TERRASANTA

La vita a Gaza

Racconto di città sotto assedio da troppo tempo.
L’esperienza e la solidarietà dal basso di CodePink.
Stephanie Westbrook (Co-fondatrice del gruppo Statunitensi per la pace e la giustizia, www.peaceandjustice.it)

Quando la nostra delegazione di 66 persone, composta soprattutto di statunitensi, è partita dal Cairo il 28 maggio, niente ci dava la certezza che saremmo entrati a Gaza, territorio palestinese sotto assedio da parte di Israele e Egitto da più di due anni. Organizzata dall’associazione pacifista CodePink, conosciuta per le sue proteste eclatanti, eravamo anche pronti ad accamparci al valico di Rafah, pur di ottenere l’autorizzazione per entrare.
Studenti e pensionati, ebrei, musulmani, cristiani e atei, persone al loro primo viaggio in Medio Oriente e esperti come il professore e scrittore Norman Finkelstein, abbiamo viaggiato da tutti gli Stati Uniti e altri 10 Paesi per testimoniare la distruzione inflitta a Gaza durante l’operazione Piombo fuso, l’assalto israeliano durato 22 giorni da dicembre 2008 a gennaio 2009. Ma soprattutto per portare la nostra solidarietà.
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