OBIEZIONE

Una guerra immorale

Cresce il numero dei disertori che, pur arruolati, ritengono ingiusta la guerra in Iraq o in Afghanistan: il no di Russel Hoitt della fanteria aerea di Vicenza.
Intervista di Rosa Siciliano

Il movimento No Dal Molin porta in Italia i primi frutti. Un lavoro di rete e di resistenza voluto dalla gente, coordinato, ben studiato. A tal punto da indurre alcuni giovani militari, impiegati nella caserma Ederle della stessa Vicenza, a uscire allo scoperto. Disertori a tutti gli effetti. Obiettori di coscienza alla guerra. Abbiamo raggiunto Russel Hoitt, oggi veterano contro la guerra in Iraq.

Quando sei entrato nell’esercito USA?

Mi sono arruolato il primo settembre 2005. Ho fatto l’addestramento in Georgia e sono arrivato in Italia il 28 febbraio 2006. Ero stato assegnato alla caserma Ederle di Vicenza e facevo parte della fanteria aerea. Ero addestrato per essere paracadutato da aerei o elicotteri in una zona di combattimento. Ero addestrato all’uso di armi automatiche, di bombe a mano e di strumentazione per le comunicazioni radio.

Hai partecipato a missioni all’estero?

No. Ho disertato un mese prima che la mia unità fosse schierata. Ero arrivato alla conclusione che andare a combattere in Iraq e in Afghanistan fosse immorale.

Quando la guerra era in corso mi sono allenato in diverse basi militari, per prepararmi al combattimento sul campo. Ho appreso quale fosse la realtà della guerra in Iraq e in Afghanistan dalle testimonianze dei soldati del mio stesso reparto. Ho pensato per la prima volta alla diserzione quando ho capito che la guerra in Iraq e in Afghanistan si combatteva solo per l’espansione del potere militare degli Stati Uniti. Credo che sia immorale combattere una guerra per accrescere il potere militare di una nazione. Mi ero arruolato perché volevo contribuire a mettere fine al terrorismo e all’oppressione in Medio oriente.

Qual è il ruolo, nella vita quotidiana, di un militare in missione in zone di guerra? Quale rapporto si instaura con il territorio e con la gente che vive il dramma di una guerra?

I soldati semplici non hanno relazioni con la popolazione civile eccetto che per imporre le severe regole di un governo militare. La vita quotidiana di un soldato in una zona di guerra varia molto a seconda dei casi. C’è chi fa da autista a un generale al sicuro in una base militare, mentre altri scavano una buca nel terreno per viverci e combattere per tutto il mese successivo.

Ogni soldato è testimone di cose orribili, ovviamente alcuni più di altri. Tutti pensano che i soldati siano abbastanza forti da sopportare le terribili scene di morte a cui assistono. Invece tutti quei soldati rimangono profondamente colpiti da quegli eventi per il resto della loro vita, alcuni con conseguenze traumatiche. Molti chiedono un aiuto psicologico che non riceveranno mai.

Quali sono i meccanismi di comando e di relazione nelle istituzioni militari?

Gli ufficiali usano i sottufficiali per essere sicuri che i loro ordini siano eseguiti. Se un soldato viene meno a un ordine è punito con torture a base di esercizi fisici, gli viene tolta la paga o vengono allungati i suoi turni di lavoro. Ai soldati viene detto che se disertano devono pagare con multe ingenti e con il carcere. E gli viene detto che abbandonare le armi è come un marchio permanente che rende impossibile trovare un lavoro decente nel futuro. Un soldato può parlare a cuore aperto di ciò che pensa della guerra solo con quelli del suo stesso rango. Non con i suoi superiori. La diserzione è sempre un grosso tabù.

Come innestare nella gente la sfiducia nella guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti?

Potrei raccontare alla gente la mia esperienza nell’esercito. Raccontare che l’addestramento è incentrato sull’abbattimento di quella barriera che impedisce a un essere umano di ucciderne un altro. Raccontare come l’esercito disumanizza il nemico per far sembrare che ucciderlo non è un crimine. Potrei spiegare perché mi sono arruolato e quali erano i miei ideali a quel tempo. Posso raccontare come la mia opinione sull’esercito degli Stati Uniti sia cambiata e perché ho deciso di disertare.

 

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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