Primo augurio per l’anno nuovo

28 dicembre 2009 - Tonio Dell’Olio

L'invenzione delle vele mobili nel medioevo fu una vera a propria rivoluzione. Per la prima volta gli uomini riuscivano a vincere la forza dei venti. Di più: riuscivano a domare e a volgere a proprio vantaggio quella spinta della natura. Per la prima volta, tutto questo facilitò scambi, viaggi e conoscenze. Produsse conoscenze e sapere. Che il 2010 possa partorire un'invenzione analoga e mettere tutta l'umanità nelle condizioni di navigare controcorrente. A cominciare dal nostro Paese che sembra rassegnato o condannato a navigare condotto piuttosto da... “veline” in senso giornalistico e televisivo! Ci sono cose a cui sembriamo ormai eternamente rassegnati. Del tipo: il mercato guida il nostro destino, l'individualismo esasperato è una tendenza ineluttabile, affoghiamo nella banalità... E poi ancora: gli obiettivi del millennio non si raggiungeranno mai, i cambiamenti climatici non si possono fermare, le mafie sono invincibili... Ma noi nell'anno nuovo troviamo un modo per navigare controcorrente. Prendiamo tutto questo vento contrario e volgiamolo a nostro vantaggio per gonfiare le vele e andare, andare, andare.

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Un mondo a colori

Noi dobbiamo avviare processi, più che occupare spazi.
Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia.
Questo fa privilegiare le azioni che generano dinamiche nuove.
E richiede pazienza, attesa.
Papa Francesco, 21 dicembre 2019
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