SOCIETÀ

La finanziaria per noi

Il rapporto 2003 di Sbilanciamoci. Con un occhio all’Europa e l’altro alle regioni.

Martino Mazzonis (Lunaria, Campagna Sbilanciamoci)
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E se invece di ridurre le tasse le aumentassimo? È questa la provocazione fatta nel rapporto 2003 di Sbilanciamoci (La Finanziaria per noi, come usare i soldi pubblici per i diritti, la pace, l’ambiente, Altreconomia/Berti Editore, in libreria a novembre), a partire dai bisogni del Paese, dall’analisi del bilancio dello Stato e della Finanziaria del ministro Tremonti. Cominciamo da quest’ultima: le critiche sono piovute da tutte le parti, e non c’è bisogno di aggiungerne, se non per sottolineare due cose. La prima è che il taglio delle risorse agli Enti Locali contribuirà a peggiorare la qualità dei servizi comunali e regionali e, in particolar modo quelli rivolti a particolari categorie di persone che non si recano allo sportello, ma vengono intercettate sulla strada (tossicodipendenti, richiedenti asilo, senza fissa dimora, carcerati in programmi di reinserimento). Per costoro, che non sono nemmeno una possibile domanda pagante (quella che piace agli assertori del mercato del welfare) rischia di sparire il servizio pubblico. La parte della legge che parlava di soldi e di tempi viene abrogata dall’art. 42 della Finanziaria. A questo punto, volendo scherzarci sopra, abbiamo una legge sulla cancellazione del debito che recita più o meno così: “L’Italia, in tempi e modi da stabilire, con soldi che verranno stanziati quando si deciderà di farlo, decide di voler ridurre o cancellare i crediti che ha nei confronti dei Paesi poveri”. Alla faccia delle dichiarazioni di Berlusconi sul fatto che lui si vergogna della quota spesa dal nostro Paese per l’Aiuto allo Sviluppo.

 

Tra Europa e federalismo

Non parliamo della privatizzazione dei servizi di pulizia delle scuole o della sponsorizzazione delle carte d’identità elettroniche o, ancora, dello sgravio per chi compra un decoder per guardare il Milan. Non ne parliamo per ragioni di spazio, perché il rapporto 2003 di Sbilanciamoci contiene analisi e proposte che prescindono dagli assalti ai diritti, all’ambiente e alla pace che il governo in carica sta portando o rischia di portare. L’analisi: per parlare di bilancio dello Stato, ci si è resi conto che occorreva focalizzare l’attenzione anche su Europa e Regioni. Da un lato perché l’Unione determina molte delle scelte nazionali e diviene quindi un luogo sul quale la società deve avere la capacità di intervenire, e allora ecco un capitolo che ripercorre alcune scelte recenti dei consigli d’Europa su politiche del lavoro, politica di difesa, politica dell’immigrazione e un paragrafo sulla Carta di Nizza. Per quanto riguarda le Regioni il tentativo è più ambizioso: elaborare degli indicatori di qualità dello sviluppo regionale, capaci di dare conto della qualità della vita e dell’ambiente, per fare una classifica delle regioni che non sia fatta dal solo Pil. Il risultato, che combina dati sull’ambiente, sul lavoro, sulle differenze di genere, sui servizi, sulla spesa pubblica e sulla cooperazione decentrata è il QUARS (Indice di Qualità dello Sviluppo Regionale), in base al quale la Lombardia, prima regione per reddito, perde molte posizioni, mentre Friuli, Toscana, Umbria e Liguria ne guadagnano molte.

Per finire qualche cenno sulle proposte, sulla tassazione proposta e su cosa fare con i soldi raccolti attraverso tasse diverse. I principi sui quali si fonda la proposta sono quelli di una tassazione che deve funzionare da strumento di redistribuzione e di orientamento degli investimenti e dei consumi. Ecco allora che la proposta è quella di alzare l’aliquota del 3,5% alle persone con redditi sopra i 70 mila Euro, di reintrodurre la Carbon tax, di mettere tasse su export di armi, diritti televisivi, investimenti pubblicitari, sulle transazioni finanziarie (la Tobin Tax). Queste tasse darebbero un gettito di circa 9000 milioni di Euro. Tra i risparmi c’è un taglio alle spese militari per 1800 milioni di Euro. Cosa fare con questi soldi? Finanziare sanità, scuola e politiche sociali per avvicinare gli stanziamenti alla media europea, aumentare l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, reintrodurre e alzare il Reddito Minimo di Inserimento, implementare con forza gli accordi di Kyoto. E poi cambiare destinazione d’uso dei soldi, ad esempio quelli spesi per finanziare la Bossi Fini (costruzione di nuovi Centri di Permanenza Temporanea e espulsioni) per favorire accoglienza e integrazione. Ultimissima cosa, nella manovra virtuale che abbiamo prodotto quest’anno, oltre che ai soldi per migliorare la qualità della vita di tutti, ci sono anche 1000 milioni di Euro di avanzo, per contribuire a chiudere i buchi prodotti dalla finanza creativa del Ministro in carica.


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