gennaio 2018 )

Se escludiamo le icone orientali, quella di Giotto è l'unica rappresentazione del Natale con due bambini. Potrebbe essere giudicata blasfema o quanto meno inopportuna ancora oggi, a distanza di tanti secoli.

 E se invece che invitare tutti ad essere più buoni a Natale si esortasse a essere più onesti? E se invece di quest'arco temporale così ristretto si riuscisse a compiere uno sforzo un tantino più comprensivo dei giorni di un anno?

Di seguito riporto la notizia così come si poteva leggere due giorni fa sul quotidiano Libero sotto il titolo: “Silvio Berlusconi scrive una preghiera per i poveri - tutti i forzisti dovranno recitarla”.

Un'altra missione militare italiana all'estero! Ieri il governo italiano dopo aver partecipato al vertice del G5 Sahel con le nazioni africane che ne fanno parte, ha deciso l'invio in Niger di 470 militari e 150 veicoli italiani.

 “Rimuovere i limiti prestabiliti al bilancio in tema di spesa militare. È quanto ha formalmente chiesto il presidente Donald Trump al Congresso, dopo aver firmato ieri, alla Casa Bianca, il National defense authorization act per il 2018.

Fu singolare la maniera in cui incontrai Mons. Riboldi per la prima volta. Era stato già nominato vescovo di Acerra e, per questo aveva lasciato (ma mai abbandonato) il Belice.

Antonio Papisca è stato un appassionato studioso dei diritti umani, ma non come si studia un microrganismo al microscopio, credendoci piuttosto fino in fondo, dando vita a iniziative, istituzioni e opportunità per promuoverne la cultura, la mentalità e la pratica in ogni parte del mondo. Ebbene, Antonio Papisca, a proposito dello status di Gerusalemme, ripeteva che l’ideale sarebbe di trasferire lì il quartier generale delle Nazioni Unite.

Dal 1999 le Nazioni Unite hanno deciso che il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Finalmente la nuova Repubblica, intesa come il giornale quotidiano. Nuovo il carattere, nuova la grafica, il respiro delle pagine e la maniera con cui gli articoli vengono distribuiti.

 

Ieri sera due amici immigrati in attesa di riconoscimento di asilo dopo più di un anno di convivenza presso la Cittadella di Assisi, per la prima volta, mi hanno spontaneamente raccontato delle violenze subite in Libia.

Totò Riina non era il male assoluto ma semplicemente un interprete che suonava su quello spartito. Per questo la sua morte non suscita pietà e forse nemmeno la chiede.

 Non è polemica la mia. Anche perché capisco bene il valore di una sconfitta della nazionale di calcio del proprio Paese che, per questo, non potrà partecipare al Campionato Mondiale per la prima volta dopo 60 anni.

Sono ancora confuso (quasi tramortito) per poter commentare correttamente ciò che è avvenuto in Polonia. So dire solo che è grave. Molto grave. Per quel Paese, ma anche per l'intera Europa e per l'umanità.

 Dobbiamo dirlo chiaro e tondo: in certi ambienti è sempre parso pressoché normale che un datore di lavoro, un uomo potente, una persona che aveva la possibilità di aprirti una strada o “concederti” un posto di lavoro, ci provasse.

A un superficiale e rapido controllo della rassegna stampa odierna, si coglie che la vicenda che ha riguardato la memoria di Anna Frank è scivolata silenziosa nelle pagine interne dei quotidiani o è scomparsa del tutto.

Ivan Jurkovič è l’osservatore permanente della Santa Sede presso le agenzie ONU presenti a Ginevra. Secondo le notizie diffuse da Radio vaticana, ieri è intervenuto nel corso della 106ma sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro (ILO). “L’emergenza disoccupazione – ha detto il presule – è frutto dell’incapacità dell'economia mondiale di creare un numero sufficiente di posti di lavoro, non solo nei Paesi sviluppati, ma anche nei mercati emergenti.

 La verità è che la presentazione fatta ieri al Dipartimento di Sociologia di Roma Tre del libro di Rosario Giuè, Vescovi e potere mafioso, è stato solo un pretesto per riflettere ancora insieme sul rapporto tra mafie e religioni e, nel caso italiano, in particolare tra mafie e Chiesa cattolica.

