PONTI E NON MURI

Che rabbia in Palestina

Tre giovani veneziani Katia, Pier e Francesco fra la gente che soffre nei territori occupati condividendo le fatiche della raccolta delle olive.
Elisabetta Tusset

Come fare ritorno a casa dopo aver trascorso due settimane intensissime tra le persone dei territori palestinesi occupati? Dopo aver toccato con mano l’umiliazione, la desolazione e l’angoscia di chi vive murato vivo nella propria terra, vedendosi quotidianamente negati quei diritti che dovrebbero essere per tutti?
Come conservare nel cuore la gioia provata nel raccogliere le olive insieme agli abitanti di Aboud, sapendo che anche ora e domani i loro ulivi secolari vengono e saranno sradicati dall’esercito israeliano?
Abbiamo chiesto a Katia, Pier e Francesco, tre giovani veneziani che hanno partecipato all’esperienza di “Tutti a raccolta”, il viaggio di condivisione
e conoscenza promosso da Pax Christi nel novembre scorso, di raccontarci e di raccontarsi, partendo dalle emozioni e dai pensieri che hanno cadenzato i loro
giorni palestinesi e i loro giorni del “dopo”.
“Dopo” è quando ti domandi che fare ora di tutti i volti sfiorati con lo sguardo e di tutte le storie ascoltate con sgomento.
Dopo è anche quando senti che non puoi tacere più.
[...]

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