INIZIATIVE

Piccoli lettori crescono

Conclusa la IV edizione del Premio Grinzane Cavour Junior, una dei più popolari appuntamenti letterari dedicati alla narrativa per ragazzi: un’edizione dedicata alla sfida del dialogo interculturale.
Paola Natalicchio

Educare i bambini al dialogo interculturale, in tempi sempre più funestati dal pericolo della xenofobia. E farlo attraverso i libri. Più precisamente, attraverso quelle favole che, almeno per i primi dieci anni di vita, sono lo strumento più naturale, per i più piccoli, per conoscere il mondo e consolidare il proprio bagaglio di conoscenze e valori. È stata questa la scommessa della quarta edizione del Premio Grinzane Cavour Junior, una delle più importanti manifestazioni nazionali rivolte alla letteratura per ragazzi, quest’anno interamente dedicata al tema dell’intercultura. La cerimonia finale del premio si è svolta a Roma, lo scorso 23 novembre, al Teatro Studio dell’Auditorium.

Il Premio

Il Grinzane Cavour Junior è uno dei principali appuntamenti di qualità dedicati, in Italia, alla letteratura per ragazzi. Il meccanismo di funzionamento del Premio è unico nel suo genere. Durante i primi mesi del 2007, una Giuria di Critici, composta da intellettuali e personalità di rilievo esperte nel settore (cfr. box allegato), ha avuto il compito di selezionare, tra i libri in gara, le opere dei quattro finalisti del Premio: C’era Una volta il nonno di Emanuela Nava – editrice Sinnos; Milly, Molly e Milos di Gill Pittar – editrice Edt; Il Gatto del Rabbino di Joann Sfar – editrice Rizzoli; Il viaggio di Mao-Mi di Lisa Bresner – editrice Motta Junior.

A decretare il “supervincitore” del premio finale di 5000 Euro è stata, però, la Giuria Junior, composta dagli alunni tra i 5 e gli 11 anni di dodici classi di altrettante scuole elementari italiane (Torino, Alba, Asti, Milano, Bologna, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Palermo). E la scelta dei bambini è ricaduta sulla storia di Emanuela Nava, C’era una volta il nonno, dedicata alla figura familiare spesso più amata dai più piccoli. Il libro vincitore racconta di Ambrogio e Filippo, due bambini che perdono il loro nonno, grande viaggiatore e incantevole narratore di storie che, dopo aver girato tutta l’Africa, aveva raccontato ai nipotini di una cerimonia funebre in Ghana, molto diversa dalle nostre, celebrata tra canti e danze. Questo ricordo fa vivere ai bambini il distacco in modo sereno, ricordando il nonno come lui aveva suggerito: senza tristezza e senza credere che la morte sia la fine di tutto, ma suonando e ballando per lui, donandogli piccoli regali come in una grande festa.

La premiazione

Durante la cerimonia finale del 23 novembre, presentata dalla giornalista di Repubblica Concita De Gregorio (esperta e appassionata di letteratura per bambini e madre di quattro ragazzi), oltre duecento bambini di varie scuole elementari e medie romane (tra cui i ragazzi della Scuola Ebraica e gli alunni della Scuola Primaria “Cagliero”, che hanno fatto parte della Giuria Junior del Premio) hanno avuto modo di incontrare la vincitrice del premio, Emanuela Nava, alla quale hanno fatto domande e regalato striscioni e cartelloni ispirati alla storia del suo libro. Oltre alla Nava, i bambini hanno incontrato un’altra finalista, in Italia appositamente per la cerimonia di chiusura del Grinzane Junior: la scrittrice neozelandese Gill Pittar, autrice della popolarissima serie di libri Milly Molly e…

Lo spettacolo Beresheet

Ma l’incontro tra i bambini e gli scrittori finalisti non è stato l’unico momento festoso della cerimonia. La mattinata all’Auditorium, infatti, si è aperta con un evento straordinario, che ha eccezionalmente coinvolto la mini-platea: la messa in scena dell’ emozionante piece di teatro-danza Beresheet (che significa “In principio”, la prima parola della Bibbia), spettacolo dedicato alla tragicità dei momenti vissuti dai giovani che ogni giorno provano la sofferenza dell’interminabile guerra israelo-palestinese.

L’opera è stata ideata dalla regista italo-israeliana Angelica Livnè Calo, animatrice del progetto del Teatro Comunitario della Galilea, un vero e proprio “laboratorio di teatro multiculturale”, ospitato in un kibbutz ai confini con il Libano. Si tratta del kibbutz Sasa, nel quale Angelica e il marito Yehuda abitano da oltre trent’anni con i loro 4 figli e in cui lavorano come educatori alla pace, proprio grazie alla promozione dello straordinario progetto del “Teatro dell’Arcobaleno”, in cui recitano 25 giovani attori tra i 14 e i 25 anni, ebrei e arabi (cristiani e musulmani). “Un anno fa eravamo letteralmente sotto ai missili”, spiegano Angelica e Yehuda a “Mosaico di Pace”. “Qualcuno ci dice che rispondere ai missili e all’orrore della guerra con la danza e con il teatro significa essere ingenui. Ma non è così. Abbiamo la possibilità, con il nostro laboratorio teatrale, di tenere insieme ragazze e ragazzi ebrei e arabi, solitamente abituati a vivere nell’ostilità, nel sospetto. Abbiamo la possibilità di far incontrare e parlare le loro famiglie, di costruire insieme progetti e far superare loro quella reciproca diffidenza che dalle nostre parti, purtroppo, è la normalità ed è il più grande ostacolo per la costruzione della pace”.

I giovani attori e danzatori israeliani – molti dei quali a Roma per la prima volta grazie all’invito degli organizzatori del Grinzane Junior – hanno lanciato ai bambini dell’auditorium un messaggio di speranza e di pace, basato sull’importanza del dialogo, dell’incontro e del valore della diversità come ricchezza.

Appena finito lo spettacolo i bambini e gli attori si sono mescolati in platea. I più piccoli hanno chiesto, a diario aperto sui grembiuli, autografi e dediche in inglese agli attori. È cominciato uno scambio di e-mail tra le poltrone e lungo i corridoi del Teatro, quasi che i bambini fossero impazienti di iniziare a praticare, attraverso la semplice possibilità di stringere un’amicizia a distanza, quel dialogo tra culture diverse di cui avevano letto sui libri e su cui si erano esercitati “teoricamente” attraverso laboratori e corsi speciali in classe nei mesi precedenti.

Giuliano Soria

Gli organizzatori del Premio hanno mostrato grande soddisfazione per la vera e propria “festa multiculturale” romana del 23 novembre. “Il Premio Grinzane Cavour 2007 è stato una grande festa, dedicata ai suoi veri protagonisti: i bambini”, ha dichiarato alla fine della manifestazione Giuliano Soria, presidente del Premio Grinzane Cavour e promotore della cerimonia all’Auditorium. “I piccoli di oggi, infatti, sono i grandi lettori di domani. Diffondere tra loro il piacere della lettura significa poter incidere davvero sul futuro del libro. Il tempo libero dei bambini sembra monopolizzato dalle playstation e dai videogames”.

E ha concluso: “I bambini hanno ancora voglia di leggere e sanno appassionarsi non solo davanti alle immagini che scorrono veloci su un monitor, ma anche incontrando storie piene di emozioni che hanno il potere, con fantasia e semplicità, di avvicinarli ai valori della solidarietà, del dialogo tra culture diverse e della pace”.

 

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SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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