Libera si è costituita in numerosi processi contro la criminalità organizzata, le mafie.

 Avevo conosciuto l'espressione in dialetto sardo dopo il sisma che lo scorso anno aveva interessato alcune comunità umbre. Dalla Sardegna arrivarono alcuni pastori con più di mille pecore da donare agli allevatori che avevano perso il bestiame durante o a causa del terremoto.

E sì, con Alberto L'Abate la nonviolenza italiana perde un polmone. Perché ben oltre il suo rigoroso impegno di studio e insegnamento universitario di sociologia dell'organizzazione, Alberto si è lasciato letteralmente assorbire da mille incontri, convegni, iniziative, ... abbracci in giro per l'Italia. Distribuiva suggerimenti, distillava analisi, confrontava ipotesi.

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A volte le questioni si capiscono meglio se ci sono i numeri. Perché sui numeri non si può barare. Certo, si possono interpretare ma, quando sono veri almeno restano lì, nella loro immutabile verità. Uno di questi numeri è 400.

Continuano a morire nel Mediterraneo quelli che cercano speranza. Continuano a morire anche dopo l'accordo con i libici che li costringerebbe a soffrire o morire su terra ferma.

 

La Federazione Italiana della Stampa e l'associazione Articolo 21 hanno presentato qualche giorno fa un'iniziativa che intende affiancare la famiglia Regeni nella ricerca di verità sulla morte violenta del proprio figlio.

In questa giornata è sicuramente più giusto lasciare la parola a chi ha saputo cantare l'anima dei giorni e dei popoli latinoamericani e che si è chiesto se quella che noi abbiamo definito “scoperta-dell'America” non fosse stata piuttosto un'amara scoperta per i nativi di quelle terre lontane e per noi fino ad allora sconosciute. La parola, pertanto, a Eduardo Galeano.

Oggi il quotidiano Il manifesto pubblica un articolo di Léonce Ndikumana, docente di economia e direttore del Programma per la politica di sviluppo dell’Africa presso l’Istituto di ricerca di economia politica all’università del Massachusetts nonché membro della Commissione indipendente per la riforma della tassazione delle imprese multinazionali (Icrict).

Erano ben 318 quest'anno le proposte pervenute ai saggi dell'Accademia svedese che decidono a chi conferire il Premio Nobel per la pace 2017. Alcune di quelle proposte vedevo francamente con qualche preoccupazione (per parlar pulito) perché a mio avviso centrano più con la guerra che con la pace.

 “Disse un'ostrica ad un'ostrica vicina: 'Ho un dolore molto grande dentro di me. È pesante e rotondo e soffro'. E l'altra ostrica rispose con arrogante compiacenza: 'Sia lode ai cieli e al mare, io non ho dolore dentro di me. Sto benissimo dentro e fuori'.

 

 Per molti il 3 ottobre era solo la vigilia della festa di san Francesco. Dal 2013 invece è una data da non dimenticare col suo tragico carico di 368 vittime. Persone con tanto di nome e di cognome, di legami familiari e di affetti... partiti carichi di speranza per cercare pane e dignità e che hanno trovato solo morte in un sepolcro che appare immenso come il mare cui da sempre abbiamo dato il nome di Nostrum.

Da “la Repubblica” del 1 ottobre 2017 Il maggiore Renato Solustri, che oggi ha 56 anni, è il comandante dei carabinieri subacquei di Roma che con i suoi uomini riportò a galla i cadaveri rimasti prigionieri nel barcone affondato davanti a Lampedusa il 3 ottobre 2013. All’epoca, subito dopo aver finito il suo lavoro, scrisse questo messaggio via Facebook al figlio. 

Dopo un iter durato quattro anni, finalmente ieri è stato approvata la riforma del Codice Antimafia che contiene importanti cambiamenti e provvedimenti. Riguardano soprattutto la gestione e l'uso dei beni confiscati alle mafie e in particolar modo delle aziende.

 

Non mi interessa tanto entrare nel merito delle contestazioni che artisti e sportivi hanno messo in piedi (anzi in ginocchio!) negli USA per protestare contro le politiche razziste e gli atteggiamenti del presidente Trump.

