Mi chiedono di fare la spia

13 marzo 2009 - Tonio Dell’Olio
Fonte: "L'altra città, giornale delle periferie" www.altracitta.org

"Sono Leyla, ho 32 anni e lavoro in un 'money-transfer', sapete, quelle agenzie che spediscono soldi in tutto il mondo. Tra i nostri clienti ci sono tanti immigrati, anche del mio paese, io sono algerina. Questo posto me l’hanno dato per tanti motivi, perché parlo arabo, francese e anche un po’ inglese, perché ho studiato, perché ho sposato un italiano e quindi sono ‘a posto’. Qui allo sportello vedo tante persone, qualcuno non capisce nessuna lingua ma ha l’indirizzo scritto su un foglio: genitori, fratelli, figli, quelli rimasti ad aspettare quella busta così importante. Adesso mi dicono che come impiegata ho degli obblighi nuovi: devo chiedere a tutti il permesso, fare una fotocopia e archiviare. E se non ce l’hanno, va detto alla polizia. In pratica, devo fare la spia. Segnalare chi arriva qui dopo un lavoro schifoso e malpagato, rovinare chi è quasi contento mentre mi dà la busta che significa cibo, scuola, salute. Devo fare la spia a mia sorella, la spia a mio fratello. Questa è la vostra legge democratica… ma non posso, lo capite? Non posso davvero".

Ultimo numero

Mediterraneo arca di pace?
GENNAIO 2020

Mediterraneo arca di pace?

Un numero speciale, monografico,
in occasione dell'incontro su
"Mediterraneo, frontiera di pace",
organizzato dalla Cei a Bari in febbraio 2020,
e nello sfondo del messaggio di papa Francesco
per la Giornata mondiale della Pace,
"La pace come cammino di speranza:
dialogo, riconciliazione e conversione ecologica".
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.31