Scudo fiscale

1 ottobre 2009 - Tonio Dell’Olio

I provvedimenti contenuti nel cosiddetto scudo fiscale appaiono decisamente paradossali e offensivi. Paradossali perché evasori e criminali non solo non vengono puniti per aver evaso le tasse e commesso il reato di trasferimento di valuta all’estero, ma addirittura cautelati e premiati con quelli che possono essere definiti veri e propri incentivi. Offensivi nei confronti di tutti i contribuenti che in questi anni hanno sofferto maggiormente la pressione fiscale anche perché ingenti patrimoni occultati nei paradisi fiscali la facevano franca rispetto alle tasse. Insieme ai delinquenti, ai criminali e ai ricchi furbi, a godere dello scudo sono gli istituti bancari che stanno allettando con ulteriori incentivi coloro che scelgono di avvantaggiarsi di questa legge infame.
Tutte le banche meno una: la Banca Etica. "I principi della finanza etica che ispirano per intero la nostra attività prevedono la piena tracciabilità e la provenienza lecita del denaro che raccogliamo – ha spiegato Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica. Accettare capitali accumulati anche grazie al mancato rispetto delle leggi e che, al già grave reato di evasione fiscale, potrebbero sommare il falso in bilancio, sarebbe una violazione del nostro Dna e un tradimento dei clienti che ci scelgono quotidianamente in nome di un uso responsabile del denaro".

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