 

301 voti contrari e 120 a favore. La Camera dei Deputati ha respinto le richieste rivolte al Governo per bloccare la vendita di armi a Paesi in guerra o responsabili di violazioni dei diritti umani come peraltro disposto dalla legge 185/1990 e dal Trattato internazionale sul commercio delle armi.

 

Forse ha qualcosa di straordinario se non di geniale. Ma certamente è originale ed efficace l'idea realizzata da Baktash Noori e documentata in un video che spero giri ancora di più in rete.

È bastato un discorso lungo una sola paginetta a papa Francesco per far capire ai membri della Commissione parlamentare antimafia come la pensa.

 

Che cosa fosse esattamente la post-verità (post-truth) io francamente non l'avevo mai capito. Fino a quando, l'altro giorno, ho letto di Emiliano Fittipaldi che dava strategicamente in pasto ai giornali un'anticipazione del suo prossimo libro di “inchiesta” sugli scandali vaticani.

 

Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800.000 bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro. Se nati qui, dovranno attendere fino a 18 anni senza nemmeno avere la certezza di diventarci, se arrivati qui da piccoli (e sono poco meno della metà) non avranno attualmente la possibilità di godere di uguali diritti nel nostro Paese. 

 

Aiutarli a casa loro sembra diventato ormai un ritornello stantio che si sente ripetere a destra come a sinistra e al quale ognuno dà il significato che più gli conviene politicamente.

 

Questa mattina l'Ordinario militare si reca nel Palazzo dell’esercito in via XX Settembre dal comandante di Stato maggiore generale Danilo Errico per presentare e rendere noto il decreto del 17 giugno 2017 con cui la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha dichiarato san Giovanni XXIII “Patrono presso Dio dell’Esercito italiano”.

In questo 11 settembre globalmente tropicalizzato e in cui il pensiero va a quel 1973 del golpe in Cile che tentava di spegnere le speranze di libertà di un intero popolo e, forse, di un continente e a quello del 2001 spartiacque secondo alcuni di uno scontro di civiltà che continua a costare sangue in tante parti del pianeta, resto colpito da una vignetta.

 

É un vero peccato che i piccoli passi verso la giustizia non facciano altrettanto clamore quanto la sconfitta della giustizia stessa. Ricorderete tutti il faraonico funerale del Casamonica, di quanto se ne sia parlato e delle immagini che sono state trasmesse centinaia di volte da tutti gli schermi televisivi con sottofondo della musica del Padrino suonata dalla banda e di petali lanciati dall'elicottero.

 

Tra qualche giorno papa Francesco sarà in Colombia per una visita che vuole essere qualcosa di più di un semplice incoraggiamento al cammino di costruzione di pace intrapreso con la firma degli accordi tra due delle fazioni in conflitto negli ultimi 50 anni della storia di questo Paese.

 L’inchiostro per il piccolo Charlie Gard si va lentamente esaurendo dopo giorni e giorni di contrapposizioni che a volte sono sembrate francamente inutili, sterili, strumentali. Che non sempre sono state in grado di porsi seriamente in ascolto innanzitutto del dolore, della speranza, comunque dei sentimenti dei genitori e poi delle ragioni della scienza medica.

 

Mi crea una forte commozione vedere il video che Repubblica ha fatto circolare questa mattina con le ultime immagini e le ultime parole pubbliche di padre Paolo Dall’Oglio prima di essere risucchiato nel silenzio che ormai lo avvolge da quattro anni.

 

Potremmo cavarcela affermando sbrigativamente: “Non sanno cos’altro inventarsi” ma, almeno in questo caso, penso sia troppo poco. Si tratta di un’offerta “turistica” che a quanto pare in Israele sta ottenendo un qualche successo e prevede un addestramento anti-terroristico i cui obiettivi sono finti palestinesi che si addestrano in un finto campo paramilitare.

 “Parlate della mafia - raccomandava Paolo Borsellino. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. Che significa: diventate voi stessi il rovescio dell’omertà.

Nell'aprile 2014, all'uscita dell’autobiografia di Giovanni Franzoni, per la rivista Rocca scrissi alcune riflessioni che oggi, all'indomani della sua morte, appaiono ancora più efficaci e sincere.

