ITALIA

Ritorna Licio Gelli?

Un’intervista del Venerabile della P2 riapre il dibattito e fa riemergere i timori per la democrazia nel nostro Paese.
Luigi Bettazzi

Un’intervista fatta dal giornale “La Repubblica” a Licio Gelli, capo della Loggia massonica P2, Loggia segreta (cioè comunicata – come si dice – solo “all’orecchio del Gran Maestro”) e oggetto a suo tempo di un’indagine parlamentare sul ruolo e l’influenza delle associazioni segrete, ha riproposto all’attenzione un problema che da vent’anni Pax Christi e il suo Centro Studi stanno richiamando, e cioè i principi del “Piano per la rinascita democratica dell’Italia”, piano che fu sequestrato a Maria Grazia Gelli, figlia di Licio, mentre stava uscendo dall’Italia. Esso prevedeva, ad esempio, il concentramento dei mezzi di comunicazione e la separazione dei ruoli della Magistratura. L’intervista richiama in generale il problema dell’influenza sulla vita politica italiana da parte della Massoneria, di cui la P2 è stata parte determinante

LOGGIA MASSONICA “PROPAGANDA 2”
“L’obiettivo deve essere, nei partiti, nella stampa e nel sindacato, quello del controllo delle persone che in ogni formazione o in ogni giornale siano ritenute sintoniche con gli obiettivi del ‘Piano’ e della creazione di strutture (formazioni politiche e giornali) che se ne facciano strumento di realizzazione. Per il sindacato in particolare, deve essere prioritario l’obiettivo della scissione dell’unità sindacale per poi consentire la riunificazione con i sindacati autonomi di quelle componenti confederali sensibili all’attuazione del Piano”.
(Dal “Piano di rinascita democratica”, sequestrato nel luglio 1982 alla figlia di Licio Gelli, Venerabile Maestro e dirigente della Loggia Massonica segreta Propaganda 2 che rappresenta la “carta programmatica per l’Italia” della P2).
(e forse è ancora, dato che vi risultavano iscritti sia il capo dell’attuale Governo come il portavoce del Polo della libertà), anche se allora fu indicata dalla Massoneria ”pulita” come scheggia deviante.
Forse è vero che quando si parla di “Massoneria” si dovrebbe parlare di “Massonerie”: in Italia vi sono due branche – il “Grande Oriente” , più fedele alle tradizioni passate, e la “Grande Loggia” , più aperta al dialogo – se non si vogliono contarne altre, come la “Grande Loggia Regolare” (l’unica, mi pare, riconosciuta dalla Loggia madre di Londra). Risulta, fra l’altro, che sette massoni di alto grado possono costituire una nuova Loggia, anche “all’orecchio del Gran Maestro”, come forse furono quelle scoperte dalla Magistratura espressione o appoggio alla mafia. E il giuramento massonico, più forte di ogni altro giuramento, può condizionare le carriere, dagli alti gradi dell’esercito a reparti dell’Università – specialmente in Medicina – e della stessa Magistratura: per questo, dopo lo scandalo della P2, venne chiesto ai magistrati di rivelare una loro eventuale appartenenza alla Massoneria e venne dichiarata insostenibile la loro appartenenza.
Partirei dalla questione di principio; e cioè che, a parte i collegamenti che essa rivendica con i “mura tori” delle cattedrali medioevali, con i loro segreti e le loro gerarchie, la Massoneria moderna è nata sotto gli auspici dell’Illuminismo, che ammette un “grande Architetto dell’universo”, il quale però, come ogni architetto, costruita l’opera la lascia alle sue forze, senza più intervenire.
La stima fondamentale sulla bontà dell’universo e sulle capacità umane rifiuta automaticamente ogni successiva rivelazione e redenzione, quindi ogni Chiesa che ne sia garante. Con le Chiese (e con i loro membri più conservatori!) essa potrà allearsi per fini pratici, come le iniziative umanitarie e la difesa dai poteri aristocratici o borghesi (non ci sono molti operai o gente del popolo nelle varie ‘Logge’ massoniche, e mai tra i responsabili!), fermo restando il principio dei valori naturali contro ogni intervento “soprannaturale”. Di questa impostazione danno testimonianza i due romanzi famosi per ragazzi “Pinocchio” e “Cuore”, dove si presentano cammini di formazione e di elevazione umana senza alcun riferimento a Dio, a Gesù Cristo, a istituzioni religiose.
La Chiesa condannò la Massoneria quando questa, fattasi paladina della democrazia (di una democrazia “borghese”), contestava i governi assoluti, quindi anche il potere temporale dei Papi. Forse fu più tollerante quando la Massoneria appoggiava le cosiddette democrazie “borghesi” (che erano autentiche dittature), contro le democrazie “proletarie” alleandosi, ad esempio in America
AUGURI, DON LUIGI!
Il 26 novembre scorso, mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito della diocesi di Ivrea, ha compiuto 80 anni. Un augurio speciale e affettuoso gli giunga dalla redazione di Mosaico di pace e un fraterno ringraziamento per la sua generosa e preziosa collaborazione con la rivista e con Pax Christi, sia a livello nazionale che internazionale.
Mons. Bettazzi, oltre che curatore della rubrica “L’opinione di…” nel sito internet di Mosaico di pace e collaboratore della rivista, è consigliere nazionale di Pax Christi . Nel 1968, è stato nominato presidente nazionale del movimento e dal 1978 al 1985 è stato presidente di Pax Christi International. Gli siamo profondamente riconoscenti per il suo costante impegno profuso con coraggio, in favore della nonviolenza e della pace, dei diritti umani e del disarmo. È per noi testimone fedele del Vangelo e dell’Amore incondizionato per i poveri e per la giustizia insegnatoci da Gesù. Un grazie e un augurio, in questo suo compleanno, per la testimonianza, la competenza e la preparazione, la sensibilità e la passione che contraddistinguono ogni suo gesto e azione in favore e in difesa della nonviolenza.

