PONTI E NON MURI

Senza dimenticare nessuno

Israele è un paese democratico che fa un’occupazione e dove c’è occupazione non c’è democrazia: intervista al gesuita David Neuhaus.
Intervista a David Neuhaus (A cura di Giulia Ceccutti)

Il tuo impegno si divide tra l’insegnamento della Bibbia a Gerusalemme, il lavoro pastorale presso una piccola parrocchia di Haifa, al servizio dei cattolici che parlano ebraico, e una presenza nel campo della lotta per la giustizia. Partiamo da qui: perché un impegno così forte per i diritti umani?
L’impegno per i diritti umani viene prima della fede, prima dell’impegno religioso, perché non è possibile pregare Dio in un posto dove c’è ingiustizia, non si può parlare con Dio ignorando la realtà così catastrofica del nostro paese. Questo impegno si deve anche al fatto che io vivo in entrambe le società, quella israeliana e quella palestinese. Quindi mi sento molto responsabile nel fare qualcosa, nel far scoprire al mio popolo la realtà, perché gli israeliani non vogliono guardarla in faccia.
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Ponti
SETTEMBRE 2019

Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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