ULTIMA TESSERA

L’obiettore contadino

La beatificazione di Franz Jägerstätter, martire e padre di famiglia, obiettore di coscienza al regime nazista, nei ricordi e nei racconti dei partecipanti.
Giampiero Girardi (Scrittore, animatore di “Franz Jaegerstaetter Italia”)

Franz Jägerstätter, il contadino contro Hitler, condannato a morte nel 1943 per aver rifiutato l’arruolamento nell’esercito nazista, è stato dichiarato “beato” dalla Chiesa cattolica lo scorso 26 ottobre. La beatificazione è il risultato di un lungo procedimento, definito dal diritto canonico, avviato nel 1998 dall’allora vescovo di Linz, Maximilian Aichern. Postulatore è stato il teologo (oggi vescovo di Innsbruck) Manfred Scheuer.
In prima fila, Franziska Jägerstätter, moglie novantaquattrenne del beato, accompagnata dalle 3 figlie, che avevano pochi anni quando il papà sacrificò la sua vita in nome della coscienza. Il volto di Franziska esprime, senza bisogno di parole, la serena gioia di vedere riconosciute le virtù dell’uomo che ha accompagnato per pochi anni e di cui ha conservato la memoria fino a oggi.
Il vescovo Scheuer legge la Petitio, la richiesta rivolta al Santo Padre, nella quale si ripercorre la vita di Franz e si legge la sua esperienza alla luce della fede, concludendo con queste parole: “Franz Jägerstätter, per la decisa condotta della sua vita e per il suo martirio, è un profeta dalla visione lungimirante e profonda. È un esempio della fedeltà alle istanze della coscienza, un peroratore della causa della nonviolenza e della pace, un monito vivente di fronte ad ideologie distruttive. Grazie ad una coscienza formata e generosa, pronunciò un No deciso all’idolatria del nazionalsocialismo. Come testimone delle beatitudini evangeliche fornisce un volto alla buona novella dell’amore di Dio e del prossimo”.
Erano oltre 5000 le persone che affollavano le navate della chiesa. Particolarmente folta la rappresentanza del movimento cattolico Pax Christi, che da sempre diffonde la conoscenza della figura di Franz Jägerstätter. Tra gli altri spiccava una rappresentanza ecumenica ed erano presenti anche i militari e l’associazione degli ex combattenti. Anche l’Italia era rappresentata, con un gruppo di 30 persone riunite dall’associazione “Franz Jägerstätter Italia” e una piccola delegazione di Pax Christi Italia. Altri sono giunti autonomamente in Alta Austria.
In questo momento provo sentimenti di gioia, gratitudine e amicizia per Franziska”, ci ha dichiarato al termine della messa il vescovo Manfred Scheuer. “Il Papa tedesco ha favorito il percorso verso la beatificazione: non dobbiamo dimenticare che ha vissuto da ragazzo a pochi chilometri da St. Radegund, paese natale di Franz”.
Da parte sua il vescovo Maximilian Aichern, cui si deve la prima “apertura” della Chiesa nei confronti di Franz, fa notare che la beatificazione ha il senso di un riconoscimento che lui è stato più vicino alla verità e alla giustizia.

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