ECONOMIA

Liberiamoci dallo sviluppo

Il noto economista francese Serge Latouche ha incantato gli studenti dell’università di Bolzano con le sue teorie sulla decrescita e con la sua critica alla globalizzazione.
Intervista di Francesco Comina

Serge Latouche ha appena finito di cantare l’inno bretone. Le sue radici vengono da lì. “I bretoni amano la vita, il buon cibo e il vino” ci dice tenendo in mano il calice in uno dei ristoranti più caratteristici di Bolzano.
Tutto questo ha molto a che fare con la teoria economica della decrescita felice, di cui Latouche è il padre: “Uscire dall’autostrada del progresso non significa chiudersi in un vicolo cieco del passato – spiega nel suo ultimo libro, La scommessa della decrescita (Feltrinelli, pp 215) – ma avviare un sistema che si fondi sulla sobrietà, sulla convivialità, sulla partecipazione, sulla saggezza del vivere. Di più: vuol dire difendere la bellezza e la semplicità dalla furia distruttiva della brutalità e della violenza impositiva”.
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