Ecumenismo dei volti

Dal massacro di Verdun la lunga marcia delle fedi che cercano il Dio della nonviolenza. Il kairòs di Sibiu in una terra che trema.
Gianni Novello

Ul 16 dicembre 1916, nel Nord della Francia, a Verdun, si concludeva una delle battaglie più cruente nella storia dell’umanità.
Soldati francesi e tedeschi si combattevano tra loro. La cronaca dell’epoca è apocalittica.
Mesi e mesi di combattimenti. Trecentomila morti, centinaia di migliaia i mutilati segnati per sempre nel corpo, e non solo. In pochi mesi furono sparati ventuno milioni di proiettili, usando da ambedue le parti più di mille cannoni.
In molte chiese di Germania e di Francia si pregò perché Dio stesse dalla propria parte, anche se il Papa di allora, Benedetto XV, rimase inascoltato, se non svillaneggiato, quando insistette con i capi dei due Paesi perché evitassero questa guerra da lui bollata come una “inutile strage”.
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