Sotto l’ombrello del carnevale

Un po’ a caldo, d’istinto, ho scritto queste righe molto semplici per entrare in modo immediato nel dibattito aperto anche dai quotidiani sulle recenti scelte governative. Un modo per non stare in silenzio.
21 febbraio 2009 - Don Renato Sacco

No purtroppo il carnevale non c’entra. Sarebbe bello pensare che con mercoledì tutte le cose brutte di questi giorni fossero cancellate e... cosparse di cenere. Purtroppo invece no… anzi non c’è nessun segno di pentimento e di conversione, cioè nessuna voglia di invertire la strada.
E così abbiamo anche le ronde! Che vergogna! Come ha detto il rappresentante vaticano è 'la rinuncia allo stato di diritto'. Bene ha scritto Famiglia Cristiana commentando anche l’obbligo delle denuncia dei clandestini da parte dei medici: "Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica... La 'cattiveria', invocata dal ministro Maroni, è diventata politica di Governo, trasformata in legge. L’Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per strada o diffonda epidemie), cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei "Bravi" di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo perché poveri estremi, permesso di soggiorno a punti e costosissimo".
E nel territorio dove abito, in provincia di Verbania? Sarà ancora più forte "l’ansia di prestazione"? Come la definiva don Campiotti, direttore della Caritas diocesana, oggi è vincente!.
Già si sono viste le polemiche sul centro islamico a Gravellona Toce. Qualcuno ha anche detto che visto che in altri 2 o 3 centri islamici d’Italia ci sono stati problemi, meglio non aprire quello di Gravellona. Alla faccia del diritto! E poi sarebbe come dire che, visto che chi sosteneva questo è un noto primario, dobbiamo chiudere l’ospedale di Domodossola o di Verbania perchè in Italia qualche primario, in qualche ospedale italiano, ha sbagliato tagliare una gamba o ha preso tangenti per valvole al cuore o altro. Oggi vince chi la spara più grossa e cerca di dare un senso di sicurezza, in un momento di tanta fatica per tutti.
Ma come fa un cristiano ad accettare tutto questo? Come si pongono i credenti che appoggiano queste scelte? Solo tacendo? E come si fa a dire che si difendono le radici cristiane e poi magari si rendo culto al dio Po? Si, come credente e come prete non posso che dire che il Dio in cui credo è un altro… è quello di cui parlava Enzo Bianchi su La stampa di domenica 15 febbraio scorso.
Certo oggi, anche in vista delle prossime elezioni, si fa di tutto per vincere, per cavalcare la paura, per dare messaggi forti. Già qualcun altro aveva l’abitudine di ripetere “VINCERE!”. Dio non voglia che la storia si ripeta! Non ci vuol molto passare dal populismo al totalitarismo.

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