El Salvador volta pagina

17 marzo 2009 - Tonio Dell’Olio

El Salvador, la più piccola delle nazioni dell’America Centrale, è sempre stata definita dalle Amministrazioni USA “il cortile di casa”.
Una presenza insignificante dal punto di vista geopolitico ma che doveva essere sottoposta a un severo controllo anche militare da parte della superpotenza per non rischiare di destabilizzare l’area e per garantire alcuni vantaggi economici.
Violenze terribili hanno fatto sanguinare la storia di questo Paese durante i lunghi anni della guerra civile. Anche dopo la firma degli accordi di pace, le 14 famiglie più ricche hanno continuato ad esercitare il loro potere.
Le elezioni presidenziali di domenica scorsa rappresentano un momento storico importante per il “cortile” che vuole acquistare dignità di casa, ovvero di popolo.
Pax Christi che in tutti questi anni ha seguito sempre da vicino le diverse fasi della vita dei salvadoregni, è stata presente con una propria delegazione di osservatori a sorvegliare sulla correttezza delle operazioni di voto. Per questo abbiamo conosciuto gli esiti del voto di prima mano. Ha vinto Mauricio Funes candidato della sinistra che ha dichiarato: "L'opzione per i poveri, fatta un tempo dalla Chiesa, sarà la rotta del mio governo" (vedi comunicato http://www.peacelink.it/paxchristi/a/28995.html).
Davvero un bel modo per celebrare il 29° anniversario del martirio di Mons. Romero. Il Sudamerica prosegue nel suo cammino di trasformazione e a noi non rimane che sperare in un sano contagio.

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Quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini
non potevano superare i burroni e gli abissi
per svolgere le loro attività, al di sopra di quei punti
spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse.
Per questo la più grande buona azione è costruire un ponte.
Ivo Andrić
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