Una caminada a passo di Samba

28 gennaio 2009 - Tonio Dell'Olio

La marcia di apertura (caminada) che dal porto di Belem è giunta fino alla Praca di Sao Bras ha avuto innanzitutto tutti i caratteri della festa. Una caminada a passo di Samba. E non poteva essere diversamente in questo Paese grande quanto un continente che la Samba della vita se la porta nel sangue. D'altra parte i partecipanti sono tantissimi al punto che non ci si azzarda a fare un calcolo, ma è pur vero che la stragrande maggioranza sono brasiliane e brasiliani arrivati da ogni Stato della federazione. Ci sono espressioni le più diverse e ciascuna con la propria rivendicazione e la propria piattaforma politica ambientalista, sindacale, dei diritti umani, della fine dei conflitti…
Si distinguono due presenze. I palestinesi che sempre hanno garantito la propria presenza ma che quest'anno sono circondati dalla solidarietà di tutti e i popoli indigeni.
Colorati e visibili i popoli di questa foresta amazzonica ma anche peruviani, guatemaltechi, argentini… "Peblo Quechua" – grida una voce. La risposta: "Presente". "Pueblo Mapuche", "Presente".

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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