OTTOBRE 2007

Con occhi di donna

A cura di Monica Massari e Rosa Siciliano

Un filo rosso attraversa culture e religioni. Impercettibile agli occhi di un osservatore distratto: il pensiero delle donne scorre come un fresco e vitalizzante torrente attraverso spazi e luoghi.
Consapevole della propria diversità, è in grado di comporre le differenze e di collegarle tra loro come in un mosaico armonioso in cui ciascun tassello ha un proprio posto e un proprio insostituibile ruolo.
Forte della propria identità di genere, oggi il genio femminile è capace di attraversare e superare la sola rivendicazione di una propria dignità negata (che pure è do¬manda ineludibile).
Non abbiamo scelto gli “occhi di donna” solo per denunciare le violazioni di diritti contro la parte femminile dell’umanità. Non solo, benché anche questo ci preme sottolineare nelle pagine che seguono.
Vogliamo proporre un’alternativa al pensiero dominante, troppo impregnato di pregiudizi: un’alternativa che può essere colta solo se si pone al centro lo “sguardo e la voce delle donne”.
Parlano le donne, quindi, per denunciare gli irrisolti conflitti di genere e le ristrettezze di spazi concessi loro nelle Chiese e nelle culture. Ma parlano anche per leggere in modo diverso, altro, le religioni, il Vangelo e il Corano, per superare una visione androcentrica e maschilista ancora troppo in voga ma non avallata dai testi sacri.
Voci femminili per superare pregiudizi su culture, religioni e oggi, sempre più insistentemente presunte “razze”.
Per dire al mondo che la nonviolenza è possibile, da qualsiasi punto di vista si guardi. Per dire alle lettrici e ai lettori che il femminismo e il pensiero delle donne è vivo, non solo in Occidente ma anche nel mondo islamico.
In questo dossier, per nulla esaustivo, teologhe di diverse religioni (Letizia Tomassone e Shahrzad Houshmand) aprono alcune piste di riflessione che dischiudono nuovi orizzonti in cui il pensiero femminile offre – alle Chiese in primis e alle comunità dei credenti – un proprio apporto di contenuti e di metodo.
Osservatrici attente come Nacera Benali e Renata Pepicelli al¬largano lo sguardo alla possibile lettura nonviolenta delle culture e alle alternative femminili e femministe.
Non potevamo però ignorare in questo contesto le drammatiche vessazioni e violenze cui so¬no sottoposte le donne in al¬cune zone del mondo. In nome di costoro, vittime di soprusi e violazioni, Angela Lano dà voce alle donne palestinesi cui rivolgiamo tutto il nostro sostegno e la nostra piena solidarietà.

Sommario:

Nei sogni delle donne

Nuovi linguaggi, nuovi paradigmi culturali e teologici per riconoscere il contributo e l’esperienza delle donne, da vivere come patrimonio comune anche maschile; dalla teologia della redenzione alla teologia della creazione.
Letizia Tomassone

La donna nel Corano

Un viaggio nell’islam e nella sua storia: donne protagoniste rivestite di dignità e autorità; Dio nel Corano è più madre che padre.
Shahrzad Houshmand Zadeh

Oltre i facili pregiudizi

Se non si opera una doverosa distinzione fra islamico e islamista si finisce per creare un teorema ideologico che confonde la realtà e legittima la violenza.
Nacera Benali

Femminismi islamici

Storia e prospettive dei movimenti femministi islamici e proposte di nuovi diritti di cittadinanza nei Paesi musulmani: intervista a Renata Pepicelli.
Monica Massari

Le donne palestinesi

In Terrasanta donne e bambini sono vittime di violenze e violazioni di diritti un quadro dettagliato e puntuale della condizione femminile in Palestina, a simbolo di tutte le donne violate.
Angela Lano

- testo integrale -

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Ponti
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Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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