Alla ricerca di prove

Ritratto di una donna la cui esistenza si intreccia con la storia di un popolo: aneliti, cammini, limiti, impotenze, risultati.
Rutilio Sánchez (Sacerdote salvadoregno)

Tanta storia resta nascosta nel divenire di un popolo. È illuminante la quantità di eroi sconosciuti, uomini e donne di tutte le età e di tutti i popoli… che sono indubbiamente la colonna vertebrale dei progressi delle vittorie popolari. Ricordare Marianela García Villas, la modalità della sua morte… mi spinge a pensare alla sua incidenza sulla vittoria del popolo salvadoregno.

Di personalità definita, figura piccola e sorridente, di pensiero felice, amichevole e coraggiosa… con le qualità di un avvocata capace d’incidere e perspicace…

Ai tempi dei suoi studi arrivavano in El Salvador i venti della democrazia cristiana. Marianela, di origine cristiano-cattolica, che aveva frequentato le secondarie dalle religiose, sentì di trovare una risposta in quel pensiero sociale. In El Salvador la struttura sociale della proprietà della terra, piramidale, di eredità coloniale, manteneva i contadini in una situazione senza difesa. Inquieta, ricercatrice, Marianela fece coincidere la sua personalità con la congiuntura storica della lotta contadina.

Si formò il Partito Democratico Cristiano e lei fece parte della gioventù democristiana… la cui logica la portò ad avvicinarsi ai braccianti. Rapidamente scoprì i limiti del pensiero democristiano, che non arrivava alla radice della soluzione reale di quei conflitti; sentì con maggior forza questa situazione essendo deputata all’Assemblea Legislativa… qualche volta espresse i motivi per cui entrò nella Democrazia Cristiana. Ma espresse, pure, il grado di frustrazione che provò avvertendo l’incapacità ad affrontare la struttura politica, sociale ed economica che impediva di individuare soluzioni reali, anche a un parlamentare.

Concluse che non era il cammino partitico quello che avrebbe dato una risposta autentica al popolo bisognoso di giustizia e libertà. Decise, perciò, di chiudere la sua militanza nella Democrazia Cristiana per spendersi come avvocato e scoprì nella Difesa dei Diritti Umani un cammino possibile di uguaglianza, libertà e giustizia, per ottenere la pace tanto anelata. Marianela García Villas è una di quelle donne che non hanno rinunciato a vivere e a godere la propria storia; con profetismo, sulla soglia della lotta per i Diritti Umani, accettò la sfida di lottare per essi contro le avversità del suo stesso partito, ormai strutturato e piegato al sistema come sua parte integrante.

Nella sua ricerca trovò risposte nelle organizzazioni popolari, che come lei camminavano sulla stessa strada. Il martirio di monsignor Oscar Arnulfo Romero fu la campana che spinse a rompere antiche (e normali) forme popolari difensive… e come parte cosciente di un popolo si unì e fu feconda nella lotta.

La Commissione dei Diritti Umani di El Salvador, che ella fondò, fu minacciata e subì diversi attentati mortali.

Nel 1980 tutto il comitato si trasferì in Messico per potere, da lì, continuare a monitorare le violazioni dei Diritti Umani in El Salvador; divenendo una eco internazionale del dolore dei settori più svantaggiati del suo Paese.

Marianela divenne itinerante per la giustizia e la pace. Decise di andare sul luogo dei fatti per raccogliere direttamente testimonianze delle vittime del regime militare, che ormai alleato del suo antico partito, la Democrazia Cristiana, stava distruggendo ogni diritto umano possibile. Raccolse testimonianze e prove della guerra sporca che la Democrazia Cristiana stava realizzando col Napalm e il fosforo bianco: fotografò cadaveri di civili assassinati, che l’esercito governativo presentava come guerriglieri morti in combattimento.

 Credette nei diritti umani, lottò per essi, comprese che quando i diritti umani dei popoli sotto o infra-sviluppati sono vessati, la pretesa di prove da parte degli organismi civilizzati è qualche cosa di duro e disciplinatamente esigente, specialmente quando a infrangerli è l’impero dominante.

Marianela García Villas, figlia del popolo, semplice, esigente, decisa, coraggiosa e con profondo amore per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia comprese che senza tutto ciò non esiste la pace e coscientemente pagò il suo prezzo per costruire il futuro.

 

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