Fieri di essere indigeni

29 gennaio 2009 - Tonio Dell'Olio

Ci sono molto meno bandiere di partito e meno slogan ideologici in questa edizione del Forum Sociale Mondiale di Belem e molta più attenzione a questioni mirate e concrete. Le assemblee panamazzoniche di ieri ne sono stata una prova evidente. Troppo spesso abbiamo parlato della foresta amazzonica come "polmone del mondo" dimenticando che quell'area immensa e incantevole è anche la casa di popolazioni intere che hanno subito le scelte di governi che non hanno contribuito a eleggere, di economie che non si sono mai sognati di sposare e di forme sociali che non appartenevano alla propria cultura.
I popoli indigeni sono tra coloro che hanno pagato il prezzo più alto delle privatizzazioni e del cambiamento climatico, della negazione delle biodiversità e della deforestazione. Ai centomila del Forum (tanti sono gli iscritti) ieri hanno parlato un linguaggio antico e nuovo con cui comunicare tutto questo. Non solo le parole ma la musica e la danza, il rito e l'invocazione, la fierezza di essere indigeni.
Forse il futuro del mondo è in queste radici.

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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