ULTIMA TESSERA

Contromafie

A novembre a Roma gli stati generali dell’antimafia.
Tonio Dell’Olio

Qualcuno giurò che si trattava dell’ennesimo fuoco di paglia che andava accendendosi per consumarsi quasi subito. Tanti erano stati i tentativi di creare percorsi strutturati di “antimafia sociale” in Italia, ma non erano mai durati più di due anni. La cosa è storicamente accertata. D’altra parte Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie, nasceva all’indomani della stagione delle stragi e, secondo molti osservatori, raccoglieva soltanto l’onda emotiva dello sdegno e del disgusto, più che la volontà determinata del riscatto della gente dal giogo mafioso. Il tempo trascorso da quella prima proposta e i fatti realizzati stanno a dimostrare che i tempi erano maturi per poter raccogliere e mettere in rete tante piccole esperienze locali e nazionali che la società civile aveva espresso per dire no alla cultura e all’agire mafioso e nello stesso tempo affermare diritti e legalità. Le carovane antimafia, l’annuale giornata “della memoria e dell’impegno”, il milione di firme raccolte per chiedere una legge che permettesse l’uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi (e ai corrotti!), le mille iniziative diffuse in altrettanti territori per svegliare le coscienze delle persone oneste... testimoniano la fedeltà e la continuità di quell’impegno. Un lungo cammino durato undici anni e che non vuole assolutamente arrestarsi, rallentare...

Al contrario vuole rilanciarsi perché nel frattempo le mafie hanno fatto scuola e si mimetizzano, contaminano, penetrano e si diffondono. Affinano le loro tattiche e si evolvono coniugandosi con l’economia e la politica. Nei giorni 17-19 novembre a Roma, Libera promuove Contromafie – Gli stati generali dell’antimafia. Si tratterà del primo appuntamento di questo genere che sia mai stato realizzato nel nostro Paese e raccoglierà le esperienze e le competenze che la società civile è riuscita a esprimere sui temi della legalità, dei diritti e della partecipazione democratica. Si riuniranno a Roma i registi teatrali e cinematografici, gli scrittori e i giornalisti che hanno messo in gioco in questi anni il loro stesso coraggio per scuotere dal torpore e aiutare a riflettere. Ci sarà la galassia variegata delle associazioni che in questi anni hanno dato fondo alla creatività pur di dire a chiare lettere che la scorciatoia della delinquenza e dell’illegalità è da escludere senza se e senza ma. Ci saranno i rappresentanti delle tantissime scuole che in questi anni hanno dato vita a percorsi didattici di educazione alla legalità. Pax Christi ha assunto l’impegno di animare uno dei gruppi di lavoro sul contributo delle Chiese (in senso ecumenico) nella lotta alle mafie. Non mancheranno le cooperative di giovani che si sono cimentati nella difficile gestione dei terreni e degli immobili confiscati ai mafiosi e hanno operato in quegli stessi territori della Sicilia, della Calabria, della Puglia e della Campania...

Sarà rilanciato tutto l’impegno di educatori e maestri dello sport che hanno trovato in questa strada maestra uno strumento per dire che è possibile fare attività sportiva smarcandosi dalla logica della corruzione diffusa e dell’uso indiscriminato del doping. Sarà importante ascoltare la voce dei familiari delle vittime di mafia, soprattutto di quelli dai cognomi più dimenticati, per attingere alla scuola della sofferenza la linfa dell’impegno rinnovato e inflessibile. Forze dell’ordine e magistratura accompagneranno queste riflessioni con la loro conoscenza del fenomeno mafioso e mettendo a disposizione la loro insostituibile competenza. Hanno assicurato da subito la loro presenza il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio. Allo stesso modo saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni che in questi anni hanno dato coraggiosamente il loro apporto all’interno della Commissione Parlamentare Antimafia e degli enti locali, hanno promosso leggi atte a contrastare le mafie e hanno assunto provvedimenti per disinnescare le mine della violenza mafiosa diffuse in tante città.

Ma sia chiaro: Contromafie non vuole essere una “vetrina dell’antimafia”. Al contrario l’appuntamento è stato progettato come un laboratorio in cui i soggetti dell’antimafia sociale si incontrino e si riconoscano per poter proseguire insieme il cammino con maggiore efficacia. Per poter elaborare proposte e prospettive anche innovative in grado di rimarginare definitivamente la piaga sanguinante dell’illegalità organizzata. Per fare questo – non ci stancheremo mai di ripeterlo – occorre recidere tutti i fili, sottili o evidenti, consapevoli o inconsci che mantengono il collegamento tra l’organizzazione e la cultura mafiosa e il resto del Paese che, non dimentichiamolo mai, è composto da gente onesta.  

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Ponti
SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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