PACE

Di nuovo in Marcia

L’appuntamento è per il 12 ottobre.
Da Perugia ad Assisi.
Flavio Lotti

Dai balconi alla strada. Dopo mesi di straordinaria mobilitazione contro la guerra è tempo di staccare le bandiere che testardamente sono rimaste appese ai balconi delle nostre case e (ri)portarle in strada. Mi auguro che questo messaggio passi di bocca in bocca, di casa in casa, da computer a computer e giunga a tutte le donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi che nei giorni più difficili della guerra hanno raccolto e sventolato la bandiera della pace che altri avevano calpestato. A tutti loro (e noi) è rivolto l’invito: facciamo in modo che domenica 12 ottobre si possa celebrare una nuova grande giornata di pace. Una nuova Marcia per la pace Perugia-Assisi fatta da migliaia di persone, gruppi ed enti locali che rappresentano la parte migliore dell’Italia. Esserci questa volta – più ancora che in passato – sarà un segno di maturità.

Perché esserci
Ora che stanno emergendo alcune delle tante verità sulla guerra. Ora che si dimostra che i pacifisti avevano ragione a diffidare delle motivazioni che venivano propagandate. Ora che si cominciano a conoscere le bugie e gli imbrogli. Ora che si dovranno imboccare le vie che gli uomini di pace indicavano prima dell’attacco è bene che la coscienza di pace del nostro Paese torni a manifestarsi in modo chiaro, forte e inequivocabile. C’è bisogno di un segno forte – come può esserlo la Marcia Perugia-Assisi – capace di ricordare a tutti i responsabili della politica italiana – di maggioranza e di opposizione – che la pace richiede scelte urgenti e lungimiranti.
Ce n’è quanto mai bisogno ora che l’Europa parla italiano e la storia ci fornisce un’opportunità irripetibile. Il fatto che due italiani come Prodi e Berlusconi si trovino alla guida dell’Europa in un momento storico di profonda trasformazione della vecchia Unione e di gravi tensioni internazionali carica di responsabilità il nostro Paese e impone a tutto il nostro sistema politico di allargare il proprio orizzonte. Così anche i molti, che sono abituati a dissertare solo sul proprio ombelico, oggi sono costretti a fare i conti con l’Europa che avanza, con i suoi problemi interni e con il suo ruolo nel mondo. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione. Dopo il grande scontro provocato dalla guerra anglo-americana in Iraq, i costruttori di pace possono ritrovare in questo tempo quell’attenzione diffusa che può favorire un ulteriore avanzamento non solo della cultura ma anche di una concreta politica di pace per il mondo.
Lo scontro che si è aperto sull’Europa ci riguarda da vicino e non solo perché siamo europei. Ci riguarda perché siamo consapevoli della domanda d’Europa che c’è nel mondo. Ci riguarda perché sappiamo quanto bene potrebbe fare agli europei e al mondo intero un’Europa che non si limitasse a eseguire ciò che l’America o il “Mercato” dispone. L’Europa può essere parte dei problemi del mondo – oppure può diventare parte della loro soluzione. Ecco perché tutte le donne e gli uomini, le associazioni, le organizzazioni sindacali, gli enti locali e i politici che hanno scelto la strada della pace debbono unire oggi la propria bandiera arcobaleno a quella dell’Europa.

L’Onu dei Popoli
La Marcia per la pace Perugia-Assisi del prossimo 12 ottobre sarà il momento giusto per farlo. Quel tratto di strada che, nel lontano 1961, vide sfilare la prima bandiera della pace cucita a mano dalle donne che collaboravano con Aldo Capitini, oggi può diventare il simbolo dell’impegno che ci assumiamo tutti assieme: costruire un’Europa di pace. Di tutto questo discuteremo a Perugia, nei giorni che precederanno la Marcia Perugia-Assisi, insieme a oltre duecento amici della società civile mondiale, delle istituzioni locali, di Parlamenti e istituzioni internazionali di oltre cento Paesi di tutto il mondo che parteciperanno alla 5a Assemblea dell’Onu dei Popoli e alla prima grande “Audizione mondiale sull’Europa e il suo ruolo nel mondo”. Tra di loro ci saranno anche Mario Soares, Federico Mayor, Candido Grzybowski, Vandana Shiva, Susan George, Richard Falk, Roberto Bissio, Roberto Savio, Boaventura de Sousa Santos, Mario Lubetkin, Riccardo Petrella, Jean Fabre, Eveline Herfkens.
Dopo la straordinaria mobilitazione contro la guerra in Iraq, la 5 a Assemblea dell’Onu dei Popoli e la Marcia per la pace Perugia-Assisi daranno nuovo impulso a una umanità sempre più consapevole della propria condizione e del proprio destino comune, decisa ad agire come un fronte unico, con audacia, operando oltre le frontiere e le diversità con una strategia globale e obiettivi condivisi.
Vale davvero la pena di esserci.

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