La redazione di Mosaico di pace
Latina, con governi notoriamente massonici contro le sovversioni popolari, subito etichettate come “marxiste”. Oggi da molte parti si chiede un’apertura verso questa Istituzione in vista della sua neutralità religiosa, che ammette anche cattolici praticanti tra le sue file. Ed è vero che un atteggiamento di fiducia può portare a riconoscere le buone intenzioni e le realizzazioni a vantaggio di un cammino dell’umanità sempre più cosciente e più solidale: la Massoneria rivendica a sé, ad esempio, la nascita della Croce Rossa e un influsso determinante nella stessa elaborazione della Carta dei Diritti umani dell’ONU, oltre che la simpatia per tutte le forme di filantropia aconfessionale, dai Rotary ai Lyons Clubs.
Rimane però il segreto statutario della Massoneria, confermato dai giuramenti che, sotto formule anacronistiche (“mi sian tolti gli occhi, tagliata la lingua… se tradirò”), ribadiscono fra l’altro il segreto e l’incomunicabilità tra i gradi inferiori e quelli superiori, che sono i veri responsabili delle direttive dell’organizzazione e la priorità della solidarietà tra gli aderenti e le loro famiglie. Questo giustifica le riserve di molte gerarchie eccle siastiche, almeno in Europa, dove tale segreto rimane inviolabile (non basta ovviamente indicare gli indirizzi delle Logge o i nomi dei Venerabili Maestri!). Dobbiamo anche riconoscere che al di dentro della Massoneria vi sono spinte a cercare di renderla più trasparente e a giungere a un dialogo con la Chiesa cattolica per un rapporto più amichevole: vi sono – soprattutto al di dentro di alcuni suoi rami – persone di buona volontà, anche cattolici, che lavorano sinceramente a questo scopo. Credo che si debba evitare una demonizzazione generale, e che vadano visti con simpatia, anzi incoraggiati, tutti gli sforzi per un’autentica democratizzazione della Massoneria stessa.
Ritengo peraltro che finché la Massoneria non giunge a una maggiore trasparenza sia sulle sue vere finalità e sull’impegno per una effettiva uguaglianza tra tutti i cittadini e tutti i popoli, al di là di interessi parziali, sia sulle sue affinità al piano della cosiddetta rinascita democratica, e non sconfessa allora apertamente nei suoi principi gli aspetti della sua storia passata in aperto contrasto con un’autentica democrazia e con la realtà e la struttura della Chiesa, risulti difficile per questa non mettere in guardia i fedeli dall’aderire alla Massoneria, che è governata dagli alti gradi al di sopra delle intenzioni e dell’operosità di chi vi è appena entrato. Solo allora potrò cancellare la conclusione a cui allora giungevo, che cioè un vero massone difficilmente potrà essere un buon cattolico e che, dunque, un buon cattolico non dovrà cercare di essere un vero massone!

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