CHIAVE D’ACCESSO

Dal trasmettere al comunicare

Il web non è una struttura neutra: prefigura la struttura del potere che si vuole creare e ne rispecchia i valori.
Alessandro Marescotti

Questa volta mi butterò sulla politica. Lo spunto lo fornisce la polemica rovente sulle telefonate intercettate fra Piero Fassino, segretario dei Democratici di Sinistra, e Giovanni Consorte, amministratore delegato e presidente di Unipol, indagato per aggiotaggio, manipolazione del mercato e ostacolo all’autorità di vigilanza. “E allora siamo proprietari di una banca?”, avrebbe chiesto Piero Fassino a Giovanni Consorte, riferendosi alla scalata della Bnl da parte di Unipol. È una delle tante frasi emerse sulla stampa. Si è scatenata l’ira di Fassino che ha dichiarato: “Quelle intercettazioni sono una vergogna”.
Digitando le parole “Fassino” e “intercettazioni” sul motore di ricerca Google escono fuori 80 documenti nel solo sito dei Democratici di Sinistra. Digitando invece le parole “Fassino” e “Echelon” non esce invece fuori nulla. Sembra infatti che Fassino non si sia occupato di Echelon, il capillare e ipertecnologico sistema di spionaggio con cui la Casa Bianca – in barba a tutte le leggi nazionali e internazionali – può teoricamente ascoltare tutte le telefonate, anche quelle di Fassino. E infatti tanti uomini politici sono inspiegabilmente morbidi con il governo americano e duri con i pacifisti. Un collaboratore di Craxi come Ugo Intini ha visto in Echelon la “gola profonda” che ha portato al terremoto di tangentopoli. Echelon rischia di essere uno strumento formidabile di ricatto: ogni politico che parli al telefono è “nudo”, la Casa Bianca può sapere tutto di lui. Tangenti, scappatelle, pettegolezzi, imbrogli vari. Ciò nonostante, lo sdegno di Fassino non si è mai abbattuto su Echelon. Forse perché a leggere le sue intercettazioni sarebbe Bush e non anche il cittadino elettore?
Spinto dalla curiosità sono andato sul sito dei Democratici di Sinistra (http://www.dsonline.it) per capire quali sono le reazioni degli iscritti. Non trovo nulla. Infatti non c’è modo di scrivere sul web. Si può leggere il sito, ma non si può scrivere sul sito. Giro in lungo e in largo, mi infilo nella sezione “magazine”. Finalmente trovo “Detto fra noi”, un forum di discussione. Clicco su “entra nel forum” e compare la scritta: “Il forum di discussione è chiuso”. Mi dirigo allora sul sito dell’Unità, il quotidiano che ha come indirizzo http://www.unita.it. Qui devo dire che invece si nota un’architettura tecnologica molto aperta.
È facile e intuitivo accedere alla sezione “Forum” e qui ognuno può lasciare un messaggio: “I nostri utenti hanno inviato un totale di 445.828 messaggi. Abbiamo 6.000 utenti registrati”, c’è scritto. Mi dirigo sull’area denominata “temi caldi” per vedere che dicono delle telefonate di Fassino. L’ultimo messaggio è questo: “Nel 2000, quand’era ministro della Giustizia, Fassino propose – testualmente – di “depenalizzare i reati finanziari”, compresa la bancarotta. Il centrosinistra è la tomba della sinistra”. Accidenti quanto pepe ci ha messo questo utente: sono gli inconvenienti delle architetture tecnologiche aperte. Unità online ha anche una colonna di sinistra che permette di fare dei sondaggi su internet. Cerco qualche sondaggio su Fassino e le polemiche in cui è coinvolto. Peccato che questa settimana la domanda sia: “Influenza aviaria, aumentano i casi sull’uomo. Cosa ne pensi?
Il sito internet dell’Unità ha una sezione dedicata all’informazione locale a cui possono partecipare gli stessi lettori scrivendo dei pezzi informativi sulla propria città. La struttura redazionale aperta è un invito a trasformarsi da spettatori a protagonisti dell’informazione locale. Purtroppo questa sezione è piuttosto rattrappita e molte città sono senza corrispondenti locali. Il volontariato dell’informazione civica non sembra decollare sull’Unità online.
È interessante notare come internet non sia “neutra”. Ogni sito porta l’impronta di chi lo imposta. Prefigura la struttura del potere che si vuole creare e ne rispecchia i valori. La sua “apertura” o “chiusura” alla comunicazione è una questione politica in sé. Un ottimo sito “aperto” a esempio è quello di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it
Chi critica il potere della Tv unidirezionale che zittisce e censura dovrebbe “aprire” i siti e non blindarli. Danilo Dolci diceva che occorre passare “dal trasmettere al comunicare”.

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