EDITORIALE

Esclusi

Tonio Dell'Olio

Tra gli abitanti del Bel Paese ci sono persone che non hanno bisogno di aspettare i “giri di boa” del governo per tracciare i bilanci e fare valutazioni.
Per quanto Berlusconi si sforzi di esibirsi come pifferaio magico dai suoi canali televisivi (cioè tutti!) e di convincere gli italiani di essere protagonisti di un miracolo economico, essi hanno la riprova quotidiana della fatica insormontabile che devono compiere per galleggiare tra i flutti della società del benessere.
Anche nell’Italia – che – fa – parte – del – G8, negli ultimi anni la povertà si è diffusa al punto da interes-sare ormai oltre 3 milioni di persone distribuite in 940 mila famiglie. Sono famiglie “prive di sostenta-mento” recita la formula asettica utilizzata da Giancarlo Rovati, presidente della commissione nazionale sull’esclusione del Ministero del Welfare.
Si tratta di persone e famiglie che non hanno tratto alcun giovamento né dalla legge sul falso in bilancio, né dai condoni di vario tipo (edilizi, fiscali, dei capitali all’estero… ), né dalle politiche sul lavoro che intervengono ormai esclusivamente a garantire gli interessi e i profitti delle imprese (cioè degli impren-ditori).
La moltitudine dei 3 milioni non sa di valuta-zioni borsistiche, di tassi di inflazione, e di dati ISTAT, ma quando varca la soglia di un supermercato capisce dal cartellino dei prezzi di essere esclusa dal banchetto del benessere.
A quanto pare il dato della povertà non è diverso anche se si prendono in esame tutti i Paesi UE: sono 60 milioni, pari al 18% della popolazione.
Per loro l’economia non gira! È a nome di questa umanità di scarto della società dei consumi che vorremmo chiedere al Premier dell’Italia – che – fa – parte – del – G8 se davvero è convinto che la politica delle grandi opere pubbli-che, della sanità aziendale, della scuola privata, del licenziamento facile, della giustizia dell’immunità parlamentare, della controriforma del commercio delle armi… promuove la dignità di coloro che a stento sopravvivono.
Né vale qui la risposta per cui sanare queste situazioni richiede tempi lunghi.
Da due anni a questa parte gli italiani hanno avuto più di una prova di efficienza da parte di Governo e Parlamento quando s’è trattato di varare in tutta fretta leggi che interessavano sicuramente meno di 3 milioni di italiani.
Ultima considerazione. Prima e più che da altri organismi, questi poveri amerebbero sentirsi compresi, difesi e sostenuti dalle chiese perché il loro stesso DNA – il Vangelo – proclama senza scampo la scelta degli ultimi. Ma la parola che non fa sconti sulla verità troppo spesso cede il passo alle prudenze e ha paura di schierarsi dalla parte di quei poveri che preferisce riconoscere nell’assistenza di una mensa o di un dormitorio, di un contributo una tantum o di vestiti dismessi. Se avesse fatto così anche Gesù sarebbe morto di vecchiaia nella sua casa di Nazareth. Lo Spirito del Risorto risparmi questa sorte alle comunità cristiane e le sospinga coraggiosamente verso l’annuncio liberante che non rinuncia a divenire denuncia. Le chiese – non – possono –far – parte – del – G8.

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