Mai dire mai

18 novembre 2008 - Tonio Dell'Olio

La fabbrica della paura e il mito della sicurezza producono un bisogno fortemente avvertito e diffuso di riempire le galere e inasprire le pene. D'altra parte fino a quando non riusciremo a liberarci dalla necessità del carcere è vero che questo rimane lo strumento per neutralizzare coloro che non rispettano le regole attentando in vario modo alla proprietà, alla vita, alla serenità… degli altri. Da cittadini italiani però dovremmo pretendere che il carcere concentri tutti gli sforzi per realizzare il mandato che la Carta Costituzionale gli affida all'art. 27: Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Ora lasciatemi dire che nessuna sentenza della Corte Costituzionale mi convincerà che l'ergastolo sia in linea con questo principio. Da tempo l'associazione Pantagruel ha dato vita a una campagna per l'abolizione dell'ergastolo con il titolo significativo: Mai dire mai.
L'ergastolo è l'atto di resa della collettività davanti alla possibilità e alla scommessa che un essere umano possa diventare nuovo. È bruciare ogni speranza per sé e per il colpevole. È sostituire la logica della faida a quella della giustizia. Introduce una violenza ancora peggiore che come una tossina avvelena quotidianamente la vita della comunità.

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