CAMPAGNE

Capaci di futuro

Dietro gli hamburger della McDonald’s ci sono foreste disboscate per farne pascolo. Dietro la cioccolata della Nestlè ci sono 500.000 bambini all’anno che muoiono per il latte in polvere. E così via.
Una campagna per far conoscere ai consumatori cosa c’è dietro i prodotti di successo.
Alberto Gaiani

“Capaci di futuro” è il nome del progetto all’interno del quale è nata l’idea di realizzare la guida Sai che..., per proporre uno strumento di informazione. La guida Sai che... è pensata e realizzata per favorire la consapevolezza delle persone rispetto ai propri consumi, ai meccanismi economici che caratterizzano la nostra società e alle problematiche sociali, civili e politiche collegate a ogni nostra attività economica. Lo scopo è

Il progetto
Il progetto “Capaci di futuro” nasce da un’esperienza triennale di lavoro di rete fra associazioni e persone impegnate sui temi della pace, dei diritti umani, del commercio equo e solidale e dell’ecologia, col supporto di Forum solidarietà, centro di servizi per il volontariato in Parma e provincia.
Tali soggetti lavorano in rete per denunciare, da un lato, gli effetti negativi che il modello economico occidentale sta producendo sull’ambiente e sui popoli e per mettere in luce, dall’altro, pratiche di costruzione di un’alternativa positiva all’attuale sistema economico.
Il gruppo di lavoro ha individuato la tematica del consumo critico come sfondo sul quale collocare le azioni. Partecipano al progetto “Capaci di futuro”, col supporto di Forum solidarietà, centro di servizi per il volontariato in Parma e provincia: Nodo Lilliput di Fidenza (cui fanno riferimento il Centro di Documentazione per la Pace, Gruppo di Acquisto Solidale, Legambiente, Jambo), Nodo Lilliput di Parma (cui fanno riferimento l’Associazione Altramarea, l’Associazione Orizzonti Nuovi, Gruppo Mission, Associazione Kwa Dunia, Legambiente, Associazione Ambaradan, Consorzio Solidarietà Sociale, Cooperativa Sociale Cabiria, WWF), Cooperativa Mappamondo, Associazione Mungano, Unicef Comitato provinciale di Parma, Movimento Giovani per un mondo unito.
quello di informare rispetto ai prodotti e ai produttori di beni di consumo più o meno noti. Per fare questo abbiamo raccolto dati e informazioni di pubblico dominio che ci danno modo di conoscere meglio le modalità di produzione, il comportamento delle imprese rispetto ai diritti umani e all’ambiente, la finalizzazione dell’utile economico ecc.

Dietro le reclame
Diventare consumatori critici è obbligatorio. Dietro alle aziende più reclamizzate ci sono grandi zone oscure non più compatibili con un pianeta che ha risorse limitate e che non può essere sfruttato senza buon senso e senza la consapevolezza del limite. Un esempio tra i tanti: McDonald’s, in America Latina, disbosca dissennatamente per far posto a terreni da pascolo per gli animali da cui ricavare i propri hamburger oltre a togliere continuamente terra destinata al consumo umano per produrvi cereali per gli animali. Le conseguenze sono che grandi estensioni di foresta viene distrutta; i piccoli contadini sono cacciati lontano per far spazio ai bovini; le risorse destinate all’alimentazione umana calano. Io penso che se molti di coloro che acquistano un Big Mac sapessero cosa c’è dietro magari si farebbero... un toast al formaggio!
Tutti noi, ogni giorno, acquistiamo almeno un prodotto della Nestlè, data l’estrema varietà di prodotti di cui questa società è proprietaria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene Nestlè responsabile della morte di 500.000 bambini ogni anno nel mondo poiché vende latte in polvere a mamme che sono impossibilitate a farne un uso corretto in quanto non hanno acqua potabile con cui diluirlo e non conoscono le minime norme igieniche per l’uso di questo alimento. La Nestlè dovrebbe essere accusata di crimini contro l’umanità mentre con i nostri acquisti fattura ogni anno 80 miliardi di euro.
Facendoci aiutare da opuscoli come Sai che... e da altro materiale informativo possiamo modificare, almeno in parte, questo sistema commerciale. Se anche un numero non necessariamente molto grande di consumatori fosse consapevole di ciò che acquista e non lo comprasse le cose potrebbero cambiare prima di quanto ci si immagini. Non è un sogno: è già accaduto più volte. Ma questa è un’altra storia.

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