Appello ecumenico al dialogo cristiano-islamico

Il dialogo ha vinto sul terrore

Comunicato stampa n. 5
8 gennaio 2004 - Comitato organizzatore

La "Seconda Giornata ecumenica per il dialogo cristiano-islamico" tenutasi lo scorso 21 novembre 2003, ultimo venerdì del Ramadan dell&_#8217;anno islamico 1424 dell&_#8217;Egira, nonostante un clima difficilissimo favorito fra l'altro dall'appello per lo "scontro di civiltà", una crescente islamofobia, la questione del crocifisso provocatoriamente strumentalizzata da più parti ed i tragici fatti di Nassirya, è stata un vero successo. Si sono contate a decine le iniziative svoltesi in tutta Italia non solo il 21 novembre, ma anche nei giorni seguenti fino alle prime settimane di dicembre: hanno coinvolto molte città fra cui Torino, Milano, Desio, Verona, Cremona, Padova, Mantova, Bergamo, Brescia, Venezia, Casale Monferrato, Cuneo, Acqui Terme, Correggio, Modena, Genova, Ravenna, Reggio Emilia, Sassuolo, Fiorano, Bolzano, Pieve di Cento(Bo), Roma, Bari, Maglie (Fg), Napoli, Avellino, Salerno, Pachino (SR), Catania, Messina&_#8230; ma si tratta di un elenco parziale. Si può affermare con soddisfazione che, per la quantità e la qualità degli eventi promossi, nonché per il dibattito suscitato, il "popolo del dialogo" c&_#8217;è e ha fatto sentire forte la sua voce.

Il dato forse più significativo di tutta la II Giornata del dialogo cristiano-islamico è stato l&_#8217;impegno delle organizzazioni islamiche e di singoli musulmani. Ricordiamo fra le altre l&_#8217;iniziativa dei centri islamici di Milano e dell&_#8217;Emilia Romagna che hanno lanciato importanti appelli ai cristiani e che hanno prodotto importanti iniziative come quella di Milano. C&_#8217;è stato poi, proprio il 21 novembre, un appello di Farid Adly, direttore di Anbamed-Notizie dal Mediterraneo, che, prendendo spunto dai micidiali attentati registrati proprio poco prima, ha chiesto con forza a tutti i musulmani in Italia ed Europa l'assunzione di una posizione chiara ed esplicita di rifiuto del terrorismo.

Ricordiamo che l&_#8217;ipotesi di una giornata del dialogo cristiano-islamico è stata lanciata, in chiave ecumenica, subito dopo i tragici fatti dell&_#8217;11 settembre 2001. A tutt&_#8217;oggi l&_#8217;appello ha raccolto oltre mille adesioni fra individuali ed associative di vario tipo, coinvolgendo associazioni locali o nazionali, parrocchie e chiese locali e nazionali, giornali, personalità della cultura, vescovi, ordini religiosi, istituzioni politiche e comunità di fede. In particolare, l'evento è stato sostenuto direttamente dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia, dal movimento di Pax Christi, dal Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), dal CIPAX, dalle riviste Mosaico di pace, Confronti, Tempi di Fraternità e Il Dialogo.

Anche quest&_#8217;anno, come già nel 2002, è stato individuato l&_#8217;ultimo venerdì del Ramadan come Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, riprendendo l&_#8217;indicazione che Giovanni Paolo II diede nel 2001 quando chiese alle donne e agli uomini di buona volontà di digiunare proprio nell&_#8217;ultimo venerdì di Ramadan di quell&_#8217;anno tragico. La sua positiva riuscita ci impegna a continuare nella nostra iniziativa che è una iniziativa di pace, per la convivenza tra le fedi, contro il fondamentalismo, il terrorismo e ogni chiusura identitaria. Invitiamo così quanti si sono impegnati negli scorsi mesi a continuare nelle iniziative comuni fra cristiani e musulmani in vista della celebrazione della terza giornata che celebreremo il prossimo 12 novembre 2004, ultimo venerdì del Ramadan dell&_#8217;anno islamico 1425 dell&_#8217;Egira.

Auguriamo a tutti che il 2004 possa essere finalmente un anno di pace! Con l&_#8217;impegno di tutti e nell'amore del Dio unico crediamo e speriamo che si tratti di un obiettivo realizzabile. Con un sincero augurio di

Shalom-Salaam-Pace

27 dicembre 2002

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Ponti
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Ponti

Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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