CHIAVE D’ACCESSO

Telematica verticale e orizzontale

Come e perché costruire comunità virtuali locali dotate di cultura di rete.
E di progettualità comunicativa.
Alessandro Marescotti

Le reti telematiche locali mettono in collegamento le associazioni locali e i movimenti spontanei della società civile. Esistono, provincia per provincia, reti associative che si battono per la pace, l’ambiente e la giustizia. Internet può diventare un potente mezzo di coesione per queste reti locali e di promozione delle loro iniziative. Ma la strada da compiere è ancora lunga. Occorre aggiungere infatti, ai siti e alle mailing list nazionali (spesso pensati per amplificare eventi di interesse nazionale), anche dei siti e delle mailing list locali che siano costruiti attorno alle mobilitazioni cittadine e provinciali.
La telematica nazionale (“verticale”, dal centro alla periferia) può risultare distante se chi “incontra la pace” sul monitor non può partecipare in loco: ed ecco quindi la necessità di una telematica “orizzontale”. La telematica “orizzontale” (informazione locale condivisa con utenti locali) dovrebbe superare le separazioni dei “marchi” associativi per favorire bacheche comuni per iniziative appartenenti a tutti, dato che solo con l’unione di più forze è possibile contare realmente.
La “telematica verticale” ha svolto un ottimo servizio di focalizzazione di problemi nazionali o internazionali. Ha consentito la promozione di informazioni che prima dell’era internet erano distanti, quasi inaccessibili. Bacheca comune Ora chiunque abbia un modem può conoscere cosa fa Amnesty International, se il WWF ha lanciato una nuova Campagna, chi in Italia si occupa dei bambini soldato o cosa bolle nella pentola del commercio equo e solidale. Basta digitare le parole giuste su un motore di ricerca e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma provate a fare una ricerca per sapere qual è il sito internet locale che faccia da “bacheca comune” a più associazioni. Pur digitando le parole giuste sui motori di ricerca alla fine non ci sarà l’imbarazzo della scelta ma spesso solo… l’imbarazzo: si trova poco o niente.
Quindi la telematica verticale nazionale non poggia su una altrettanto solida telematica orizzontale locale. Attenzione però a non fraintendere. Quando parliamo di “telematica verticale” non ci riferiamo a una telematica verticistica, altezzosa o autoritaria. La telematica verticale ha consentito il “pensare globalmente”. Si è strutturata su obiettivi unificanti facendo pesare tutte le forze del “villaggio globale” ecopacifista su quegli obiettivi.
Questa scelta era dettata fino a ora da una semplice ragione: il modem era usato da pochi. A livello locale era improponibile una comunità virtuale di massa. Pertanto si è preferito creare comunità virtuali verticali strutturate su Campagne nazionali e internazionali, evitando il decentramento locale della comunicazione telematica.
Ma oggi le cose sono cambiate. A livello locale un sito internet potrebbe distribuire ogni giorno almeno un centinaio di “volantini elettronici”. Tutto ciò se il sito fosse ben pubblicizzato. In prospettiva i numeri cresceranno in modo impressionante: il volantino virtuale farà concorrenza al volantino di piazza. Vivremo nei prossimi anni una transizione dalla telematica del “pensare globalmente” (telematica verticale) alla telematica dell’“agire localmente” (telematica orizzontale).
Perché questo non avviene già ora? Non perché manchi il pubblico degli utenti su internet: in realtà mancano i cyberattivisti. Scarseggiano sia i creatori di messaggi sia i creatori di reti. Abbondano quelli che rilanciano spontaneamente e-mail di altri. Ma occorrono redazioni locali che documentino il territorio e le sue lotte. Che creino, ad esempio, un archivio locale on-line dei comunicati stampa lanciati dalla società civile. Solo così si sedimenta la “storia” della città vista dalle associazioni e dai movimenti.
In futuro non occorreranno più computer ma più menti, che siano in grado di sfruttarli fino in fondo per la pace.

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