L'antimafia sociale a Belem

2 febbraio 2009 - Tonio Dell'Olio

Del fondamentalismo del mercato, le mafie seguono ogni principio. Se ne nutrono e, nello stesso tempo, lo nutrono. La criminalità organizzata non è un'escrescenza del capitalismo ma una sua espressione. Per certi versi ne costituisce addirittura l'anima sporca, ma pur sempre l'anima. L'arricchimento è posto al centro e al di sopra della vita umana tanto nella logica mafiosa quanto in quella del mercato e schiaccia ogni altro valore etico. Per queste ragioni il Forum Sociale Mondiale che nasce dalla contestazione all'economia che non riconosce i volti se non quelli stampati sulle banconote, non può fare a meno di dibattere, riflettere e approfondire anche le questioni relative alla legalità democratica.
D'altra parte c'è una tendenza a non conoscere o a sottovalutare la mole di denaro che le mafie in tutto il mondo muovono quotidianamente e le commistioni tra poteri legali e illegali, le zone grigie… Se solo ce ne rendessimo conto, questi temi non sarebbero confinati in un seminario proposto da Libera e dai colombiani di "Viva la ciudadania" ma starebbero al cuore del Forum. Qualunque argomento affrontato a Belem ha a che fare con la criminalità organizzata e ne subisce pesanti conseguenze: l'ambiente e la deforestazione, l'acqua e i conflitti armati, lo stato sociale e l'economia di giustizia…
Ieri ne abbiamo parlato in un circolo ristretto ma vorremmo contaminare tutte e tutti con questa nuova consapevolezza.

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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