I roghi che stanno bruciando dalla Campania a Messina, fino a interessare le Isole Tremiti in questi giorni condannano all’inferno migliaia di cittadini inconsapevoli e onesti.

A dispetto della foresta che crescendo non fa rumore, come recita l’antico detto in tema di informazione (fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce), un orto riesce a farne un po’ di più.

Nei giorni scorsi è stata presentata la Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia. Di seguito alcuni passaggi che non hanno bisogno di commento e che vengono affidati alla nostra riflessione.

 

La Chiesa copta di Egitto è sicuramente tra le comunità più a rischio. Il fondamentalismo fanatico tinteggiato di Islam continua a colpire violentemente e tragicamente quella Chiesa causando vittime, sofferenze e lutti.

Essere amministratori pubblici, essere sindaci e assessori, non è cosa semplice. E non solo perché quotidianamente ci si trova faccia a faccia con problemi concreti che chiedono a te di essere risolti, ma anche perché in contesti, condizioni e circostanze precise che una volta forse potevano essere circoscritte solo ad alcune aree del sud del Paese e che oggi sono presenti in tante zone dello stivale, si rischia frequentemente di scontrarsi con interessi o privilegi che non “devono” essere toccati e che spesso comportano il rischio di un’intimidazione, una minaccia, un attentato.

 Domani papa Francesco si reca a rendere omaggio e a pregare sulle tombe di don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani. Preti che in vita hanno provato la polvere dell’umiliazione, l’amarezza dell’incomprensione e, in taluni casi, anche la vera e propria persecuzione.

Ma lo avete visto il tavolo dei colloqui del G7 sull'ambiente? Quello col prato sopraelevato al centro. Quello che metteva tutti attorno all'erba e ai fiori. Forse è proprio l'icona perfetta dell'ipocrisia e della falsità.

 Kevin (o Kelvin?) è il nome del bambino di sette anni di origine cinese che ha lasciato l’Italia intera col fiato sospeso e che finalmente è riemerso dal coma dopo gli incidenti di Piazza San Carlo a Torino nella notte di sabato scorso.

 L’abbiamo ripetuto più volte. Celebrare la festa della Repubblica con una parata militare è come fornire un indirizzo sbagliato di casa. Questa nostra Repubblica è ancora fondata sul lavoro e, almeno sulla Carta, ancora ripudia la guerra.

Oramai ci siamo rassegnati a leggi e provvedimenti che recano un titolo anglofono e dopo Voucher, Jobs Act e Card è bene familiarizzare anche con Freedom of Information Act, meglio noto con la sua sigla FOIA, e di cui purtroppo si parla poco quanto niente.

L’ultima volta che ho incontrato Zygmunt Bauman è stata qui ad Assisi nel settembre scorso in occasione dell’incontro mondiale delle religioni per la pace a trent’anni dalla storica iniziativa di Giovanni Paolo II. Di seguito riporto la conclusione del suo interessantissimo intervento.

Sento che il Natale, questo Natale, irrompe nei nostri giorni per ricordarci di non arrenderci al presente. A sussurrare all’orecchio di ciascuno che il presente non ci basta. Qualche giorno fa un’amica, solitamente un po’ sopra le righe, diceva che questo presente non ci merita. E non è che non lo amiamo questo tempo carico di nubi che impediscono la luce del sole. Vorremmo piuttosto trasformarlo nell’oltre.. 

Ieri hanno fatto rientro a scuola gli studenti della scuola pubblica militare di Peshawar, in Pakistan, dove il 16 dicembre scorso un attacco terroristico, rivendicato dai taleban, ha causato la morte di 145 persone, di cui 132 studenti tra i 10 e i 18 anni.

Sono stupito di chi si stupisce. Che ci sia chi, usando il nome di Dio, semina morte, distruzione e sofferenza, non è scoperta recente. Tra le intuizioni più feconde del pontificato di Giovanni Paolo II vi è lo “spirito di Assisi” (27 ottobre 1986).

 Sin dai tempi dell’11 settembre è apparso molto evidente agli occhi degli osservatori non superficiali il ruolo chiave dell’Arabia Saudita nel terrorismo jihadista.