Il muro di Berlino e gli altri muri

9 novembre 2009 - Tonio Dell’Olio

Lasciate che una volta tanto scriva di un argomento di cui oggi riferiscono tutti i giornali: il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino.
Se oltre a celebrare giustamente il passato riuscissimo a riflettere sull’oggi, dovremmo pensare anche ai muri che resistono e si consolidano.
Il muro che si erge maestoso e minaccioso tra Messico e Stati Uniti a impedire che i disperati della parte povera dell’America possano sedersi alla stessa tavola ricca degli americani del Nord.
Il muro di mare in cui abbiamo ridotto il Mediterraneo che prima cuciva come ago e filo i popoli che vi si affacciano e che ora respinge al mittente ogni questua di dignità.
Il muro di Israele, monumento rassegnato di fronte alla scommessa che i conflitti prima o poi finiscono, totem di cemento armato e di elettronica avanzata, agnello d’oro innalzato a idoli che “hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. Hanno mani e non palpano, hanno piedi e non camminano; dalla gola non emettono suoni: sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida” (Salmo 113).
Perché i muri sono gli scogli su cui si infrangono le speranze dei popoli.
Sono le dighe che impediscono alle folle di incontrarsi per scoprire che si può essere amici e non v’è malocchio o condanna all’odio perenne.
Sono prigioni a cui si condanna anche chi le costruisce.

Ultimo numero

Mediterraneo arca di pace?
GENNAIO 2020

Mediterraneo arca di pace?

Un numero speciale, monografico,
in occasione dell'incontro su
"Mediterraneo, frontiera di pace",
organizzato dalla Cei a Bari in febbraio 2020,
e nello sfondo del messaggio di papa Francesco
per la Giornata mondiale della Pace,
"La pace come cammino di speranza:
dialogo, riconciliazione e conversione ecologica".
Mosaico di paceMosaico di paceMosaico di pace

articoli correlati

    Realizzato da Off.ed comunicazione con PhPeace 2.6.31