PAROLA A RISCHIO

Pane e vino condivisi

Celebrare l’Eucarestia vuol dire fare memoria della capacità di Gesù di sedere a tavola con oppressi e reietti, vuol dire tessere un mondo diverso in cui regni pace e giustizia.
Giselle Gomez

Camminavo insieme a una delle mie sorelle nel quartiere dove loro vivono. Eravamo con altre persone, tra le quali Lazzaro. Oggi mi torna in mente il ricordo del suo viso, del suo corpo, del suo sguardo, delle sue poche parole... Sua moglie ci aprì la porta della loro piccola casa. Ci accompagnò nella camera dove giaceva Lazzaro affetto da un cancro in fase terminale. Il suo corpo un ammasso di ossa. I suoi occhi grandi, apparentemente troppo grandi... forse per il dolore o per la denutrizione, sembravano volessero parlare; il suo sguardo profondo, penetrante. Sua moglie ci parlava della mancanza di cibo, di medicine, di vestiario... della sua preoccupazione di avere il necessario perché lui si sentisse accudito. Era domenica. All’improvviso lui esclamò: “Neanche oggi posso andare alla messa, ma Lui sa”. La mia consorella le rispose: “La tua vita è Eucarestia”.
[...]

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Noi dobbiamo avviare processi, più che occupare spazi.
Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia.
Questo fa privilegiare le azioni che generano dinamiche nuove.
E richiede pazienza, attesa.
Papa Francesco, 21 dicembre 2019
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